venerdì 18 ottobre 2013

Rapida visione sulla (non) validità scientifica dell PNL


Come accennato a volte, sono un fan* della PNL. La ritengo uno strumento (di più, un'attitudine) unico e utile al cambiamento umano.





Sulla PNL si dicono centinaia di cose, che sia il graal della formazione e allo stesso tempo che è una delle truffe più becere. L'altra sera ho avuto l'onore di essere tacciato, da una psicologa, come truffatore proprio perché consigliavo letture di PNL ad altre persone. Questo perché, a detta sua, e a detta di tanti altri, la "PNL è solo una truffa".






La cosa mi fa abbastanza scompisciare, visto che la PNL, soprattutto la PNL codice classico, quella dei primi anni, è la sintesi delle best practics di tre luminari del cambiamento umano:


Fritz Pearls, Virginia Satir e Milton Erickson, rispettivamente, padre della Gestalt Therapy, fondatrice della terapia familiare, il più grande ipno-terapeuta del secolo scorso. I primi due sono i capostipiti di due approcci terapeutici oggigiorno ultraffermati, il terzo è stato alla base della terapia breve strategica di Jay Haley e Paul Watzlawick e della nascita dell'ipnoterapia di stampo Ericksoniano. Lo stesso Salvador Minuchin, altro psicoterapeuta coi contro coglioni si è confrontato con Erickson.





Detto questo, dire che la PNL è una truffa, quando essa deriva direttamente dalle best practics di questi tre terapeuti, è un paradosso. O sono truffe le origini e le conseguenze, o se le prime sono efficaci, lo sono anche le seconde.





Detto questo, andiamo in profondità ad esplorare alcuni concetti che la PNL propone come essenziali per interagire con gli esseri umani e proporre il cambiamento. Le affermazioni che riporterò provengono dai libri scritti dai fondatori stessi della pnl, dove potrò, metterò pure la fonte precisa.





1- In PNL viene posta attenzione in modo letterale alle parole ascoltate, soprattutto alle parole (o espressioni) che hanno riferimenti sensoriali, come "questa situazione la vedo nera" "suono cristallino" "nodo in gola" perché c'è la convinzione che l'essere umano codifichi le parole letteralmente e, se chi ascolta usa parole analoghe a quelle ascoltate, riesce ad entrare in modo estremamente rigoroso in sintonia con le persone.





Se c'è questa convinzione è perché i fondatori hanno notato che ogni volta che venivano ricalcati i sistemi rappresentazionali delle persone, le persone si sentivano maggiormente ascoltate, ed era più facile il cambiamento.





Vera? Falsa? Chissenefrega, visto che la cosa è facilmente sperimentabile. Andate da una persona, ponete attenzione alle parole che usa e, in un primo momento usatele analoghe, in un secondo momento usatele opposte. Poi chiedetegli quando si è sentito maggiormente compreso**.





2- In PNL c'è la convinzione che la psiche umana non sia altro che il sistema nervoso il quale elabora le sue strategie di decisione TRAMITE le informazioni elaborate dai propri sensi. Tramite i nostri sensi noi codifichiamo l'ambiente dove viviamo, i comportamenti a cui assistiamo, le informazione che studiamo, i valori che abbiamo, le identità che ci identificano per quello che siamo. In soldoni, qualsiasi decisione che prendiamo è il frutto di una sequenza di immagini, parole, sensazioni corporee. A sequenza X corrisponde sensazione Y.





Se questa cosa fosse falsa, dovremmo poter avere anche informazioni a prescindere dai nostri sensi,


ma io, signori, non riesco a pensarle. Io immagino, io mi parlo, io ho impressioni. Di più non riesco ad avere. Qualcuno le ha? Mi faccia il piacere!





3- Le implicazioni pratiche di quanto detto sopra si hanno quando ci si pone l'obbiettivo di voler cambiare i comportamenti umani: puntualizzate la strategia, arrivate al punto che scatena la risposta indesiderata, modificatela, tranne le submodalità, fissatela tramite la ripetizione e, in linea di massima avrete cambiato il comportamento. In linea di massima è così semplice, nella pratica, siccome i comportamenti sono incassati l'uno con l'altro,la cosa è leggermente più lunga.





Se questo fosse falso, vorrebbe dire che i comportamenti, per essere cambiati (e cambiano tutti i giorni) dovrebbero essere indipendenti dalla nostra codifica sensoriale delle stesse. Questo, per essere vero, deve rispettare una condizione: che comportamenti e percezioni diversi abbiano la stessa "rappresentazione sensoriale". Cosa intendo? Intendo questo: ricordatevi quando eravate particolarmente demotivati, e come voi immaginavate voi stessi. Ora pensate a quando siete particolarmente motivati, e immaginatevi come vi immaginavate. Le due immagini sono uguali? Non credo, saranno differenti. fate tutte le prove che volete e non troverete due rappresentazioni di voi diverse che sono totalmente uguali





4- Prima ho accennato alle SUBMODALITA'. Con submodalità intendo una caratteristica formale di una vostra rappresentazione. Esempio: immaginatevi una cosa che vi piace. Ok, quell'immagine avrà una sua dimensione, un suo colore, una sua luminosità. Ora, INGRANDITE A DISMISURA QUELL'IMMAGINE. Dopo averlo fatto, la sensazione è cambiata? 99 su 100 cambierà: per alcuni la sensazioni migliorerà, perché coglierà il dettaglio, per altri peggiorerà, perché si perderà la visione di insieme***, per altri non succederà nulla. Allora provate con un altra caratteristica: cambiate il colore, illuminatela, scuritela, Fate come vi pare. Qui siamo nel pieno della vostra soggettività. Il succo è che cambierà.





Se questo fosse falso, ricevere immagini grandi o piccole sarebbe esattamente la stessa cosa. Peccato che le televisioni, spesso e volentieri, più sono grandi e più piacciono!





5- tecnica onnipresente è quella dell'ancoraggio: collegare stati emotivi potenzianti a immagini, parole, zone del corpo. QUESTA COSA E' UNA FIGATA ed è stata mutuata direttamente dal condizionamento classico di Pavlov. Ora volete pure andare contro Pavlov?





Detto questo, ci sono un sacco di persone che, nonostante spaccino la pnl come il graal per qualsiasi cosa, più che intascarsi i soldi delle persone, non fanno. Questi si chiamano truffatori. Esattamente come ci sono i medici che non sanno il loro lavoro, i meccanici che non sanno aggiustare le automobili, ci sono persone che si spacciano competenti in pnl e non cavano un ragno dal buco.





Detto questo, se una tecnica non ha apportato i risultati sperati, è perché l'applicatore non è stato capace di utilizzarla.



La pnl è, credo, la mappa della mente umana più precisa ed utile che abbiamo allo stesso tempo. Sicuramente potrà essere migliorata ulteriormente, ma i cambiamenti che propone, nei tempi che propone la fanno essere uno strumento indispensabile nella vita di ognuno, imho.





Infine si parla tanto di comunità scientifica che ha sconfermato la bontà della pnl. Io ci rido su questo, visto che ho prove empiriche della sua efficienza tutti i giorni che la uso. Sarei proprio curioso di sapere cosa ha di tanto "non scientifico".





Ora sgamo che vado a lavorare per voi.








*più che fan, Licensed Practitioner, a dire il vero.


** hint: se andate da due amici affiatati, o da una coppia di innamorati, vi accorgerete che useranno tra loro un vocabolario molto simile.


