Buondì compagnoni, oggi torno a parlare, un po' sotto richiesta, un po' stimolato da chiacchiere avute in altri salotti, di uno dei miei argomenti preferiti,
A quanto pare è nata una nuova buzzword. Una buzzword è una parola che non significa praticamente un cazzo che, però, diventa fondamentale in alcuni contesti. Un esempio? La parola TAG. 4 anni fa non esisteva neppure, probabilmente. Adesso è tutto un taggami/geotaggami la fava. Tutto grazie a facebook e alla sua possibilità di inserire nomi e cognomi dei partecipanti alle foto.
Ma nel caso del post di oggi, di che buzzword stiamo parlando? Stiamo parlando della parola femminicidio.
La parola femminicidio è diventata una buzzword, perché da qualche tempo a questa parte. viene utilizzata per tutte quelle donne che finiscono vittime di un omicidio. Peccato che il termine femminicidio di per sé vuol dire uccisione di una donna in quanto appartenente al genere femminile (ringrazio chi mi ha comunicato la definizione esatta), e non uccisione di una donna, punto.
E' una differenza sostanziale, questa? Sì, lo è. Lo è per due semplice motivo, il primo, è che con A si vuole intendere B quando A è una sottoinsieme di B, il secondo è che gli omicidi di donne in quanto donne, sono difficilmente quantificabili. Prendete i casi di cronaca nera, andate a contare gli omicidi di donne in quanto donne. Non li troverete. Troverete gelosia, rabbia, invidia, depressione, non troverete MAI sessismo. Sono convinto che non lo troverete neppure in quei casi di donne uccise in quei gruppi dove gli uomini invisibili sono dappertutto. Anche lì non è un problema di genere, è un problema di non rispettare i dettami del testo sacro di turno.
Sicuramente in passato ci sono stati casi di femminicidio, e le donne venivano umiliate, ferite, uccise in quanto donne. Ma personalmente credo che un tale tipo di reato, adesso, sia molto esiguo. Lo credo sia perché è oggettivo che le donne negli ultimi decenni hanno raggiunto un enorme potere, potere che prima non era nemmeno inimmaginabile, secondo perché lo dicono i numeri. Qui un ottimo post che dice chiaramente che le donne sono vittima prediletta degli omicidi solo ed esclusivamente in ambito familiare. In ambito familiare il rapporto è quantificabile in 3 a 1, me fuori dall'ambito familiare, questa frequenza è invertita.
Detto questo, si potrebbe dire che il femminicidio è frequente nell'ambito familiare, dove "la donna è vittima dei soprusi dell'uomo, ora come 100 anni fa, ed è vittima e prigioniera del suo carnefice*"
Ma anche qui, è difficile poter parlare di omicidi di donne in quanto donne, questi casi, solitamente, sono il risultato di caratteristiche ben precise di chi le vive, delle loro condizioni sociofamiliari e culturali.
Ti uccido perché tu sei mia e non puoi disobbedirmi, ti uccido perché così dice gesù bambino (che non esiste), o ti uccido semplicemente perché mi hai portato allo sfinimento. Ma MAI ti uccido perché sei donna.
Fatevi un giro nei centri di anti violenza sulle donne, o leggetevi un libro sul tema, come "Donne che Amano Troppo" per capire come certe persone, protagoniste di storie tragiche, spesso hanno il loro destino scritto nella loro vita, e vanno a finire con certi uomini come le api finiscono sui fiori. Qui, ad esempio ne avevo scritto brevemente io.
Concludendo, usare la parola femminicidio è, semplicemente, fuori luogo.
E perché, quindi, qualcuno, lì nell' OWO**, ha deciso di utilizzare questa parola, a prescindere del suo significato?
Semplicemente perché è allarmante il giusto per essere figa e finire sui giornali.
Vorrei scriver in rima
il riassunto del post
ma non me ne vogliate,
di voglia non ne ho(st)
*frasi random inerenti al tema.
** se da un lato c'è un piano diabolico segreto che vuole rovesciare il mondo, perseguito dal NWO, dall'altro lato ci deve essere un gruppo di persone che vuole lasciare le persone nel vecchiume, intellettuale e spirituale, proprio come Repubblica, Saviano, etc. etc. che devono, per forza di cose, chiamarsi OWO: Old World Order.