martedì 25 dicembre 2012

Canzone mai scritta da Guccini sul Natale

Ed il vecchio guardava la soffitta ormai bianca

Aspettava i nipoti che non sarebber arrivati

La moglie con lui a fianco piangeva



Perché soli il natale avrebber passati (x3)



La guerra, la guerra era colpa di lei

Se la progenie non sarebbe cresciuta

il viso bagnato da una luce ormai spenta



La guerra è una cosa che non andrebbe vissuta

(x3)



E tu vivi lontano

da chi ti abbia mai amato

è Natale il giorno

in cui il cuor va donato

Concedi il tuo tempo

A coloro che ami

E a coloro che odi

nemmeno il domani





Il ricordo ci lega al nostro passato

Ci accompagna e ci sogna, addormentato

Dobbiamo svegliarlo ed imparare da lui



che le migliori intenzioni son sol giorni bui (x3)



E così il vecchio che guardava il soffitto,

convinse i suoi figli a fare la guerra,

la combatterete al costo di perder



la  cosa più bella che si abbia mai avuto (x3)



E tu vivi lontano

da chi ti abbia mai amato

è Natale il giorno

in cui il cuor va donato

Concedi il tuo tempo

A coloro che ami

E a coloro che odi

nemmeno il domani (x2)





Next: canzone di capodanno di Vasco Rossi

sabato 22 dicembre 2012

Autismo, Idioti e Videogames


Olè, compagnoni! Bentrovati nella Tana! Oggi mi dedicherò ad uno dei miei sport preferiti, sparare a zero su articoli di giornale online convintissimi di loro che però dicono un sacco di fesserie. 


Dicevamo? Ah, sì, le fesserie... l'articolo in questione è questo qua, un articolo scritto in modo così illuminante da non averci capito un cazzo. O di non volerci far capire un cazzo: la strage del Connecticut è causata  dai videogiochi.







Non male come inizio, vero? E ci sono pure due psicologi esperti. Esperti di cosa? - visto chela psicologia è un campo tanto vasto quanto difficilmente conoscibile nella sua totalità - non lo so.





Non lo so e non mi interessa. E sapete perché?





Perché questo articolo è smontabile semplicemente analizzando il titolo.











Vedete, la colpa è un concetto che prevede un comportamento negligente o imprudente da cui deriva un danno ad altri (fonte: dizionario del corriere.it)





Quindi la colpa, per poterci essere presuppone un comportamento. E i comportamenti sono mossi da intenzioni.





In parole povere,  il giornalista dell'articolo in questione ha appena attribuito una colpa, quindi un comportamento mosso da un'intenzione, ad un videogioco, che altro non è che un oggetto inanimato.





Dimenticandosi che in questa tragedia ci sono ben altri attori che in tutta realtà sono capaci di mettere in atto comportamenti mossi da intenzioni. dal figlio problematico alla madre iperprotettiva.







Avete capito bene?





HANNO DATO FACOLTÀ' DI INTENZIONE AD UN OGGETTO INANIMATO.




Una sola cosa:











*gli psicologi intervistati assolutamente non danno la colpa ai videogiochi. Dicono semplicemente che menti problematiche, se lasciate a se stesse, possono mettere in atto comportamenti pericolosi per se e per chi hanno vicino.





**si, certo, Tekken 3. E' Tekken 3 che ti ha reso aggressivo, vero? Non la tua incapacità a saperci giocare, la tua noia ad averci giocato, o qualsiasi altra variabile esterna  abbia suscitato in te una reazione di aggressività, se vera aggressività fu allora. Solo Tekken 3, che davanti al videogioco, siamo un po' come davanti a Dio: bianchi e puri privi di potere su noi stessi.








L'ignoranza, che bella scusa.




venerdì 7 dicembre 2012

Ancora sul femminicidio


La stampa: Udine, uccide in casa l'ex di 22 anni - Lei aveva già presentato tre denunce.


Amici lettori, questa notizia mi fa tornare voglia di parlare di Femminicidio, quella parola che precedentemente avevo additato come semplice buzzword, o ancor meglio, fuzzword, visto che a mio avviso quella parola viene utilizzata a sproposito. E quando le parole vengono utilizzate a sproposito, poi perdono di significato.



Mi riferisco a questa notizia: una povera ragazza uccisa dall'ex convivente. 





A prescindere dalla tragedia narrata in quest'articolo, quello che mi interessa studiare è la struttura dello stesso.