*** qui le differenze sono realmente soggettive. Dire che ingrandendo un immagine questa darà una sensazione migliore è una pericolosa generalizzazione, sbagliata e fuorviante. Ognuno, per ogni concetto, ha una rappresentazione, la quale si modifica in modo del tutto soggettivo e diversificato dalle altre.

venerdì 26 luglio 2013

Locandyne Rivelatrici: Star Trek Into Darkness

Parte la nuova rubrica "locandyne rivelatrici" la quale si diverte a fare proiezioni sulla qualità del corrispettivo film riferendosi solo ed esclusivamente alla locandina.




L'approccio teorico di questo metodo sta nell'idea che, nell'epoca del post marketing, dove è più importante il marketing di un prodotto che il prodotto stesso, nel caso di un film, la sua locandina sia l'espressione massima del suddetto marketing, e quindi, l'elemento che è costato più di tutti all'interno della produzione.

Questo assunto concluderà, quindi, che la qualità di un film potrà essere uguale o peggiore (mai migliore) alla qualità della locandina stessa.




Inizieremo questa rubrica con la locandyna di "Star Trek: into Darkness", film famoso per essere stato apprezzato:








Cosa c'è da dire a riguardo? Non molto, ma sono cose che voglio dire da tanto.


Partiamo dal quadro generale dell'immagine, i tre protagonisti, chiaramente buoni sullo sfondo, i quali occupano una buona metà dell'immagine, un cattivo che veste prada di nero che cammina su macerie fumenti.




Ora notate Spok: il genio del visagista ha deciso di metterlo al lato esterno del gruppo. Solitamente chi è al lato esterno di una squadra ha ben puntato il fucile verso l'esterno, così da coprire eventuali attacchi dalle parti. Esattamente come fa la tipa dell'altro lato. A spok, invece, gli hanno fatto dare le spalle, con la pistola verso l'interno, e solo lo sguardo a sincerarsi della presenza di eventuali estranei.




In soldoni è un bersaglio che cammina, perché finché nota qualcuno quel qualcuno l'ha già bello che smitragliato.


A questo va aggiunta la fantasia di aver creato un cattivo vestito tutto di nero, vestito di pelle, in mezzo ad una città rovinata dalle esplosioni. M'han detto che fa un gran caldo da quelle parti.




Proseguiamo questa fiera delle scemenze con la disposizione delle parole: come potete notare, la  prima cosa che compare è la riga "INTO DARKNESS", scritto bello grosso, e solo sotto, scritto più piccolo, STAR TREK. In soldoni STAR TREK è diventato il sottotitolo del film




Successivamente, scritto più grande di STAR TREK c'è scritto 3D. Quindi più importante del nome del film è la possibilità di vedervelo in 3D. Ahhh, il 3D. Che novità assoluta. Nonostante sia così nuovo, ha veramente già rotto il cazzo (tranne che in Pcific Rim, lì è perfetto!)




Potremmo dire alrte cose su questa magnisfiga locandina? Sicuramente sì. Ne ho tempo? No. Quindi la chiudiamo qui che tanto abbiamo già gli elementi per concludere che questa locandina: E' STUPIDA COME IL PANE UNA PLANARIA e che il film non può essere da meno.




Se volete qualcosa che tratti pure la trama, cliccate qui.




Ps: ringrazio il mio fandom che mi ha spinto a scrivere questo post durante le vacanze




Pps: questa rubrica è copiosamente ispirata a pellicole decrittate di Negrodeath e a Libri Decrittati di Singleatrentanni che come decrittano loro film e libri non li decritta nessuno.

martedì 30 aprile 2013

Di chi è la colpa?


Ieri un povero Cristo ha sparato ad altri due poveri Cristi.


Una discreta guerra tra poveri, aggiungerei. La cosa umiliante sono le reazioni davanti al gesto di questa persona: "è uno squilibrato" "in America lo avrebbero ucciso" "è colpa del M5S", etc. etc.





Dico che sono umilianti perché, anziché comprendere la realtà dei fatti, - che a breve vi svelerò, ma che sono sicuro avrete già individuato a vostra volta - passano il tempo a colpevolizzare la tal cosa del gesto. 





Da un lato lo squilibrio mentale della persona, dall'altro chi istiga all'odio, nonostante si ponga pacifico, dall'altro ancora chi si fa duro con i deboli*, tutti hanno bene in mente chi incolpare. Deve essere una specie di gioco, una spese di nomi cose e città: "Hai 30 secondi per lavarti la coscienza. Pronti? VIA!"





Ora, perché dico che sono tutti modi per lavarsi la coscienza e non riflessioni a freddo di un fatto drammatico?





Per due motivi. Innanzitutto perché si parla di COLPE. E le colpe NON ESISTONO. Sono costruzioni sociali atte al controllo. Sono percezioni, tipicamente di matrice cattoliche, per farti penare rispetto alle tue azioni. Quelle che la società italiana chiama inutilmente** colpe, in realtà sono CAUSE, ovvero azioni che producono conseguenze.





Quindi il primo passaggio per poter fare una riflessione sacrosanta è domandarsi "Quali sono le azioni che hanno portato ai fatti di domenica scorsa?"





Con questa domanda ci avviciniamo al secondo motivo per cui quello che gira sui giornali è paragonabile ad un cacone spaziale puntato sulla superficie del Pianeta Terra, ovvero al concetto di "sistema".





Cosa intendo per sistema? Per sistema intendo un insieme di fattori che è DI PIU' della somma delle parti, le quali parti si influenzano l'un l'altra.





Prendiamo l'esempio di un puzzle: ci sono i pezzi che, da soli, rappresentano ben poco. Poi li unite insieme ed avete una graziosa immagine. Avete, quindi, qualcosa che è più della somma delle sue parti.





Il bello dei sistemi è che ogni singola parte influenza le altre parti e quindi il sistema stesso: se togliete o modificate un pezzo di puzzle, magari l'immagine rimane comprensibile, però non è più la stessa di prima. Sicuramente è compromessa.





Ora vi dirò una cosa: la nostra società civile è un sistema, ovvero la nostra organizzazione è più della somma di ogni singola parte. Pensate al vostro lavoro, ai vostri colleghi: la qualità del vostro lavoro cambia in base ai comportamenti dei vostri colleghi? Ed ora pensate al tempo, sole e pioggia vi influenzano allo stesso modo? Tornate a pensare ai vostri colleghi, le loro mogli hanno capacità di influenzarli, rendendoli più o meno nervosi, e quindi di influenzare voi stessi? 





Questo è il concetto di "sistema". In soldoni, le nostre azioni si propagano oltre il semplice momento in cui le effettuiamo. Per maggiori dettagli vi consiglio di leggervi Bronffenbrenner. Wikipedia ne da una descrizione sommaria.





Come si propagano le nostre azioni? Si propagano in base alle caratteristiche di chi le esperisce. Se l'azione è un torto e chi la subisce è una persona particolarmente fragile, quella persona ne soffrirà molto.





Se il torto fosse stato esperito da una persona tendenzialmente irosa, questa persona si sarebbe incazzata anche di più.





Se anziché essere un torto, è un continuo bombardamento mediatico di cazzate, operato dai media con i cari politici ai microfoni, i quali dicono sempre e solo le solite cazzate, si attaccano l'un l'altro, si scaricano le colpe e nessuno fa succedere cose, ed a subire questo bombardamento ci sono 60 milioni di italiani, è ovvio che uno su 60 milioni prenda una pistola e, anziché ammazzarsi**, decida di ammazzare un politico





Sia chiaro, non sto giustificando il gesto, sto dicendo che è normale che accada, visto che alcune parti del sistema (mass media, partiti politici, la ggente) passa il proprio tempo a gettare merda sull'avversario, accoltellare alle spalle e a parassitare sulle spalle della nazione. Che sarà pure una nazione di merda, ma ciò non giustifica il loro operato da celebrolesi.





