Estate, tempo di vacanze, tempo di dolce far nulla.
E io, parte del mio dolce far nulla, l'ho speso dietro a Red Steel 2.
Check it out!!!
venerdì 26 agosto 2011
martedì 23 agosto 2011
Amicici
Giusto ieri parlavo con un amico di 3500 cose diverse tra cui l'amicizia.
Fulcro del discorso era la definizione standard (si può dire standard di una definizione? Io ci provo) o comunque più comune, più sentita e, perché no, a conti fatti, la più immediata, di "essere amico":
"Un amico è una persona che c'è sempre quando sei in difficoltà".
Per esempio su facesbronz, di frasi del genere, se ne leggono a milioni; c'era un periodo che la situazione era andata fuori controllo, dove l'unica cosa da dire era... "E 'mo basta veramente però!"
Voi la condividete questa definizione? Ne avete altre? Io questa definizione non la condivido, ne ho una mia ed ora vi dico pure perché.
Dire che un amico è uno che c'è sempre quando ne hai bisogno, sotto intende che l'altro [l'amico]:
- è alla mercè dei nostri problemi,
- non ha vita propria,
- quando non ci potrà essere verrà depennato dalla lista di amici.
Quindi l'amico ne esce fuori come una sorta di schiavo. Uno schiavo a cui vogliamo bene, per carità, ma pur sempre uno schiavo. Con delle venature materne, aggiungerei. Sinceramente, non mi sembra un grande affare. Di più, non mi sembra possibile.
La mia definizione di amicizia, invece è un'altra e si articola in questo modo:
Per me un amico è una persona che sa che a volte non può contare sugli altri. Meglio, che a volte non potrà contare sui suoi amici.
Che bravi ragazzi ho come amici, starete sicuramente pensando, dato che nel momento del bisogno potranno non esserci. Ma in questa definizione, al suo centro, non ci sono più i miei amici, ma la mia consapevolezza che chiunque io conosca ha una sua vita, i suoi impegni, i suoi cazzi da portare avanti.
Lo so bene, e siccome gli voglio bene, so che loro potranno non esserci. E questo, credo, sia comportarsi da amico.
Diffidate da chi vi dice che ci sarà sempre. Gli assoluti non sono di questo mondo.
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sabato 6 agosto 2011
Pronti, partenza, VIA!!! (o Ode della Poesia Blu(ette))
Questo post è un post di riempimento.
Domenica, assieme alla Signora Mouse, parto per le nostre meravigliose vacanze: per una settimanella abbondante non sarò qui, ma giro per Budapest.
Siccome non mi andava di lasciare il blog non aggiornato per così tanto tempo (come se io pubblicassi con una frequenza di almeno un post a settimana...), e nonostante io sia in assenza di buoni spunti di riflessione su cui riflettere come uno spechio solare ad agosto, faccio un post riempitivo, dove ripropongo la rubrica Poesie Brutte per gente Simpa giunta, oramai, alla seconda attesissima edizione. Contenti? Io non lo sarei... :)
Se non riuscite a capire cosa sta succedendo, potete cliccare QUA.
Poesia Blu(ette).
Poesia blu,
anche un po' bluette.
sapore gusto mare,
al tramonto, la nausea sale.
io e te, tu ed io,
a fissar le onde amore mio,
a fissare u' cuore, e testimone,
solo il sole, la nostra passione.
Le lacrime non basteranno
a separare ciò che siamo
le grida non uniranno
ciò che è ormai lontano.
Ma non mi devo preoccupare,
certa gente non sa cosa fare,
col sapone, vorrei far le bolle,
ma belle gigantesche*, proprio quelle
che neanche col sim sala bim riescono.
Poesia Blu(ette):
Vaffanculo.
* ieri ho visto un tizio che faceva delle bolle MERAVIGLIOSE. Avete presente Homer Simpson quando viene inseguito da delle bolle? Ecco, di quella dimensione!
lunedì 1 agosto 2011
Il soldato Miller
Il soldato Miller è un po' un cazzaro.
Il soldato Miller è cocciuto, non ti ascolta, quando si mette in testa una cosa la vuole fare a tutti i costi. Non solo, se sbaglia, ti da pure la colpa.
Gli piacciono i Pokemon, al soldato Miller. E' un bambino. Ha i pupazzi, ne guarda i cartoni, colleziona le loro figurine.
Il soldato Miller adora la guerra, probabilmente sogna quella che ha visto nei film. Americani contro tedeschi, ognuno armato di pistole e fucili dove è tutto uno spara spara, almeno fino a quando arriva il carrarmato, e allora bisogna darci di granata.
Ma il soldato Miller, se riesci a scorgerlo quando è seduto mentre gioca sereno, o corre scalmanato come può per il salone, e i vostri sguardi si incrociano, ti volgerà il più bel sorriso del mondo, un sorriso così bello da fartene spuntare uno uguale anche a te.
Ed è in quel preciso istante, in quell'esatto momento, che pensi di avere davanti il bambino più bello del mondo.
Perché quando è felice, come è felice lui, sono felici in pochi.
Sempre in guardia, Soldato Miller; la tua guerra è più difficile di tante altre.
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