Intanto, l'inizio:




È l’ennesimo “femminicidio”.





Si parte subito a bomba, questo è un caso di femminicidio. Ricordo che il femminicidio è l'omicidio di una donna in quanto donna. 





Se andiamo a leggere l'articolo, e ci soffermiamo là dove viene raccontata la storia di lei e di lui, si legge che:





La dinamica della vicenda, non ancora ricostruita nel dettaglio, non si differenza dal clichè del femminicidio: dopo vari episodi di stalking e molestie, questo pomeriggio, forse già con un coltello in tasca, Manduca, partito come spesso faceva da Forlì, raggiunge la ex convivente nella sua casa di Basiliano, dove la giovane viveva con la bimba, a pochi metri dall'abitazione dei genitori e del fratello.





Avete notato qualcosa? No,  perché io ho notato questa frase:





[...]non si differenza dal clichè del femminicidio: dopo vari episodi di stalking e molestie[...]





Fermiamoci un attimo. Chi mette in atto comportamenti da Stalker, non sta bene. Non sta bene per nulla. Il suo cervello è, come dire, ossessionato completamente da una persona. E' come se voi aveste in continuazione sempre il solito ritornello in testa, sempre, ovunque, qualunque cosa facciate. E magari lo negate pure che ce l'avete, ma ce l'avete, e vi bombarda il cervello e boom  boom boom boom boom.





Ora, io non so quali sono i cliché del femminicidio, ma se i cliché sono condotte persecutorie di stalking, quelli che vengono chiamati femminicidi sono omicidi che non sono causati per il sesso di appartenenza, ma perché l'assassino non stava bene con il cervello. L'assassino aveva un piccolo problema di ossessività 24/7 con la vittima. Ma è più facile che lo sia stato perché era donna, o perché era stata la sua compagna e non voleva rinunciare alla fine della storia?





Vedete, non siamo più nel film "Travolti da un insolito destino in un azzurro mare di agosto", dove il protagonista urla: "tu sei donna, ed in quanto donna, devi stare SOTTO", dove si evince la mentalità arcaica e misogina di alcune delle generazioni che ci hanno preceduto. Qui siamo in una società dove l'essere umano non riesce a tollerare la sofferenza/rabbia/abbandono/emozione che volete, e l'unico modo che ha è perseguitando l'oggetto amato che però lo ha mollato. E' gente che ha grossi problemi relazionali*, ma i quali problemi non sono culturali. La donna non viene uccisa in quanto donna. Viene uccisa in quanto fonte di sofferenza per sé.





Quindi parlare in questi casi di femminicidio, a mio avviso, è profondamente sbagliato. Perché ci si focalizza su di un aspetto del reato tanto appariscente quanto secondario. E' appariscente perché la notizia che balza agli occhi è la morte della donna. E' anche l'aspetto che ci fa soffrire di più, visto che nel nostro immaginario donna = sesso debole. E' l'aspetto secondario perché se l'uomo l'ha uccisa non è perché lei è donna, ma perché lui ha dei grossi problemi con i postumi da abbandono.





L'aspetto principale, quindi,  è che l'assassino ha dei discreti problemi con il proprio cervello.





Io credo che questa cosa non sia tanto di lana caprina, sapete? Lo sapete perché? Perché uccidere una donna in quanto donna è un intenzione che porta gli stessi risultati dell'uccidere una donna 1) in quanto io credo che lei sia un agente della cia e mi vuole uccidere 2) in quanto stiamo litigando così tanto che ci scappa il morto 3) ho un amante 4) lei è l'amante e mia moglie non deve sapere che ho l'amante 5) sono un cazzo di sub-umano che alza le mani con chi mi capita a tiro 6) esempio a piacere.





Dite che non c'entra nulla? Vedete, i reati si distinguono l'uno dall'altro per quello che viene commesso. Un furto è tale perché è stato rubato qualcosa, Un omicidio è tale perché è stato ucciso qualcuno. Una truffa è tale perché è stata truffata una persona, giuridica o fisica che sia. Essi non si distinguono per l'intenzione alla base. Essi si distinguono per l'atto eseguito, a prescindere dall'intenzione**.





Quindi sarei proprio curioso di sapere come potrebbe fare un giudice, davanti ad un caso del genere, magari con condotte di stalking accertate, a poter parlare di sanità mentale dell'imputato, e quindi di omicidio di donna in quanto donna e non di omicidio causato da disordine mentale.