Quindi alla domanda iniziale, "dove sono e quali sono le cause?" La risposta è questa:





Le cause  sono nella vecchia politica, che non vuole risolvere i problemi attuali, ma solo tutelare i loro gretti interessi.





Le cause sono nella nuova politica, che passa il tempo a rompere il cazzo alla vecchia politica senza avere la benché minima idea strategica in testa.





Le cause sono della ggente che non capisce un cazzo, crede alle prime stronzate che gli vengono dette e 
passa il tempo a strillare UNDICI ad ogni dove.





Le cause sono riscontrabili in chi ha premuto il grilletto perché sfinito dalla situazione attuale.





La prossima volta ad essere sfiniti potranno essere in due. E magari potranno avere una mira migliore***.





E non lo dico io, lo dicono le vostre azioni.








* Si, Vespa, è facile fare i forti in queste situazioni, vero? Vorrei proprio vedere come reagiresti in un futuro di file al centro per l'impiego.




** il numero di suicidi è aumentato del 30% dal 2008 ad oggi, se non sbaglio. Quindi sì, la crisi miete vittime.



*** spero non accada mai, voglio che facciate realmente qualcosa per questo cazzo di paese.

giovedì 25 aprile 2013

Oltre l'antifascismo


Come scritto ieri, io al 25 aprile io ci tengo. Magari non lo do a vedere, non lo urlo ai quattro venti, ma ci tengo.





Ci tengo, e proprio perché ci tengo credo che bisogni andare oltre l'antifascismo.





(prima di tacciarmi di fascista - sareste banalissimi e figli di Pavlov, continuate pure a leggere il post, grazie)




Per prima cosa, un po' di analisi semantica. Che vuol dire "Antifascismo"? Vuol dire - semplicemente - essere contro il Fascismo. Per fascismo, Cosa si intende? Si intende, suppongo, l'ideologia fascista, quella violenta, quella che ha guidato l'Italia nelle miserevoli condizioni del secondo dopoguerra.





Non credo si intenda il periodo storico, essere contro il corso della storia è un po' come essere contro la legge di gravità. C'è, può non piacerti, può aver ucciso i tuoi genitori, ma di certo non scompare per assecondare i tuoi capricci.





Non credo nemmeno si intenda l'intento pacificatore del fascismo stesso, intento copiato ed esportato in tutta europa.





No, credo proprio si intenda l'ideologia violenta, assassina, guerrafondaia, rigida, reazionaria, cattolica, razzista, nazista che ha caratterizzato il fascismo nei suoi 20 anni di vita.





A chi mi commenterà che il fascismo non è stato realmente violento, che Mussolini è stato costretto a firmare le leggi razziali e che in realtà non voleva, che il fascismo era in realtà progressista e tutto il corrimi dietro sulle reali intenzioni del fascismo, risponderò che: va bene le intenzioni, ma l'Italia nel '43 stava facendo un tantinello la fame,era allo stremo e non ne poteva più. Grazie.





Bon, detto ciò possiamo intuire che l'antifascismo è un movimento che combatte tutto ciò che ho detto sopra. Interessante. Interessante, ma c'è un problema. Essere contro qualcosa è un atto improduttivo.





Non capite? Rispondete a questa domanda: "Se siete contro il fascismo, verso cosa siete a favore?"





Libertà? Uguaglianza? Parità dei diritti? Soldi per tutti? Dialogo? Sesso in tavola? Tavole rotonde? Verso cosa siete a favore? Sapete verso cosa siete a favore, o vi riempite la bocca di slogan fini a se stessi?





Facciamo un esempio pratico: andate al ristorante, il cameriere vi domanda cosa desiderate. Quale tra le due risposte produrrà un risultato tra  "Una scaloppina al limone, grazie" oppure "Io non voglio la pasta!"?





Questo è il succo, oggi, dell'essere antifascista. Un valore più o meno condiviso, che però non dà minimamente indicazioni sul come è giusto comportarsi. Un valore che non produce risultati, estremamente inefficace davanti a tutti gli attacchi fascisti che l'Italia ha subito in tutti questi anni, un valore che ha permesso ad ideologie ugualmente meschine di poter esistere e riprodursi sulla nostra nazione (Si,Kompagno Comunista, parlo proprio della tua ideologia)





Un valore che, definito in base a cosa è contro, permette a chi gli pare di infilarci i propri porci comodi, fottendosene delle reali sofferenze patite in quegli anni.





Per questo bisogna andare oltre l'antifascismo, ricordandone la storia, le vite, le sofferenze, ma smettendo di urlare quello che aborriamo e  realizzando quello che vogliamo nella nostra vita





E nella mia vita io voglio:





Giustizia


Equità


Merito


Soldi


Felicità


Una Famiglia MIA


Condanne





Questo è quello che io voglio. Come potete notare, il fascismo nella mia vita è completamente scomparso.





Fatelo anche voi, ed il fascismo scomparirà anche dalle vostre vite. Rimarrà solo in quelli che lo combattono e che lo inseguono, ma voi, presi dai vostri obbiettivi, per una vostra vita migliore, non li vedrete nemmeno.

mercoledì 24 aprile 2013

"Antifascismo è Anticapitalismo" (anche no)


Adoro il 25 aprile: siamo usciti da una pagina molto buia della nostra storia, ci siamo portati il buono che c'era e, purtroppo, il brutto. E' una data importante, di identità nazionale. Purtroppo abbiamo poche date di identità nazionale. Ci credo che poi viviamo come viviamo.




Quindi sono contento che il 25 aprile venga festeggiato, perché l'Italia esce da un sistema dittatoriale che la ha portata alla totale disfatta, per entrare timidamente, nel mondo della democrazia. In quanto disfatti e dilaniati siamo stati facili prede di influenze straniere, perdendo, di fatto, parte della nostra sovranità nazionale.





Poi leggo questo manifesto e leggo: "Antifascismo è Anticapitalismo" e mi dico: "mmm".








Ora, io non sono uno storico, ma se ricordo bene, e tu lettore correggimi se sbaglio, L'economia fascista era tutto tranne che capitalista: lo stato prendeva le aziende che fallivano e le rimetteva in piedi, c'era l'autarchia; insomma, la competizione, tipica dei sistemi capitalisti, era assente.





Quindi dire 
"Antifascismo è Anticapitalismo" è una sonora cazzata, figlia della propaganda comunista più bieca, contraddizione, in quanto il fascismo non è mai stato un sistema capitalista.





Cos'è successo allora, nelle menti di questi giovani graphic designers? Le cose possibili sono tre [stimola la tua fantasia, dì la tua ipotesi nei commenti!]:





- a scuola non sono ancora arrivati al capitolo che parla della Seconda Guerra Mondiale


- hanno GROSSE difficoltà con la logica.


- vogliono trasmettere un secondo valore che è ben diverso da quello dell'antifascimo





Io propongo per tutte e tre, ma soprattutto per la terza opzione.





Esplichiamo innanzitutto la seconda (che la prima si esplica da sola):


L'errore logico è questo:





chi è stato il grande nemico del fascismo, se non il fascismo stesso, comunismo? E qual'è il grande nemico del comunismo, se non il capitalismo?





