martedì 29 novembre 2011

Il Sonno della Ragione.

Stamani ho letto questo articolo. 



Leggetelo, e poi proseguite la mia lettura.









Ora, non so a voi, ma a me quell'articolo mi ha fatto effetto. Un effetto brutto. Ci sono affermazioni che mettono i brividi e che forse non andrebbero dette in un giornale.










Ma facciamo un paio di distinguo. PRIMO: io non so chi sia Lucio Magri. L'ho scoperto giusto oggi, non ho mai letto il Manifesto, non mi sono mai documentato prima. Avevo altre cose da fare. SECONDO: il dolore della morte so bene che è una roba grossa, immane. E' un dolore che ognuno di noi vive ed elabora con le forze e le capacità che ha. E quindi è estremamente personale.









PERO'.









Però.









Però ci sono alcuni passaggi, alcune frasi, che proprio non ho retto. Non me ne sono piaciuti varie, che lascio a voi, ma di un paio vi voglio parlare. La prima frase in questione è:






Il fondatore del Manifesto morto in Svizzera ha deciso tutto con lucidità; 


dalla fine alla sepoltura vicino alla sua Mara. 


Gli amici hanno tentato di dissuaderlo 


ma lui era depresso per la morte della moglie






Ora, amici miei, questo è l'occhiello dell'articolo (si chiama, occhiello, vero? I ricordi son quelli di scuola) il quale ci riassume il sunto del post. Il fondatore del Manifesto sceglie lucidamente di suicidarsi perché depresso.









Ma a voi, a pelle, vi torna come discorso? Vi torna che, da depressi, si possa scegliere lucidamente di uccidersi?









Ve lo dico io, se voi non lo sapete. La risposta è NO, Cane dell'Orso*, NON SI PUÒ'. Il depresso**, per definizione vede TUTTO NERO. Il mare? mmm. La pasta? 'nsomma. La vita? Senza via d'uscita. La percezione, i sensi, le emozioni, TUTTO è, metaforicamente parlando, filtrato da delle lenti scure. Tutto viene visto nero. E' terribile. Ora, con questa maggiore attenzione alle definizioni, come si può parlare di SCELTA LUCIDA?









Lo diciamo insieme? NON SI PUÒ PARLARE DI SCELTA LUCIDA.









L'altra frase è molto più breve, e passa molto in sordina. Mi sto riferendo a:






Una depressione vera, incurabile.






Ora, capiamoci anche qui. Le depressioni si curano. Le persone possono stare meglio. Con gli psicofarmaci e la psicoterapia adatta, se ne può uscire. Dire che le depressioni vere sono incurabili, significa dire che le uniche depressioni che si possono curare sono depressioni false.









Continua ad avere senso tutto ciò?









Quindi, torniamo all'inizio, al diritto sacrosanto di ognuno di vivere un proprio lutto come meglio crede. Ognuno le vive come preferisce, si da le risposte e si pone le domande come meglio crede. Credo che il lutto sia una di quelle situazioni dove ci troviamo davanti ad un baratro, siamo lì lì per precipitare, e facciamo di tutto per non precipitarci. Ma non per questo si devono far passare notizie false.







* Cane dell'Orso è una simpatica espressione delle mie parti. Priva di significato, ha tutto il suo potere nella sua portata espressiva.




** Depresso significa tutto e nulla. Senza entrare nelle definizioni cliniche delle varie sottocategorie dei disturbi dell'umore, mi riferisco al temine "depresso" nel senso più comunemente accettato del termine.




lunedì 28 novembre 2011

SCOTT PILGRIM


Ieri ho visto Scott Pilgrim. 


Per la IV° volta.


Sì, sono un tipo ripetitivo.


No, scherzavo, è che il film di Scott Pilgrim mi garba un botto. Anche il fumetto, eh! Ma il film ha tutto un suo perché.





Ma Voi, amabili lettori di questo blog, conoscete Scott Pilgrim?






Scott Pilgrim, recente fumetto (anno 2004) dei canadesi Trombino e Pompadour del canadese Bryan Lee O'Malley, parla di (indovinate) Scott Pilgrim, giovine canadese che, per poter stare con la ragazza dei suoi sogni (Romona Flowers) deve prima sconfiggere i suoi malvagi Ex. Ex, che pur di rovinargli la vita hanno fondato addirittura una lega: La Lega dei 7 Malvagi Ex. Quando si dice l'impegno.





Oltre all'incipit inusuale (quando mai avete letto di dover sconfiggere 7 malvagi Ex per stare con la propria ragazza? - (Kenshiro come risposta non vale) Scott Pilgrim è un calderone di citazioni videoludiche e non  dove la vita stessa, sin da subito, è videogioco a sua volta.