Perché, sapete, si può anche processare una persona per femminicidio. Ma quando l'avvocato difensore ti porta l'incapacità di intendere di volere come difesa, e cazzo se lo farà, l'ipotesi di femminicidio andrà al 99% nel dimenticatoio. E ci andrà perché dell'incapacità di intendere e di volere è possibile ricavare dati concreti, utili alla ricostruzione dei fatti, ma dell'intenzione di uccidere una donna in quanto donna no. Anzi. Lui vi dirà che in fondo, l'ha sempre amata.








"L'intenzione è invisibile agli occhi".








*Per problema relazionale intendo, letteralmente, problema a relazionarsi con le persone. 





**Credo che l'unico reato che si voglia distinguere per l'intenzione sia quello a sfondo razzista. Ma anche lì, infatti, i problemi sono tanti: una volta un venditore ambulante mi disse: "io voglio sapere perché non vuoi ascoltarmi". Peccato che io non lo stavo ascoltando non perché fosse negro, o cinese,  o senegalese, non gli stavo parlando perché sapevo che lui voleva vendermi qualcosa ed io non volevo comprare nulla. Eppure fui tacciato di razzismo. 

giovedì 15 novembre 2012

Cambiamento 1 e 2


Ok, partiamo dai fatti. Anche a questo giro di manifestazioni, le forze dell'ordine hanno caricato violentemente. I manifestanti erano violenti,  pacifici, passavano di là per caso? Non lo sappiamo, sappiamo che ogni volta è la stessa, brutta storia. Qualcuno si fa male, tanto male.





Quello che vedo in questi comportamenti è quel classico comportamento umano dove se una certa azione non porta i risultati sperati, si prova a fare la stessa azione ma con maggiore intensità.







A volte è importante farlo, eh! Quando avete freddo, solitamente vi coprite con più vestiti! Se volete andare più veloce, e siete in macchina, potete sempre schiacciare il pedale sull'acceleratore.





Questo modo di fare - voglio di più, faccio di più, è utilissimo in tutta una serie di scopi umani. Ma non in tutti. Ad esempio, è inutile in tutte quelle situazioni dove è presente un equilibrio omeostatico  tra le parti. Cosa intendo con equilibrio omeostatico tra le parti? Intendo tutti quei casi dove il "sistema", a prescindere dall'intensità dell'azione, tornerà sempre alla situazione di partenza.





Un esempio? Un genitore che sgrida il figlio. A volte serve, eh! Ma ci sono quei casi dove il genitore sgrida il figlio ed il figlio se ne frega. Allora il genitore lo sgrida ancora di più, ed il figlio se ne frega ancora di più.





Quante volte vi è capitato? Con quelli con cui giocate a calcetto, i vecchi del bar, il vostro capo, il prete ed il rompicoglioni di turno?





Quello che succede in questi casi, appunto, è che qualsiasi azione viene messa in atto all'interno del sistema, il risultato che si avrà sarà una reazione che non cambierà il sistema, ma lo riporterà allo stesso stato iniziale.





Tornando all'inizio del post, questo è quello che succede quando vengono fatte tutte queste cazzo di manifestazioni contro il potere: c'è una parte più o meno rabbiosa che protesta, c'è una parte che deve tutelare l'ordine, e alla fine si arriva sempre a far manate. Che non è mica bello. Non è mica bello finire manganellati a 13 anni, come non è mica bello trovarsi a manganellare uno che ha 13 anni.





Ora, in questo contesto, io me ne frego se sto cazzo di modo di manifestare funziona o meno, e me ne frego di cercare una vittima o un carnefice. Me ne frego, perché lo ritengo inutile ai fini del cambiamento sociale che tanto viene auspicato dai manifestanti e lo ritengo inutile ai fini della quiete pubblica. Quiete che comunque viene devastata, e del quale conto prima o poi verrà pagato lo scotto. Me ne frego perché gli unici punti che si ottengono sono quelli di sutura sulle ferite di chi vi partecipa (per non parlare dei danni ambientali, direi).





Finché le parti agiranno così, questi saranno i risultati. Orda manifestante violenta > carica della polizia. Carica della polizia > orda manifestanti violenta.





Paul Watzlawick ed i suoi amici della scuola di Palo Alto hanno studiato a fondo queste dinamiche, tipiche dei contesti familiari. Sono quelli che hanno inventato la Pragmatica della Comunicazione Umana, quelli a cui dobbiamo un buon 90% sugli studi della comunicazione e che si sono presi, se non erro, un premio per la teoria del doppio legame riguardante la schizofrenia.