Da qui a fare l'equivalenza illogica è un tiro di schioppo: 





fascismo = capitalismo 





Perciò:





Antifascismo = Anticapitalismo








Dimenticandosi, però, che la storia dice tutta un'altra cosa.





La terza ipotesi parte dall'idea che questa distorsione sia voluta a fini propagandistici. Che, siccome l'antifascismo è un valore di unità nazionale*, allora può essere un ottimo piede nella porta** per trasmettere la propria ideologia anticapitalista.



Ahimè, visti i fini leader della sinistra antagonista, che divora ogni cosa a favore della propria causa (da sempre è così), considero la terza opzione come la più probabile, con l'aiuto di persone che, come scimmie in uno zoo sono convinti che l'equazione 
Antifascismo = Anticapitalismo sia logica.





In soldoni il 25 aprile viene utilizzato per trasmettere valori ben diversi da quelli che dovrebbe rappresentare.



Mi duole dirlo, ma l'antifascismo, con tutto il buono che rappresenta per la nostra nazione, è stato trasformato in un brand. O meglio, in un testimonial. Esattamente come Antonio Banderas che fa i biscotti della mulino bianco, il 25 aprile, dopo il sangue, il dolore, la sofferenza vissuta in quel periodo, viene utilizzato per promuovere il Sano Valore dell'Anticapitalismo.



Che culo, vero? Che poi, che cazzo sarà questo anticapitalismo, mica si sa.





Stronzi.








* i risultati elettorali appena passati dicono esattamente questo, nessuno per ora vuole un partito di dichiarata ispirazione fascista





** il piede nella porta è il nome di una tecnica di manipolazione ben precisa: avete presente quando vi dicono: "avete un oggetto in regalo" e poi vi dicono "se solo comprate 500 litri di vino alla modica cifra di 12.000 euro" oppure: "Una firma qui", per poi aggiungere "adesso ci faccia un'offerta"? Ecco, questi sono piedi nella porta.

lunedì 8 aprile 2013

Lo stato delle cose, pt. III


Ogni giorno è come se fosse il primo. Non l'ultimo, proprio il primo. Ogni giorno nuovi obbiettivi si aggiungono ai precedenti, si sommano, si accumulano e tu li porti avanti. Alcuni li termini, altri hanno i loro tempi per svernare. Come hai detto tu stesso qualche giorno fa, "sono cose che cucinano lentamente".




Conoscere professionisti per aumentare la tua rete di contatti. Per farti conoscere, per far vedere quello che sai fare. Per tastare il polso della realtà attuale, la realtà di un paese in declino, spezzato tra una metà che farebbe di tutto pur di sopravvivere ed una metà che tenta disperatamente di tirar fuori la testa dal guano. La conoscenza è potere, questo lo sapevi bene all'università, quando tutti ti chiedevano se avevi qualche riassunto per gli esami.





Leggere Studiare libri che fanno la Differenza tra te ed un tuo collega, magari che frequenta pure una specializzazione, di quelli che all'università manco sanno che ci sono, che di quelli mica avresti cercato i riassunti, no: quelli li avresti proprio divorati. Grazie, Edizioni Astrolabio - Ubaldini, grazie per averci importato i saperi di Bandler & Grinder, Watzlawich ed i suoi Strategici Amici, Lowen (che oggi ho deciso di iniziare, che le tecniche corporee fanno sempre bene), Minuchin che è in lista e l'immenso Milton Erickson, autentico faro per chi vuole aiutare chi soffre. Grazie. Se posso aiutare le persone è anche grazie a Voi.





Avere un sito, sforzarti di aggiornarlo con i contenuti, contare le visite per capire quanto è visitato, organizzare seminari gratuiti per farti conoscere a cui vengono, però, soltanto i tuoi amici. Che va benissimo, perché sono tutte serate belle ed importanti, che confermano le tue doti, ma ti fanno capire che la tua comunicazione non è arrivata a dovere. E quindi ti rimetti in gioco, conscio che la rendita non esiste (mai pensato, ora però lo sa anche la tua pelle), e che devi fare altro per ottenere altro.





Ed è per questo che ogni giorno è come il primo: perché ogni giorno scopri che puoi fare di più rispetto al giorno prima, e lo vuoi fare, senza lasciare nulla al caso.





Ti sei messo in testa di scrivere un libro, lo stai scrivendo, l'hai quasi finito. Vuoi parlare di Seduzione, promuoverla, aiutare gli sfigati, come eri tu un tempo, perché l'amore è una cosa bellissima e tutti hanno il sacrosanto diritto di goderne.





E poi? E poi cosa farai? Qualsiasi cosa, ti rispondi, pur di portare avanti il tuo percorso di affermazione. Vuoi diventare un cazzo di numero uno, come nelle migliori fantasie infantili, e ti stai sbattendo per quello. Vuoi diventarlo per Te stesso, per chi Ami e per il vostro futuro felice insieme. Felici e contenti, come nelle migliori favole per bambini. Che la felicità mica esiste nella realtà, o meglio, esiste, ma è difficilissima da ottenere. Richiede fatica, impegno: la gioia viene solo dopo il sangue, gli ostacoli superati, i muri abbattuti.





E cos'altro posso dire, a Te che sei Me, quella parte di me che vive nel mondo reale, e che in questo momento sta battendo le dita sui tasti della tastiera? 'zzo te devo dì?





Che la tua vita è in evoluzione, da lontano sembra una spirale. Ormai l'inizio è perso nelle pieghe del tempo, ed il futuro... il futuro non finisce mai. Però il tempo scorre. Ed è inesorabile.





Questo è lo Stato delle Cose.





Il Tuo Stato delle Cose. 





Fanne tesoro.








M.M.




venerdì 29 marzo 2013

Sgamando la cazzata gomblottista: HOW TO


Olè. Avete presente le notizie sconvolgenti che girano nell'internetto, quelle che, 99 su 100 c'è la fine del mondo o qualcuno buonissimo è vittima di qualcuno cattivissimo? Ecco, oggi parlo di quelle notizie e di come sgamarle.





Mi riferisco, ad esempio, al caso della Piccola Sofia, Dei polli maciullati vivi e dati da mangiare, alle cure contro il cancro che nessuno rivela e cose così.





Spesso non c'è modo di valutare la bontà di certe notizie e va a finire che si può credere, o comunque rimanere turbati, da notizie in realtà false.





La domanda sorge spontanea, come fare a riconoscere una notizia vera da una falsa, quando reperire le fonti è difficile o, se sono reperite, sono difficili da interpretare?





Un'alternativa al controllo delle fonti, c'è. E' quella di riflettere sull'impatto che la notizia ha su di noi.






Vedete, queste notizie di matrice simil-gomblottistica non hanno l'obbiettivo di far ragionare, essi vogliono soltanto gettare fango e merda verso un obbiettivo specifico (a volte, solo farvi andare nel panico). E lo vogliono fare facendo attivare emotivamente (rabbia, disgusto, paura) VOI.





Nel momento in cui l'obbiettivo è quello di attivarvi emotivamente, le parti della notizia devono essere costruite su misura per aumentare il vostro livello di arousal.





Quindi, primo passo per sgamare una cazzata è domandarsi: 





che emozioni vi suscita l'articolo che leggete? Se le emozioni virano dalla rabbia al disgusto totale, quell'articolo è probabilmente una cazzata.





Detto questo, c'è da dire che spesso la realtà supera la fantasia, e che, purtroppo, ci troviamo davanti a notizie reali che lasciano esterefatti.





Quindi, il passo successivo è quello di analizzare i contenuti della notizia: vittime e carnefici.


