Buondì compagnoni della tana, oggi volevo
fare un post sulla mia vita, dove parlavo del mio passato, del mio futuro, del
presente e di tutto quello che ne è annesso, ma invece parlerò d'altro. Siete
stati fortunati.
Due considerazioni personali su questo articolo. Sì, è di Repubblica.it,
no, non è contro Repubblica.it, ma su alcune affermazioni ivi presenti.
Leggetelo, come sempre vi consiglio, e poi tornate qui che prendiamo per vero
quello che viene detto su repubblica.it.
Allora Bruno è omofobo ed è convinto che
gli omosessuali siano contro natura, etc etc, la solita manfrina omofoba.
Sia chiara una cosa, anzi due. La prima è
che io ho una posizione opposta a quella di Bruno e la seconda è che le
opinioni sono sacrosante. Ognuno ha le sue e non si devono vietare. Il
problema è quando dalle opinioni uno vuole passare ai fatti, perché,
solitamente i fatti includono la vita di altre persone...
Comunque, già che ci
sono vi dico la mia sull'argomento.
Andiamo avanti con le sue affermazioni,
così riportate da repubblica.it:
L'organizzazione mondiale della Sanità ha deciso che non si debba
parlare di malattia, a proposito dell'omosessualità, e sappiamo con quali
criteri ha scelto
Voi lo sapete
con quali criteri ha scelto? Wikipedia non lo dice di preciso, ma vi dico come
mai l'APA (American Psychiatric Association, quella che scrive il DSM) crede
che non sia un disturbo: non ci sono prove scientifiche che portano a
considerare l'omosessualità una patologia. Fatevi un salto qui su wikipedia per farvi un'idea
(wikipedia ha i suoi limiti, ma qui spiega bene la situazione).
Continuiamo:
L'omosessuale
nato lo è per un disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata
assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe
complicatissimo spiegare. Tuttavia, è nella stessa situazione, dal punto di
vista concettuale, di chi è handicappato, sordo o cieco. Per queste categorie,
con una certa ipocrisia si dice diversamente abili, non vedenti e simili. Il
gay è diversamente orientato per la sessualità e quel diversamente la dice
lunga sulla normalità".
Sapete una
cosa? La personalità di una persona si sviluppa durante l'adolescenza. Parlare
di Omosessualità nativa (che ci stà, dato che molti omosessuali dicono che lo
sono sempre stati dalla nascita) ed associarla ad un disturbo di personalità è
impossibile, in quanto, la personalità, alla nascita, non esiste. Andiamo
oltre: bruno parla di handicap e cecità, dicendo che sono simili all'omosessualittà. Peccato che handicap e cecità sono due cose estremamente diverse: l'handicap è una condizione dove la persona, a causa della sua disabilità, non riesce a
vivere bene nel suo contesto sociale. La cecità e la sordità, invece, sono deficit sensoriali
che minano la percezione del mondo. Quindi, non solo l'omosessualità non è paragonabile ad un handicap ed ad un deficit sensoriale, perché è gusto personale, ma sono proprio diversi l'uno con l'altro. Tutto il resto è fuffa*.
Poi si parla di
genitori traumatizzati:
Chi dice
che padre e madre sono contenti o accettano la diversità del figlio, mentono
sapendo di mentire. Per due genitori, sapere che il proprio figlio ha questa
orientazione, è un trauma anche grande. Magari lo superano o riescono ad
elaborarlo, ma il colpo è molto forte.
Sicuramente,
per un genitore, scoprire l'omosessualità di un proprio figlio può essere un
duro colpo. Ma per un semplice motivo, quello delle aspettative legate al
figlio/a che vengono stravolte. E' pur sempre una questione di rielaborare le
proprie conoscenze. Ce ne sono di genitori traumatizzati, per carità, ma da qui, a parlare sempre di trauma, ce ne
corre. Io non ho dubbi però che Bruno abbia incontrato genitori
traumatizzati: per forza gli ha incontrati, è uno psichiatra, gli psichiatri,
come tutti quelli che lavorano con la psiche della gente, hanno a
che fare con persone che, in un modo o nell'altro, hanno traumi.
Ricerca di
Pontifex a parte (sarebbe interessante indagare campione e metodi di indagine),
Bruno parla di omosessualità come cosa anormale e di omosessualità come
patologia.
Qui vanno fatti
un paio di distinguo:
Cosa vuol dire
normalità? Possiamo definire come normale il comportamento della maggioranza
delle persone? Possiamo. L'omosessualità è un comportamento presente nella
maggioranza delle persone? No, si parla del 5%. E' un comportamento quindi
anormale? E' un comportamento che non è la norma dei comportamenti, un po' come
gli occhi blu. E' un comportamento che c'è sempre stato? Sì, nei secoli, nelle
tribù più disparate, c'è sempre stato. E' patologico? NO. Perché? Perché nel
seguire il proprio orientamento sessuale, non facciamo nessun danno a noi
stessi. Non c'è sofferenza né dolore.
L'omosessualità è un orientamento, capite?
E' l'essere attratti dallo stesso sesso. Può portare grossi vissuti di
sofferenza, ma non per l'orientamento in sé, ma per tutto il corrimi dietro che
c'è nell'essere (e nello scoprirsi) omosessuali nella nostra società.
Detto questo, lascio a tutti quelli che
ritengono l'omosessualità (ed il sesso in generale) tutto cacca pipì, questa bellissima canzone:
*Essere cattolici, in certi momenti è un problema: bisogna inventarsi scuse per giustificare le sacre scritture, alla faccia della realtà dei fatti. In questo caso mi riferisco alla frase di bruno "[...] ...essendo il sesso volto naturalmente alla procreazione", idea tipicamente religiosa (e forse darwinista, non so) il sesso non è volto semplicemente alla procreazione. Ma anche al benessere della persone e della coppia. Se non godi bene insieme al partner, col cazzo che vivi in una relazione felice. Che succede negli animali non m'importa, QUESTO succede negli esseri umani.