Cosa dicono*? Dicono che fino a che il problema verrà trattato negli stessi termini, i risultati saranno sempre gli stessi. Occorre, quindi, un cambiamento tra le parti.





Per la precisione, intendono un cambiamento di tipo 2, contrapposto ad un cambiamento di tipo 1. Un cambiamento di tipo 1 è una qualsiasi possibilità all'interno del sistema (protestare in vicolo corto od in parco della vittoria), così come è. Un cambiamento di tipo 2, invece, è un cambio di paradigma.





Il problema dei cambi di paradigma è che, solitamente, ti obbligano a cambiare totalmente comportamento. Cosa un po' difficile, per chi è abituato a comportarsi sempre nello stesso modo.





Un esempio di cambio di paradigma per le manifestazioni? Beh, ipotizziamo che l'obbiettivo è comunque scendere in piazza, ma che si vogliono evitare le cariche. Sapete cosa si può fare?









Si può ballare, allegri e spensierati. La città sarebbe stata paralizzata lo stesso e le forze dell'ordine non avrebbero mai caricato gente che ballava in piazza.





Certo, così facendo avremmo perso il sapore rivoluzionario così caro a molti Kompagni, ma vuoi mettere? 30.000 e manco una carica. La città paralizzata e manco una carica. 





E se volete proprio protestare, o almeno ricordare al ministro di turno che deva fare il suo dovere, un altro modo semplice semplice per protestare comodamente da casa, è intasarne l'indirizzo di posta elettronica: 30.000 mail non sarebbero state male. Oppure andare in un centinaio in un ufficio postale per fare una donazione e allo stesso tempo paralizzarlo. Magari con una bella fila che arriva fino a fuori dall'ufficio.





E queste sono solo le mie idee, figuriamoci le vostre.





* Quello che dicono, lo dicono prendendo a prestito, ed integrando, la Teoria dei Gruppi di  Galois e la teoria dei Tipi Logici di Russell. Matematica, applicata alla comunicazione umana.




venerdì 26 ottobre 2012

Femminicidio e altri racconti


Buondì compagnoni, oggi torno a parlare, un po' sotto richiesta, un po' stimolato da chiacchiere avute in altri salotti, di uno dei miei argomenti preferiti, le patatine fritte, il rapporto uomo - donna.


A quanto pare è nata una nuova buzzword. Una buzzword è una parola che non significa praticamente un cazzo che, però, diventa fondamentale in alcuni contesti. Un esempio? La parola TAG. 4 anni fa non esisteva neppure, probabilmente. Adesso è tutto un taggami/geotaggami la fava. Tutto grazie a facebook e alla sua possibilità di inserire nomi e cognomi dei partecipanti alle foto.






Ma nel caso del post di oggi, di che buzzword stiamo parlando? Stiamo parlando della parola femminicidio.


La parola femminicidio è diventata una buzzword, perché da qualche tempo a questa parte. viene utilizzata per tutte quelle donne che finiscono vittime di un omicidio. Peccato che il termine femminicidio di per sé vuol dire uccisione di una donna in quanto appartenente al genere femminile (ringrazio chi mi ha comunicato la definizione esatta), e non uccisione di una donna, punto.





E' una differenza sostanziale, questa? Sì, lo è. Lo è per due semplice motivo, il primo, è che con A si vuole intendere B quando A è una sottoinsieme di B, il secondo è che gli omicidi di donne in quanto donne, sono difficilmente quantificabili. Prendete i casi di cronaca nera, andate a contare gli omicidi di donne in quanto donne. Non li troverete. Troverete gelosia, rabbia, invidia, depressione, non troverete MAI sessismo. Sono convinto che non lo troverete neppure in quei casi di donne uccise in quei gruppi dove gli uomini invisibili sono dappertutto. Anche lì non è un problema di genere, è un problema di non rispettare i dettami del testo sacro di turno. 





Sicuramente in passato ci sono stati casi di femminicidio, e le donne venivano umiliate, ferite, uccise in quanto donne. Ma personalmente credo che un tale tipo di reato, adesso, sia molto esiguo. Lo credo sia perché è oggettivo che le donne negli ultimi decenni hanno raggiunto un enorme potere,  potere che prima non era nemmeno inimmaginabile, secondo perché lo dicono i numeri. Qui un ottimo post che dice chiaramente che le donne sono vittima prediletta degli omicidi solo ed esclusivamente in ambito familiare. In ambito familiare il rapporto è quantificabile in 3 a 1, me fuori dall'ambito familiare, questa frequenza è invertita.





