sabato 12 maggio 2012

Le Emozioni Sono Una Merda


Uffa, è un'ora che provo a scrivere un post su quanto le emozioni siano una merda,  senza riuscirci. E' il solito problema. Scrivo, scrivo, scrivo e poi mi ritrovo con tanti paroloni saccenti. Quindi niente, aria. Si va subito al sodo.




Le emozioni sono una merda, perché? Perché non le sappiamo usare. Quindi sono le persone che non sanno usare le proprie emozioni ad essere una merda, non le emozioni in sé, potreste rispondermi. E' vero, controbatterei io, dopo averci pensato un po'. Sono le persone ad essere una merda.








Certo che dire che le persone sono una merda è alquanto una banalità. Adesso provo a dirlo in maniera originale.







Breve Brevario sulle Emozioni









Le emozioni sono uno dei principali mezzi di lettura della nostra esperienza. E' uno strumento sottovalutato, visto che ascoltare le proprie emozioni è una roba che pensi subito a bambine che giocano a prendere il thé delle 5. E' un peccato, perché capire che emozioni Tizio o Caia ti suscitano, sforzandosi di capire cosa si prova a provare quelle emozioni, aiuterebbe un sacco le persone a stare meglio con se stesse. Comunque.









Dicevamo? Dicevamo. Dicevamo che a) le emozioni sono una merda, b) che in realtà sono le persone ad essere una merda e c) dicevamo che le emozioni sarebbero anche fighe, ma che alla fine nessuno le ascolta e non si sa neanche perché*.









Le emozioni fanno anche  di più. Non solo leggerle in faccia a chi ce le ha ci permette di capire come rapportarci a chi abbiamo davanti, ma tutte quelle reazioni fisiologiche che proviamo servono proprio a prepararci ad affrontare lo stimolo che abbiamo appena incontrato.









Un esempio? Il flusso del vostro sangue nel vostro corpo. Se quando vi spaventate il cuore inizia a pompare sangue a mille, non è che lo fa perché è un bontempone e vi vuole far cadere vittima dello spavento di turno, ma vi vuole proprio preparare ad affrontare lo stimolo, nei tre modi possibili ipotizzati dalla natura: la fuga, la paralisi (opossum mode) od il combattimento.









Infine le emozioni agiscono sull'essere umano in un ultimo modo: influenzandone le decisioni. Si dice che l'essere umano sia "cognitivamente caldo", ovvero, che a parità di richiesta, l'eseguimento della stessa cambierà in base alle emozioni vissute in quel momento dal soggetto in questione.









Questa, francamente, è una banalità. Tutti noi sappiamo che rispondere ad una domanda mentre siamo impauriti è diverso rispetto dal dare una risposta mentre siamo gioiosi, ma spesso, a quanto pare, ce lo dimentichiamo.









Ce lo dimentichiamo così tanto che siamo clamorosamente manipolabili (qualcuno ha detto Fukushima?), splendidamente seducibili (qualcuno dice Barack Obama?) e sorprendentemente stupidi quando siamo davanti ad eventuali domande (fermi tutti, state mica parlando di spending review?).









Su Fukushima, la riflessione è semplice: migliaia di persone hanno iniziato a strillare NOALNUCLEARE per paura di un'altra Chernobyl*, a causa di un incidente all'impianto di raffreddamento di una centrale nucleare giapponese, senza però chiarire come sostituire quella risorsa energetica (no, i pannelli solari di Beppe Grillo non valgono). Giappone e Germania (e l'italia?) hanno ascoltato questi cori. Chissà come hanno risolto.









Su Obama la riflessione è altrettanto semplice. Obama è un politico, e come tanti di lui, con le parole, ci seduce le persone. Non so se lo sapete, ma il politico, soprattutto in campagna elettorale ha sempre fatto questo: sedurre gli elettori. Un po' come i marinai con le loro promesse. E a chi le facevano? Ah sì, a chi volevano fare sesso anale sedurre.









Sulla Spending Review ora mi spiego: il tecnico incaricato dai tecnici per tagliare gli sprechi è avuto il lampo di genio di chiedere ai cittadini di segnalarglieli. A parte il fatto che il tizio viene chiamato per fare un lavoro e questo lavoro ce lo gira a noi, in migliaia hanno segnalato come enorme spreco gli ormai tristemente noti "rimborsi ai partiti".





Embè? Direste voi, non hanno fatto bene? Non sono uno spreco di denaro pubblico? Forse lo sono. Ma è un suggerimento intelligente, o semplicemente dettato dalle emozioni?





Voglio dire: chi dice che bisogna tagliare i rimborsi ai partiti, lo dice dopo aver fatto un accurata analisi dello stato delle spese in Italia, dopo aver valutato i pro ed i contro di questo taglio o solo perché è incazzato con la classe politica attuale? Lo so io e lo sapete voi, lo dice perché è incazzato con la classe politica attuale.





