Ed il vecchio guardava la soffitta ormai bianca
Aspettava i nipoti che non sarebber arrivati
La moglie con lui a fianco piangeva
Perché soli il natale avrebber passati (x3)
La guerra, la guerra era colpa di lei
Se la progenie non sarebbe cresciuta
il viso bagnato da una luce ormai spenta
La guerra è una cosa che non andrebbe vissuta
(x3)
E tu vivi lontano
da chi ti abbia mai amato
è Natale il giorno
in cui il cuor va donato
Concedi il tuo tempo
A coloro che ami
E a coloro che odi
nemmeno il domani
Il ricordo ci lega al nostro passato
Ci accompagna e ci sogna, addormentato
Dobbiamo svegliarlo ed imparare da lui
che le migliori intenzioni son sol giorni bui (x3)
E così il vecchio che guardava il soffitto,
convinse i suoi figli a fare la guerra,
la combatterete al costo di perder
la cosa più bella che si abbia mai avuto (x3)
E tu vivi lontano
da chi ti abbia mai amato
è Natale il giorno
in cui il cuor va donato
Concedi il tuo tempo
A coloro che ami
E a coloro che odi
nemmeno il domani (x2)
Next: canzone di capodanno di Vasco Rossi
martedì 25 dicembre 2012
sabato 22 dicembre 2012
Autismo, Idioti e Videogames
Olè, compagnoni! Bentrovati nella Tana! Oggi mi dedicherò ad uno dei miei sport preferiti, sparare a zero su articoli di giornale online convintissimi di loro che però dicono un sacco di fesserie.
Dicevamo? Ah, sì, le fesserie... l'articolo in questione è questo qua, un articolo scritto in modo così illuminante da non averci capito un cazzo. O di non volerci far capire un cazzo: la strage del Connecticut è causata dai videogiochi.
Non male come inizio, vero? E ci sono pure due psicologi esperti. Esperti di cosa? - visto chela psicologia è un campo tanto vasto quanto difficilmente conoscibile nella sua totalità - non lo so.
Non lo so e non mi interessa. E sapete perché?
Perché questo articolo è smontabile semplicemente analizzando il titolo.
Vedete, la colpa è un concetto che prevede un comportamento negligente o imprudente da cui deriva un danno ad altri (fonte: dizionario del corriere.it)
Quindi la colpa, per poterci essere presuppone un comportamento. E i comportamenti sono mossi da intenzioni.
In parole povere, il giornalista dell'articolo in questione ha appena attribuito una colpa, quindi un comportamento mosso da un'intenzione, ad un videogioco, che altro non è che un oggetto inanimato.
Dimenticandosi che in questa tragedia ci sono ben altri attori che in tutta realtà sono capaci di mettere in atto comportamenti mossi da intenzioni. dal figlio problematico alla madre iperprotettiva.
Avete capito bene?
HANNO DATO FACOLTÀ' DI INTENZIONE AD UN OGGETTO INANIMATO.
Una sola cosa:
*gli psicologi intervistati assolutamente non danno la colpa ai videogiochi. Dicono semplicemente che menti problematiche, se lasciate a se stesse, possono mettere in atto comportamenti pericolosi per se e per chi hanno vicino.
**si, certo, Tekken 3. E' Tekken 3 che ti ha reso aggressivo, vero? Non la tua incapacità a saperci giocare, la tua noia ad averci giocato, o qualsiasi altra variabile esterna abbia suscitato in te una reazione di aggressività, se vera aggressività fu allora. Solo Tekken 3, che davanti al videogioco, siamo un po' come davanti a Dio: bianchi e puri privi di potere su noi stessi.
L'ignoranza, che bella scusa.
venerdì 7 dicembre 2012
Ancora sul femminicidio
La stampa: Udine, uccide in casa l'ex di 22 anni - Lei aveva già presentato tre denunce.
Amici lettori, questa notizia mi fa tornare voglia di parlare di Femminicidio, quella parola che precedentemente avevo additato come semplice buzzword, o ancor meglio, fuzzword, visto che a mio avviso quella parola viene utilizzata a sproposito. E quando le parole vengono utilizzate a sproposito, poi perdono di significato.
Mi riferisco a questa notizia: una povera ragazza uccisa dall'ex convivente.
A prescindere dalla tragedia narrata in quest'articolo, quello che mi interessa studiare è la struttura dello stesso.
Intanto, l'inizio:
È l’ennesimo “femminicidio”.
Si parte subito a bomba, questo è un caso di femminicidio. Ricordo che il femminicidio è l'omicidio di una donna in quanto donna.
Se andiamo a leggere l'articolo, e ci soffermiamo là dove viene raccontata la storia di lei e di lui, si legge che:
La dinamica della vicenda, non ancora ricostruita nel dettaglio, non si differenza dal clichè del femminicidio: dopo vari episodi di stalking e molestie, questo pomeriggio, forse già con un coltello in tasca, Manduca, partito come spesso faceva da Forlì, raggiunge la ex convivente nella sua casa di Basiliano, dove la giovane viveva con la bimba, a pochi metri dall'abitazione dei genitori e del fratello.