Scott suona in una band, i "Sex Bob-omb", quella precedente si chiamava "Sonic & Knucles",  conosce la linea di basso di Final Fantasy 2 ed ha una toppa rotonda con una X rossa su fondo gialla sul giubbotto. Basta per capire il tipo? Ci sono citazioni di Zelda in ogni dove, magliette di gruppi musicali veri e presunti e tanta, tanta ironia giuovanile.





C'è tanta musica in Scott Pilgrim, infatti a scandire i tempi della narrazione, oltre agli scontri con i 7 Malvagi Ex, ci sono anche i concerti della band di Scott, impegnata a gareggiare con band sempre più forti per poter avere un ingaggio con G-Man, un megaproduttore newyorkese che più figo non si può.





La musica è doppiamente intrecciata con la sua  vita, Anche Scott ha delle Ex, e quella che lo ha fatto soffrire di più adesso è la cantante dei Clash at the Demonheads, gruppo che tutti amano ma che solo lui non può soffrire. Poverino.





Ancora di più, Scott Pilgrim è "la più grande metafora sulle storie d'amore mai esistita" (citazione del mio amico di ieri sera che mi ha appena fatto notare che non avevo detto l'origine della citazione) perché, come lui prende a cazzotti gli Ex di Ramona, noi, nelle nostre relazioni, ci siamo confrontati con gli ex dei nostri partner. E a volte, qualcuno li ha anche presi a cazzotti. Letteralmente. Se non loro in carne ed ossa, sono tornati sotto forma di Paure, di Ferite Riaperte, di Fantasmi. E se si vuole andare avanti con la propria, bellissima storia, questi Ex vanno presi, scazzottati (figurativamente e non) ed annullati. Proprio come Scott fa nella sua avventura (i suoi si trasformano pure in monetine! Fortunello!)





Comunque, prima dicevo che ieri ho rivisto per la  IV° volta la sua trasposizione su pellicola. Avevo l'obbligo morale di farlo vedere ad un mio amico. E alla IV° volta, fa sempre ridere. E sapete qual'è il suo segreto? E' che un film bellissimo!






Non ci credete? Guardatevi il Trailer!







Sia chiaro, il film, sì segue il fumetto, sì lo stravolge. Ne cambia l'ordine di alcuni eventi, alcuni se li inventa, altri li toglie per esigenza di spazio. Il fumetto è più lungo, dettagliato, racconta un sacco di flashback, ma lo spirito, il messaggio, le gag, son quelli*.









Ma a differenza di V for Vendetta, qui il messaggio rimane lo stesso. Se si vuole avere una relazione felice, che migliora sempre di più, e non che peggiora inesorabilmente senza che nessuno se ne accorga, bisogna fare a cazzotti con i rispettivi ex.










Non solo, il film ha comunque una marcia in più, forse due rispetto al fumetto. Aspettate, anziché dire una marcia in più, una marcia diversa.





Il mondo di Scott è un mondo dove videogiochi** e musica sono onnipresenti. Se nel fumetto questo mondo compare grazie alle immagini ed alle battute dei protagonisti, nel film la musica e videogiochi entrano prepotentemente nella colonna sonora, nei colori, nelle riprese, dandogli quella dinamicità e quell'energia proprio di questi due medium che dal fumetto, per forza di cosa traspaiono in misura minore. 



Quindi, cari miei, non aspettate oltre: e se non avete tempo di leggervi il fumetto (6 volumi, edizione Rizzoli - Lizard), guardatevi il film. Se avete tempo per leggervi il fumetto, guardatevi il film*** lo stesso.




Ne uscirete persone migliori.






*su wikipedia.it c'è una pagina su Scott che ragiona delle differenze tra i due media

**a proposito di videogiochi, è anche uscito un videogioco su Scott Pilgrim! Quando si dice la quadratura del cerchio!!!

*** dovere di cronaca, ma il regista, tale Edgar Wright, è lo stesso di L'Alba dei Morti Dementi ed Hot Fuzz








martedì 22 novembre 2011

Tales of Symphonia 2. L'amore vince su BARABBAVG.

Fanciulli, in questi tempi di crisi, eccomi parlare di un bel giochillo pieno di emozioni positive.



il gioco in questione è Tales of Symphonia 2: Dawn of the New World, e ne potrete leggere qui, su Barabbavg.

giovedì 10 novembre 2011

Arriety, il nuovo dopolavoro di Hayao Miyazaki

Avevo scritto un post su Arriety, il nuovo film di Miyazaki e su di quanto non mi sia piaciuto.





Ma alla fine mi sono accorto che stavo scrivendo solo un mucchio di discorsoni poco interessanti.





Facciamo così, se voi avete visto Arriety, ragioniamone nei commenti.





Se voi non l'avete visto, pazienza.





A me, comunque, ha saputo di poco.





Per ringraziarvi della lettura,