Nelle cazzate solitamente la vittima è totalmente indifesa: animali, bambini, donne, minoranze etniche. Quando va bene è "solo" svantaggiata: studenti precari, donne incinta, immigrati, famiglie povere.





Il carnefice, invece, è cattivissimo e potentissimo, che se ne sbatte dei diritti umani. Non solo, solitamente ce ne è sempre e soltanto uno. Quando ci sono più carnefici, questi fanno sempre capo ad un'unica organizzazione (qualcuno ha detto NWO?). Comunque, la causa del male che viene mostrato, è sempre e soltanto UNA.





Nella realtà, come ben saprete, non c'è mai una causa sola, un solo cattivo. Solo nelle religioni c'è un solo buono ed un solo cattivo. Solo persone che sono cresciute in questa cultura possono ipotizzare la presenza di un solo cattivissimo e di una stuola di vittime indifese. Persone cresciute con questa mentalità e persone incapaci di ipotizzare un modello di realtà multicausale.





Quindi, secondo passo per sgamare una cazzata:




presentato il problema, la soluzione e la causa del male sono sempre e soltanto una: Il NWO, BIG PHARMA, LE BANCHE, I POLITICI







Ma non abbiamo mica finito, sapete? C'è il terzo passo: l'impatto che queste notizie hanno su ciò che è per noi importante: i nostri valori. Noi decidiamo se una cosa è giusta o sbagliata in base ai nostri valori. Sono le leve motivazionali che ci spingono a compiere determinati gesti. Quindi, obbiettivo della notizia-cazzata è quella di far leva sui vostri valori. Per far muovere il vostro puntatore del mouse sul tasto "share" bisogna solleticare  i vostri valori, il vostro senso di giustizia, di onestà.





In Italia i valori importanti quali sono? La famiglia, il lavoro, i figli, l'antifascismo. Ora prendiamo alcune delle notizie-cazzata che girano per l'internetto (cit.):





Piccola Sofia: lo stato (carnefice) nega alla piccola Sofia (vittima) le cure compassionevoli per la sua malattia (soluzione unica). Il valore su cui tutto si muove è la salute dei bambini. Nel dubbio, andatevi a leggere la realtà delle cose.



Altro esempio: ricercatori precari (vittime) trovano metodo per far autodistruggere le cellule cancerogene (soluzione unica per problema di tutti) ma nessuno ne parla perché ce lo vogliono tenere nascosto (carnefice invisibile, ovviamente è BIGPHARMA).



Qui i valori su cui tutto si muove sono la salute, le vittime sono un gruppo svantaggiato in quanto precari. La precarietà rimanda al mondo attuale del lavoro, sempre più, per l'appunto, precario. Se cercarete, scoprirete che non ne parlano perché la loro ricerca è ancora al vaglio delle istituzioni di riferimento.




Questa cosa dei valori la notate soprattutto se vi vedete un discorso gomblottista straniero, come questo:









Lui è tedesco. In pratica dice che ENTRAMBE LE GUERRE MONDIALI sono state causate dagli interessi economici dal cartello chimico -  farmaceutico. In soldoni si dimentica di tutto il contesto storico, geografico e politico che precedeva entrambe le guerre mondiali. Concludendo dice che il nazismo (cosa terribile per un tedesco) sia stato causato per fini commerciali (guarda caso un solo unico fine, quello commerciale). 




In Italia un discorso del genere non lo avrebbero mai potuto fare, ed infatti non si è mai sentito parlare di nazisti pagati dal cartello chimico - farmaceutico. Non avrebbe suscitato grandi emozioni. In compenso ci parlano di farmaci sperimentati sui bambini, sugli animali, su cure anticancro miracolose "appositamente occultate", perché la salute e i bambini sono cose che sul popolo italiano fanno molta più presa rispetto ad Adolph Hitler che ha le aspirine gratis. Un altro valore è la possibilità di sentirsi sicuri: allora si agirà sull'introduzione di una qualsiasi paura. 





Quindi, terzo passo per sgamare una cazzata:





La verità che viene rivelata fa sempre riferimento ad un nervo scoperto o ad un valore importante per il popolo di riferimento, in modo tale da facilitare il processo di convincimento.





Perciò, se vi state domandando se quello che avete appena letto sia una cazzata o meno, fate come me, domandatevi:





- che emozioni mi suscita?


- c'è una sola causa?


- la causa e le vittime fanno toccano nervi scoperti/fanno leva su valori tipici della mia nazione? 





Ecco, se risponderete di SI a tutte e tre le domande, 99 su 100, siete davanti ad una cazzata.








lunedì 18 marzo 2013

Generalizzazioni


"Si fa un gran parlare, da sempre, di quanto sia sbagliato generalizzare.


Per colpa di alcuni, un'intera categoria viene danneggiata. Un esempio? I preti pedofili: le persone, venendo a conoscenza di questi eventi, generalizzano che l'istituzione della Chiesa Cattolica sia un covo di pedofili pervertiti. 





Allo stesso tempo ci saranno alcuni che vi diranno: "No, la chiesa non è solo tarallucci e pedofilia, un sacco di sacerdoti si sbattono un casino per aiutare il prossimo: generalizzare è sbagliato".







Questa retorica, del "generalizzare è sbagliato", è moooolto frequente. La possiamo applicare





agli immigrati, dove "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti",


agli zingari,  dove: "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti",


ai politici dove:
"è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"
,


ai destrimani, dove:  "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"
 


ai mancini, dove:  "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"


ai collettivi, dove:  "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"


A chi vogliamo, dove: 
"è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"



Sono mica ripetitivo? No, perché, sapete... è sempre la stessa storia. 





Questo atteggiamento, che ritiene sbagliato che le persone generalizzino quello di cui hanno esperienza, è molto comune. L'idea di fondo è questa: Non si può generalizzare, perché la realtà è un'altra.




Ora, a parte la domanda che sorge spontanea, "se la realtà è un'altra, di chi cazzo è quella realtà?", quello su cui voglio soffermarmi oggi è che è impossibile non-generalizzare. Perché generalizzare è alla base del comportamento umano. Dirò di più, generalizzare è tra le prime tre cose che un sistema nervoso fa dopo aver avuto un esperienza sensoriale*.




Di conseguenza, chiunque vi dica che "Non si può generalizzare, perché la realtà è un'altra", sta gentilmente dicendo una cazzata. Ed è una cazzata perché noi non decidiamo se generalizzare o meno. Noi generalizziamo e basta. Al massimo possiamo decidere cosa generalizzare.



Da questo non si scappa. Non mi credete? Pazienza. 





Ora, non voglio fare una dissertazione sul processo di generalizzazione del sistema nervoso, mi fa fatica, voglio  soffermarmi sulla sua posizione all'interno dei processi di apprendimento: ne è all'origine ed è sempre presente.





Questo significa che qualsiasi cosa si udisca, si veda, si assaggi, si odori o si tocchi, essa, in un modo o nell'altra, viene generalizzata.





E sapete cos'altro? Anche le notizie dei giornali. Anche i casi di preti pedofili, di politici menzogneri, di strade imbrattate e di violenza da parte di gruppi ideologizzati. Non importa se quel prete sarà veramente pedofilo, se quel politico veramente corrotto, se quella persona di forte ideologia avrà avuto un colpo di testa personale. Non importa.





E sapete perché?





Perché i casi precedenti, di vera pedofilia, di vera menzogna, di vera violenza ideologica, saranno già belli che generalizzati.





E non è che è sbagliato, è che il cervello funziona proprio così. Fatevene una ragione.