Avete notato qualcosa? No, perché io ho notato questa frase:
[...]non si differenza dal clichè del femminicidio: dopo vari episodi di stalking e molestie[...]
Fermiamoci un attimo. Chi mette in atto comportamenti da Stalker, non sta bene. Non sta bene per nulla. Il suo cervello è, come dire, ossessionato completamente da una persona. E' come se voi aveste in continuazione sempre il solito ritornello in testa, sempre, ovunque, qualunque cosa facciate. E magari lo negate pure che ce l'avete, ma ce l'avete, e vi bombarda il cervello e boom boom boom boom boom.
Ora, io non so quali sono i cliché del femminicidio, ma se i cliché sono condotte persecutorie di stalking, quelli che vengono chiamati femminicidi sono omicidi che non sono causati per il sesso di appartenenza, ma perché l'assassino non stava bene con il cervello. L'assassino aveva un piccolo problema di ossessività 24/7 con la vittima. Ma è più facile che lo sia stato perché era donna, o perché era stata la sua compagna e non voleva rinunciare alla fine della storia?
Vedete, non siamo più nel film "Travolti da un insolito destino in un azzurro mare di agosto", dove il protagonista urla: "tu sei donna, ed in quanto donna, devi stare SOTTO", dove si evince la mentalità arcaica e misogina di alcune delle generazioni che ci hanno preceduto. Qui siamo in una società dove l'essere umano non riesce a tollerare la sofferenza/rabbia/abbandono/emozione che volete, e l'unico modo che ha è perseguitando l'oggetto amato che però lo ha mollato. E' gente che ha grossi problemi relazionali*, ma i quali problemi non sono culturali. La donna non viene uccisa in quanto donna. Viene uccisa in quanto fonte di sofferenza per sé.
Quindi parlare in questi casi di femminicidio, a mio avviso, è profondamente sbagliato. Perché ci si focalizza su di un aspetto del reato tanto appariscente quanto secondario. E' appariscente perché la notizia che balza agli occhi è la morte della donna. E' anche l'aspetto che ci fa soffrire di più, visto che nel nostro immaginario donna = sesso debole. E' l'aspetto secondario perché se l'uomo l'ha uccisa non è perché lei è donna, ma perché lui ha dei grossi problemi con i postumi da abbandono.
L'aspetto principale, quindi, è che l'assassino ha dei discreti problemi con il proprio cervello.
Io credo che questa cosa non sia tanto di lana caprina, sapete? Lo sapete perché? Perché uccidere una donna in quanto donna è un intenzione che porta gli stessi risultati dell'uccidere una donna 1) in quanto io credo che lei sia un agente della cia e mi vuole uccidere 2) in quanto stiamo litigando così tanto che ci scappa il morto 3) ho un amante 4) lei è l'amante e mia moglie non deve sapere che ho l'amante 5) sono un cazzo di sub-umano che alza le mani con chi mi capita a tiro 6) esempio a piacere.
Dite che non c'entra nulla? Vedete, i reati si distinguono l'uno dall'altro per quello che viene commesso. Un furto è tale perché è stato rubato qualcosa, Un omicidio è tale perché è stato ucciso qualcuno. Una truffa è tale perché è stata truffata una persona, giuridica o fisica che sia. Essi non si distinguono per l'intenzione alla base. Essi si distinguono per l'atto eseguito, a prescindere dall'intenzione**.
Quindi sarei proprio curioso di sapere come potrebbe fare un giudice, davanti ad un caso del genere, magari con condotte di stalking accertate, a poter parlare di sanità mentale dell'imputato, e quindi di omicidio di donna in quanto donna e non di omicidio causato da disordine mentale.
Perché, sapete, si può anche processare una persona per femminicidio. Ma quando l'avvocato difensore ti porta l'incapacità di intendere di volere come difesa, e cazzo se lo farà, l'ipotesi di femminicidio andrà al 99% nel dimenticatoio. E ci andrà perché dell'incapacità di intendere e di volere è possibile ricavare dati concreti, utili alla ricostruzione dei fatti, ma dell'intenzione di uccidere una donna in quanto donna no. Anzi. Lui vi dirà che in fondo, l'ha sempre amata.
"L'intenzione è invisibile agli occhi".
*Per problema relazionale intendo, letteralmente, problema a relazionarsi con le persone.
**Credo che l'unico reato che si voglia distinguere per l'intenzione sia quello a sfondo razzista. Ma anche lì, infatti, i problemi sono tanti: una volta un venditore ambulante mi disse: "io voglio sapere perché non vuoi ascoltarmi". Peccato che io non lo stavo ascoltando non perché fosse negro, o cinese, o senegalese, non gli stavo parlando perché sapevo che lui voleva vendermi qualcosa ed io non volevo comprare nulla. Eppure fui tacciato di razzismo.
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