giovedì 2 agosto 2012

Missing In Action: Tony Sly.


Ognuno ha i propri miti, i propri idoli, le proprie fonti di ispirazione. 


Tony Sly, per me, è stato un po' tutte e tre le cose.




Frontman dei No Use For a Name, 41 anni, è venuto a mancare giusto ieri. Così, di colpo. Non si sa nemmeno perché.






Chi sono i No Use For a Name? Sono un gruppo punkrock californiano, di quelli tutti surf, skate, gibson e velocità. Uno di quei gruppi che ad ascoltarli ti sale l'allegria,  la voglia d'estate e di andare in spiaggia.












Come dimenticare le prove passate a fare le cover dei No Use? Quel live improbabile dove cercammo cantanti dal pubblico per poter cantare la loro versione di Redemption Song? O gli ammattimanenti per riuscire a fare Coming Too Close? La fotta per il primo disco acquistato (Making Friends, per la precisione) e l'entusiasmo per il loro Live in A Dive? Le canzoni cantate con gli amici, e poi la fotta di andarli a vedere dal vivo e saltare da sotto al palco a tempo delle loro canzoni? Come dimenticarle? 





Per carità, sono ricordi di tanti anni fa, non li rievocavo da un bel po', ma questo non significa che non abbiano valore.





E' una menata, e lo è non solo perché la morte è una brutta cosa per tutti, ma lo è perché Tony, assieme al resto della band, mi ha letteralmente prolungato le estati. 










L'estate, adesso, sarà un po' più fredda.