Ma abbiamo ragione - potreste commentare - La classe politica ha fatto dello spreco la sua regola di vita, e noi siamo incazzati, la devono smettere! Facciamo bene ad essere incazzati, e facciamo bene a protestare contro questi sprechi! Minkia Mouse, fai mica parte del gomblotto caciotta massonico per cui la classe politica deve rimanere una casta politica?





Certo che no, amici miei, al massimo di quello poetico massonico, ma non di quello caciotta massonico, soprattutto perché la caciotta nun me piace. Comunque, se rifletteste un attimo, concludereste che tagliare i costi della politica è l'ultimo dei nostri problemi. Lo sapete perché?





- Perché politici o non politici, l'inefficienza della nazione Italia a livello di Pubbliche Amministrazioni rimarrebbe - per esempio - invariata. Il portiere nullafacente continuerebbe a non far nulla, come le impiegate al front office che hanno pause di caffè di mezz'ora.





- Perché l'imprenditore continuerebbe a chiedere fidi per le spese correnti e i liberi professionisti che abitualmente evadono le tasse continuerebbero a farlo, che tanto si tagliano i costi della politica e l'imprenditore rimane intoccato.





- Perché i tagli ai rimborsi dei partiti politici lasciano il partito in mano a chi lo finanzia. Chiunque esso sia. E non è che i partiti politici si sciolgono e chiudono, se non hanno i soldi, no. Cercano finanziatori. In pratica permettereste la compravendita di soldi per favori: una cosa da nulla, che possiamo prendere benissimo alla leggera.







- Perché gli studenti di facoltà umanistiche continuerebbero a domandarsi dove cazzo è la meritocrazia a non trovare un lavoro con una laurea da 110 e lode, senza domandarsi quanto la loro laurea sia inutile (o per lo meno insufficiente) a trovar lavoro nel mondo reale.





Questi sono solo esempi, ma capite cosa accadrebbe? Accecati dalla rabbia contro una determinata situazione, si perde (o peggio, si confonde) la reale portata delle cose. Siccome la realtà dei fatti è ben più complessa di quello che i vostri occhi vedono e siccome le vostre emozioni vi fanno inalberare sempre e solo sulle ultime cose che vi hanno fatto girare i coglioni, e non sulla totalità delle cause che provocano le suddette "ultime cose", le vostre soluzioni sono sempre e solo legate alle vostre ultime esperienze. 





Peccato che i cancri italiani vanno oltre alla sfera spaziotemporale della vostra sensibilità.





Prendiamo il caso degli imprenditori suicidi. Poveri Cristi, si ammazzano perché "strozzati dai debiti". Ormai essere strozzati dai debiti è tipo un mantra, come "la lavatrice dura di più con caaalfooort", e tutti hanno pietà di tutte queste persone che decidono di farla finita. Bene. Ora, come avete reagito? 





Avete reagito definendoli omicidi di stato. Non avete minimamente pensato che quelle persone, o almeno alcune di quelle, fossero veramente responsabili del loro dolore. Non avete indagato il passato imprenditoriale dei suicidi, no. Non vi è interessato capire dove cazzo fossero finiti i loro soldi, se in Pajero, vacanze, portati via con la violenza o in investimenti sbagliati. Se li avessero persi al gioco, o sputtanati in progetti cazzoni. A Voi è bastato condannare lo Stato, che tanto a condannare lo stato si fa sempre bella figura.





Ora, se rileggete per bene il post, noterete che all'inizio dico che se le persone ascoltassero di più le loro emozioni vivrebbero meglio, e adesso dico che è proprio perché la gente è presa dalle proprie emozioni che si perde la portata delle cose. Qual'è la verità?





La verità è che chi si fa prendere dalla rabbia (ma va bene anche l'odio, la nostalgia, la gioia: va bene l'emozione che vi pare) verso i fatti che conosce non sta ascoltando** le proprie emozioni, bensì ne è ostaggio, incapace di fare un ragionamento di senso compiuto sulle possibili cause di quell'evento.




Vi incazzate per Equitalia, eppure lo sapete che in Italia per lustri si è evaso all'inverosimile.





VI incazzate per gli imprenditori suicidi, ma non vi domandate come mai sono finiti pieni di debiti.





Volete annullare i rimborsi ai partiti, pensando così di trovare nuove risorse per l'Italia





Volete usare la vostra Rabbia per migliorare il mondo.





Peccato che l'unico vantaggio che avrete consisterà nella vostra rabbia che viene saziata. Culo, vero? L'Italia continuerà ad andare a puttane, ma almeno voi avrete  lo stomaco pieno.




In soldoni, ne siete schiavi.




Forse è per questo vanno tanto di moda i populismi.






E la morale?




Ubbidir all'emozioni,

cosa giusta sembra assai

ma se non conti i contro e pro,

gran casini tu farai!







* si sa, si sa: perché è faticoso. Sinceramente faticoso.


** ascoltare le proprie emozioni significa: saperle riconoscere in sé e nell'altro, saper riconoscere la loro provenienza e saperle gestire. Esserne padroni, non vittime.