Se credete davvero che certi comportamenti non vadano generalizzati, perché la realtà è un'altra, prendete chi fa quei comportamenti e dategli un calcio in culo








*é tra i primi tre perché ce ne sono altri due: il processo di cancellazione (parte o tutta l'esperienza viene cancellata) e di distorsione (parte o tutta l'esperienza viene distorta). Non sono sequenziali, sono tendenzialmente simultanei.





venerdì 8 marzo 2013

L'Amore è una cosa che si fa in Due.


Un anno fa scrivevo il post "perché alle donne piace stronzo". mai post fu più apprezzato, con i suoi 1588 contatti ad ora (il secondo più letto ne ha 404, per dirvi), è risultato il post più letto di questa adorabile tana. Anche il più commentato, aggiungerei. Questo mi fa capire che, se voglio avere un blog di successo devo iniziare a parlare esclusivamente di tette, culi, donne, uomini, vagine et peni. Che col mio nome,aggiungerei, metà del lavoro è pure già fatto.





Così, un anno dopo quel fatidico post, di nuovo nel giorno della festa della donna, porto il mio piccolo contributo scanzonato e veritiero, che coniuga serietà ed utilità dell'argomento, alla festa della donna.




Come diceva Elio, "Sono donna, e donna è Amore" e quindi continueremo a parlare di Donne ed Amore in queste pagine.





Sarà un discorso frivolo? No, sarà un discorso epico, visto che vi darò la verità assoluta su 1) che cos'è l'innamoramento 2) cosa vuol dire Amare 3) cosa vuol dire Amore.





Che finché ascoltate i poeti mica arrivate al punto, eh! Ci girate solo attorno!





Bon, detto questo, e alzato a mille le aspettative su questo post, procediamo:





Prima di continuare, una premessa: Innamoramento, Amare ed Amore sono comportamenti. I comportamenti sono mossi da motivazioni. Le motivazioni sono spinte da bisogni.





I bisogni sono le risposte alle domande: "perché faccio questo e non quello?" Li avete tutti i giorni, e, se li conoscete, siete pure capaci di avere una vita felice. 





Siccome i bisogni sono alla base di tutti i comportamenti che mettiamo in atto, essi c'entrano pure nelle Relazioni d'Amore. Per la precisione, cerchiamo nell'altro la persona che può soddisfare i nostri bisogni affettivi. Quali sono questi bisogni? Ognuno ha i suoi. 





1) L'innamoramento.


L'innamoramento è quella fase dove l'innamorato è convinto* che l'altro sia l'unico essere al mondo capace di poter soddisfare i propri bisogni personali. Il più delle volte è un illusione del nostro cervello (nessuno può soddisfare completamente i nostri bisogni, soprattutto nel lungo periodo; gli unici che possono soddisfarli, siamo noi ). 





E' comunque una fase costante delle relazioni d'Amore, che va attraversata per poter vivere tutto il resto che viene dopo. Questo è importante? Sì, lo è. Così capite le aspettative di chi vi dice che vi ama e capite pure le vostre aspettative sulle persone di cui vi innamorate.





2) L'amare


L'amare è, semplicemente, dove la persona soddisfa i bisogni dell'amato. Per amare bisogna soddisfare i bisogni dell'amato, proprio quei bisogni, non la vostra versione interpretata degli stessi. 





3) L'Amore


L'Amore c'entra poco con l'Amare. Sono solo due parole con un po' di lettere in comune. Se l'amare è l'atto tramite cui soddisfiamo i bisogni della persona di cui siamo innamorati, l'AMORE è la consapevolezza da parte di entrambi di questa reciproca soddisfazione.





Per questo l'amore è una cosa che si fa in due: perché deriva dalla consapevolezza di appartenere ad una coppia dove  i partner soddisfano reciprocamente i rispettivi bisogni.





Cosa significa questo? Che se siete da soli e siete innamorati di una persona, non la state amando, ne siete solo innamorati. Non la state amando perché lei non si sente amata. Non state soddisfacendo i suoi bisogni. La vorreste amare, ma siccome non lo state facendo, non la  amate.





L'amare e l'Amore si basano sui fatti, non sulle intenzioni**.





Questo significa che se avete un partner che vi dice che non si sente amata, non la state amando. Magari le volete bene, la state aiutando, state facendo tutto il possibile per amarla, ma non la state amando.



E' questa veramente la verità assoluta? Boh. So però che questa è la mia mappa delle relazioni affettive, ed è particolarmente efficace.



Provate ad usarla per un paio di giorni, e poi sappiatemi dire.







*è convinto, signori: non vuol dire che i bisogni vengono realmente soddisfatti, ne basta la convinzione che lui ne è/potrebbe esserne capace. Poi domandatevi come mai ci sono tante persone infelici.



**
E' come quando cucinate l'uovo all'occhio di bue. Se non avete gli ingredienti per cucinare l'uovo al all'occhio di bue, non lo state cucinando. Potrete fare una frittata, ma non l'uovo all'occhio di bue.







lunedì 4 marzo 2013

Il Passato che Torna

Il passato torna ogni volta che, interpretando il presente, concludete che accada esattamente il passato.

Non importa quanto i protagonisti attuali siano simili, non importa l'accuratezza delle vostre previsioni, se nell'ipotizzare il futuro prevedete un evento passato, beh, siete preda di un errore della vostra mente.





In soldoni paragonando Grillo a Hitler, a Mussolini, a Berlusconi, paragonando Berlusconi a Mefistofele, ad Andreotti o a 617-761, state solo oscurando la realtà in favore dei vostri ricordi.



Attenti però, che così si finisce a diventar vecchi.

lunedì 25 febbraio 2013

La Rivoluzione Francese


Pochi minuti fa ho votato. tra dieci minuti finisce il tempo utile per votare ed adesso vorrei dire la mia su queste elezioni. Ma farò ben altro. Dirò la mia sullo spirito del tempo.

Lo spirito del tempo mi suggerisce che siamo in un momento storico simile a quello immediatamente prima della rivoluzione francese.





La storia non si ripete, spesso si assomiglia. Ho ripensato alle proteste di tutti questi mesi e ho concluso che bastava pochissimo per la casta politica attuale rimanere al potere: gli bastava diminuire i propri privilegi. Ad esempio,  i loro stipendi.





Vedete, il popolo italiano non ha mai protestato per avere più ricchezza; ha sempre protestato per avere meno miseria. E la miseria è una percezione che si basa sull'agio del gruppo di appartenenza. Altrimenti ci si percepisce soltanto come persone umili.







dite che la ricchezza sia un valore?





Se i politici si fossero realmente tagliati i benefit, come esempio di partecipazione al momento di crisi del paese, essi avrebbero aumentato enormemente il loro consenso. La percezione di miseria si sarebbe attenuata e l'astio si sarebbe enormemente ridotto.





La casta politica invece se ne è gioiosamente infischiata, sia in termini di affermazioni, sia in termini operativi. Se ne sono fregati ed hanno ignorato queste richieste.





A prescindere dal reale impatto che un taglio dei benefit dei parlamentari avesse avuto nei confronti delle casse dello stato, esso avrebbe avuto un enorme impatto nella psiche dei votanti.





Chi li ha ascoltati, invece, come detto nel post precedente, è stato il M5S. Prima aggregandosi sotto al blog di Grillo, poi come non-statuto del M5S. L'abbiamo già detto e lo ridiciamo: il loro programma parte tutto dalla riduzione dei propri benefit come parlamentari. Parte e, sembrerebbe, finisce lì (se ci sono Stellini* tra i lettori, qualcuno mi dice se ci sono progetti che esulano dalla riduzione degli stipendi ai politici? Grassie).





Bene, quello che è successo, quindi, è che si è andato a formare un voto principalmente di odio nei confronti della politica attuale, un voto che verrà quantificato nelle prossime ore, ma che è stato caratterizzato dall'odio nei confronti della vecchia politica.





Non so perché, ma tutto questo odio della popolazione mi ricorda abbestia l'odio che provavano i francesi nei confronti dell'aristocrazia. Un odio viscerale, catartico, che culminerà, infatti con numerose decapitazioni.





Paragono l'avvento del M5S nel parlamento italiano (che personalmente credo si attesterà sul 20%) alla rivoluzione francese: momento in cui cade il governo dei nobili, degli aristocratici in favore di una governance  proveniente dal basso.





Ed ora come allora ritengo che il loro avvento sia una conseguenza logica alle condizioni attuali. Non lo percepisco come giusto o sbagliato, come una cosa da impedire o meno, la percepisco come logica conseguenza della nostra storia. la governance attuale va sostituita. E gli unici che la vogliono sostituire sono quelli del M5S.





La storia è sempre fatta da conseguenze logiche degli eventi passati, peccato spesso ce ne si  dimentichi.



Quindi, chiunque abbia da contestare il M5S ed il loro "pericolo"  si guardi allo specchio e si domandi quali soluzioni ha mai approntato per andare incontro al popolo.



Il M5S sostituirà il vecchio modo di fare politica? Chi lo sa. Magari prima Casaleggio dovrà cambiare i server, allo stesso tempo dovranno desterggiarsi con altri attori che tramano dietro le fila del paese: i burocrati i centri di potere. 



Ne avranno le palle? Bah,  io per ora vedo Stellini verbalmente accusanti che danno in escandescenza ogni volta che vengono criticati. Vedo gente fortemente manipolabile con la prima cazzata dal sapore sovversivo (matite da umettare anyone?)



E soprattutto vedo la venuta del terrore bianco. Cosa ci sarà dopo, onestamente, non so dirlo.





*Trovo profondamente irrspettoso definire i partecipanti al M5S "grillini". Il loro nome è "Movimento 5 Stelle", non "Partito di Grillo". E poi uno dei loro valori è che tutti valgano 1. Quindi definirli tutti sotto il nome del loro leader va contro il loro ideale di uguaglianza. Vanno definiti con il nome (o parte di esso) del loro movimento: Stellini mi sembra rispettoso ed adeguato.

mercoledì 20 febbraio 2013

L'arroganza di chi crede di avere ragione


Buffe queste elezioni. Sto vivendo un grossissimo senso di dejavù con le elezioni del 2001.


Nel 2001 mi ricordo un Berlusconi in forma smagliante ed un elettorato esaltato dalle sue parole. Dopo che vinse, non si poteva discutere, con loro. Avevano ragione. Perché la sinistra, perché i comunisti, perché Silvio non lo fanno lavorare.






Che immenso cumulo di stronzate. Berlusconi in pratica vinse e condusse gran parte di quel governo unendo tutto l'elettorato di destra contro il nemico comunista.





Non potevo fare una battuta sui leghisti che venivo accusato di avere il cervello lavato dalla propaganda comunista. Fede andava ritenuto attendibile, il comunismo era il male e tutte le altre varie stronzate del tempo.




Se penso a Borghezio, vomito. Se penso a Calderoli vomito. Se penso a quel ciapume sub umano dei leader leghisti, i conati sono gli unici susslti che provo.




La cosa che mi disgustava di più era questa arroganza, l'arroganza di chi crede di avere ragione. La quale arroganza gli permetteva di poter esprimere giudizi senza la minima capacità reale per poterlo fare. Mi ricordo gli adulti, i compagni di facoltà dannatamente convinto di ciò. Mi ricordo l'elogio all'italiano per bene che però non riesce ad arrivare a fine mese. 





Forse è per questo che adoro la canzone dei Punkreas La Spesa. Perché in un paio di rime smerdavano quel fantastico mondo ammore e ccore.



Mi ricordo il Sistema e l'Antisistema.





La storia ha reso giustizia a questo genere di persone: Fede dimenticato, l'elettorato deluso, Berlusconi ormai fuori dal mondo che, con le sua proposta sull'IMU ha in pratica creato in circolino di umorismo creativo.





Ma l'arroganza di chi crede di avere ragione, continua a serpeggiare tra di noi. E' tipica dell'imbecille medio, il quale crede, in virtù dei torti dell'avversario, di aver ragione.





In virtù dei fallimenti del PDL, il PD è l'unico che può governare


In virtù delle incapacità di berlusconi, Fini è l'unico che ne può prendere il posto


In virtù degli abusi della classe politica, essa deve andare a casa


In virtù degli sfaceli della classe politica, ogni singolo cittadino è innocente e devono riprendersi il controllo del parlamento





In soldoni, chiunque condivide queste frasi è convinto di una cosa: che l'incapacità altrui, dia a lui le capacità di governare. E' il pensiero del ragazzino sfigato, eternamente innamorato della sua sua amica già fidanzata, il quale attende che lei venga lasciata da lui per potercisi mettere insieme. Lui non sa che non succederà mai, e che l'amica se ne troverà un altro ben più eccitante.





Chi sta usando questa tecnica negli ultimi anni, come arma di distruzione, è Grillo (Peppe per gli amici) il quale dal suo blog non fa altro che scagliarsi pesantemente contro i crimini, il malaffare e gli sprechi della casta dirigente. Lo fanno tutti i partiti politici, sia chiaro. Ma Grillo lo fa sistematicamente da quando ha aperto il proprio blog (e già prima nei suoi spettacoli). E soprattutto, lo fa il suo elettorato.





Il suo elettorato, infatti è quello che più mi da questo senso di dejavù: la convinzione di avere ragione, di essere santi, di potersi incazzare solo e perché gli altri sono dei ladri, mi provoca veramente molto fastidio.





Non per niente dell'elettorato di Grillo che vuole vietare cartoni animati, siti osè, eliminare le multe, perdere per sempre la patente se finisci i punti, vietare le scie chimiche, credere alle biowash ball, essere convinti che gli impianti a biomasse siano inquinanti ed allo stesso tempo credere che non lo siano, ne hanno già parlato in molti. 





Il fatto è che il movimento è unito solo e semplicemente dall'odio verso la politica odierna. Anche le loro proposte sono in tal senso:





riduzione dello stipendio dei parlamentari, perché quello attuale è troppo alto


divieto al superare i due mandati, perché poi si creano situazioni di potere


abolizione della carta stampata, perché magia il denaro pubblico


banda larga a tutti, che internet è l'unica via


[...]





Il problema è che tutti i problemi dell'Italia vengono considerati risolvibili cannibalizzando solo e semplicemente gli sprechi delle caste dominanti, senza mettere un briciolo di numeri nelle conseguenze delle loro proposte.





Altre persone prima di me hanno trattato questi temi, ma cosa fa un candidato dopo due mandati se, nel frattempo, non ha più esercitato la propria professione? E cosa ci ha guadagnato, se ha avuto solo 2500 euro al mese? Perché impedire a persone che sono state capaci di governare bene per due mandati?


Le conseguenze di un sistema tale saranno il riciclo immediato di tali soggetti in altri partiti politici, con conseguente sputtanamento del movimento. 





La verità è che questi sono solo esempi e sono rappresentativi solo di una parte dell'elettorato di Grillo.


Essendosi tutti riuniti a causa di un nemico comune - i politici, lo stato - ma tutti per i loro obbiettivi personali (tutti diversi), tutti inizieranno ad attacarsi l'uno con l'altro al primo segno di divergenze. Voglio vedere gli sciachimisti o i fanatici del metodo Hamer contro i sostenitori del metodo scientifico.





E poi a questo dobbiamo aggiungere gli accordi con i centri di potere già esistenti. Con il fascino della corruzione, con la stampa nemica e l'incapacità di gestire una nazione (Pizzarotti anyone?)





In pratica stanno già correndo verso lo sfacelo senza nemmeno rendersene conto. Ma l'elettorato di Grillo, quello più feroce, più arrogante, che crede di essere nel giusto perché il parlamento è pieno di ladri non se ne rende conto. 





Se mai il M5S raggiungerà il parlamento potrà avere la funzione di far capire ai vecchi partiti di essere mortali, caduci. E che è l'ora che cambino atteggiamento. Allo stesso tempo mostrerà come un movimento fatto da gente "nuova", "comune", ma con la convinzione di avere ragione solo perché gli altri sono dei criminali, si possa sciogliere come neve ai primi raggi di primavera.





E nel frattempo, la mia pancia si strozza a sentire la loro arroganza.

lunedì 18 febbraio 2013

Django Unchained (ATTENZIONE: contiene spoiler)

il mese scorso ho visto Django Unchained. Tutto molto bello. Tarantino ha girato un film di 3 ore che passa liscio come l'olio. Le battute, i dialoghi, le situazioni al limite, sono sempre presenti e piacevoli. Complimenti al regista ed allo sceneggiatore.



Non so se mi è piaciuto più questo o Inglorius. Chissene, le top ten sono per gli sfigati.



La cosa che però non mi torna è il ritornello che tutti dicevanoriguardo al film. Django, una storia di Vendetta. Tutti a dire (o comunque tutti quelli che ho sentito io, in tv e nei bloggz) che era una storia di vendetta, quando la vendetta è l'ultimo elemento di questo film.







Attenzione, da qui in avanti ci sono parecchi SPOILER.



Mi spiego:

Il protagonista cerca di scappare con l'amata dalla piantagione di appartenenza. Li acchiappano e vengono venduti come schiavi il giorno dopo.



DOMANDA: Chi ha fatto un torto a Django, separandolo dall'amata? RISPOSTA Il capo della piantagione di appartenenza.



L'amata viene venduta a Leonardo di Caprio, sotto regolare contratto e lui comprato da qualche altro sfigato.



Lui viene liberato da un cacciatore di taglie. Django, infatti, è indispensabile al fine di poter arrestare qualche stronzo con una taglia sulla testa.



Così buona parte del film procede. Ammazzano persone e prendono taglie. Ammazzano persone e prendono taglie. Si vendicano? No, lavorano come dei buoni cristiani perbene.



Poi, a metà film, decidono di liberare l'amata di Django. Loro lì ci vanno sinceri ed onesti? No, si pippano chissà cosa e, mentre si strofinano i peni, decidono di truffare Leonardo Di Caprio (padrone del'amata) con una storia che sa di cazzata a 100 miglia.



Si vogliono vendicare, quindi? No, vogliono truffare un tizio che ha regolarmente comprato una schiava*.



Iniziano la loro truffa, vengono sgamati pesantemente e ci fanno la figura del fesso. Leonardo di Caprio, nonostante l'incazzatura, decide di vendergli la schiava, così da toglierseli dalle balle.



Risultato? Al momento della stretta di mano proposta da Di Caprio per suggellare la vendita come gentiluomini, il cojone amico di Django gli spara.



Capito? Gli spara. Al padrone di casa, dopo aver tentato di truffarlo e di averci preso un'intero albo di figurine dimmerda, gli spara. Un'idea intelligente.



Potremmo dire che in questo modo lui si sia vendicato? Potremmo, ma che bella vendetta di merda, aggiungerei.



Da lì bum bum bum, spara spara spara, bullet time, Max Payne nelle retrovie, Django ammazza un sacco di persone. Django alla fine viene bloccato e venduto ad una società mineraria.



Chi è che si vendica, adesso? La famiglia di Leonardo Di Caprio (nella persona di Cranky Kong Samuel Jackson)



Django si è vendicato? No, c'ha preso 10. in fronte.



Dopodiché Django si libera da chi lo stava portando alla società mineraria e torna a casa del fù Leonardo di Caprio dove, finalmente, si vendica ammazzando tutti. Ma proprio tutti. tranne la sua amata. Che sennò sai menata. Manco Blade quella volta che ammazzò la sua ragazza per amore.



Ora. Questa è la prima ed unica volta che Django si vendica. Ma è una vendetta? Diciamolo, agli stronzi che li avevano separati non gli succede nulla. A quelli che LORO volevano truffare, a cui ammazzano il capofamiglia, nonostante li avesse venduto l'amata ed ucciso metà dei servitori, e che, forse forse, avevano i loro motivi per vendicarsi, a loro, lui serve la sua vendetta.



Non le sue scuse. La sua vendetta.



bella vendetta di merda.



Altro che Django Unchained, Django Stronzo.





*se fossi un intellettuale di Culturà e libertà ricco di intellighenzya, oserei dire che tarantino ha voluto evidenziare come gli appartenenti alla razza negra ed i dentisti tedeschi siano dei perfetti incivili. Mica l'esatto contrario.

San Valentino

Ringrazio quei bontemponi del Parco di yellowstone per la simpatia






lunedì 11 febbraio 2013

Canzone Inventata Di Vasco Sulla Fine Dell'anno

In ritardo, ma eccola:



strofa:


Il Ruby ha portato la bamba

Il Ruby ha portato la bamba, yeah


Sarà una notte che è magica


aria luminosa per me e per teeeee





(ripetere 15 volte)




ritornello:




YEEEEE 

E non so come andrà a finire

voglio vederti, vederti,

tutta nuda che balli

io che ascolto i tuoi movimeeeeeeeenti









Ok. Detto questo, un saluto all'anonimo che mi ha commentato il post sui videogiochi. Non so perché, ma il tuo commento non appare. E mi dispiace pure, visto che mi hai fatto dei complimenti. Fa una cosa, se le prossime volte vorrai commentare, improvvisati un nickname. 99 su 100 il tuo commento comparirà.







giovedì 7 febbraio 2013

Una chicca da Makkox

http://www.ilpost.it/makkox/2013/02/03/lorlo-del-baratro/








E dopo aver letto la striscia, il mio commento (Attenzione, SPOILER):




Gli sguardi, le battute, l'incipit qualunquista (la storia del titolo di se mi lasci ti cancello la sa anche il maiale, oramai) e poi il crescendo, i paradossi del credo religioso, Bagnasco sempre più convinto di quello che dice e poi smerdato come il primo stronzo che pesta una merda per strada. E poi i conflitti interni alla chiesa, e l'ammonimento biblico finale, che dà quel senso di profondità che ciao proprio. E poi un gusto per le parole, per le espressioni... teatro, di quello bello, punto.





Ps: poi torno a scrivere di mio pugno, promesso...

venerdì 4 gennaio 2013

sony e l'usato - una via verso Barabbavg

Ok, avevo promesso la canzone di Vasco. Ok, avevo promesso un sacco di cose. Ma alla fine ho scritto un pezzo sulla Sony che brevetta un sistema anti usato per i propri videogiochi.

Incuriositi? Interessati? Cliccate qui, e lo leggerete!



bye bye!