Detto questo, si potrebbe dire che il femminicidio è frequente nell'ambito familiare, dove "la donna è vittima dei soprusi dell'uomo, ora come 100 anni fa,  ed è vittima e prigioniera del suo carnefice*"





Ma anche qui, è difficile poter parlare di omicidi di donne in quanto donne, questi casi, solitamente, sono il risultato di caratteristiche ben precise di chi le vive, delle loro condizioni sociofamiliari e culturali. 





Ti uccido perché tu sei mia e non puoi disobbedirmi, ti uccido perché così dice gesù bambino (che non esiste), o ti uccido semplicemente perché mi hai portato allo sfinimento. Ma MAI ti uccido perché sei donna.





Fatevi un giro nei centri di anti violenza sulle donne, o leggetevi un libro sul tema, come "Donne che Amano Troppo" per capire come certe persone, protagoniste di storie tragiche, spesso hanno il loro destino scritto nella loro vita, e vanno a finire con certi uomini come le api finiscono sui fiori. Qui, ad esempio ne avevo scritto brevemente io.





Concludendo, usare la parola femminicidio è, semplicemente, fuori luogo.





E perché, quindi, qualcuno, lì nell' OWO**, ha deciso di utilizzare questa parola, a prescindere del suo significato? 





Semplicemente perché è allarmante il giusto per essere figa e finire sui giornali.







Vorrei scriver in rima


il riassunto del post


ma non me ne vogliate,


di voglia non ne ho(st)





*frasi random inerenti al tema.


** se da un lato c'è un piano diabolico segreto che vuole rovesciare il mondo, perseguito dal NWO, dall'altro lato ci deve essere un gruppo di persone che vuole lasciare le persone nel vecchiume, intellettuale e spirituale, proprio come Repubblica, Saviano, etc. etc. che devono, per forza di cose, chiamarsi OWO: Old World Order.

giovedì 11 ottobre 2012

Piccola e Povera


Mentre sto lavorando per voi (non ci crederete ma sto davvero lavorando per alcuni di voi), il Marchionne nazionale si è dilettato in un esclamazione riguardo Firenze: "città piccola e povera*".


Giustamente, da buoni innamorati della propria città che sono i fiorentini, assieme a tutti coloro che amano quella città, hanno tirato su gli scudi, incazzandosi con il venditore di auto più ricco del paese, affermando che Firenze non è una città "piccola e povera".


Bon, quindi, che è Firenze, una città grande e ricca? Una via di mezzo? Cosa?





Ora, a me non interessa l'affermazione di Marchionne, se deve chiedere scusa o meno, sono fatti di chi si sente offeso. A me interessa ragionare sull'affermazione. Perché "Piccola e Povera" non vuol dire nulla. Non ci credete? Allora rispondete a queste domande:





- piccola rispetto a chi o che cosa? Marchionne, rispetto a quale caratteristica ritiene Firenze piccola?


- povera rispetto a chi? Riguardo a cosa, Marchionne ritiene Firenze povera?





Avete saputo rispondere? Non avete saputo rispondere. Quindi vi siete arrabbiati senza sapere bene perché.





Andiamo oltre. Marchionne parla di città. Ma in che senso, "città"? Fa riferimento alla circolazione stradale? Alle bellezze storiche, o alla mentalità dei fiorentini? Continuiamo a non saperlo. E dire che in base al senso sono convinto che le vostre reazioni cambierebbero.





Continuate, quindi, ad incazzarvi senza sapere il perché.





Certo, uno può sempre dire, "Marchionne non si deve permettere che...", oppure "Ha comunque offeso Firenze, deve comunque scusarsi!" Ma bisogna rendersi conto che chi fa un discorso del genere (liberissimi, siamo in un paese libero), non si sta arrabbiando per cose che ha saputo, ma per cose che ha immaginato.





E se ci incazzassimo solo per le cose che sappiamo, staremmo sicuramente meglio.









* buffo come lo stesso giornale cita in un articolo "povera e piccola" ed in un altro "piccola e povera". Non male, per chi ha il compito di riportare le notizie.






martedì 9 ottobre 2012

Rock Economy: gli altri devono sapere

Ok, ieri c'è stato Celentano con rockkeconomy, od un nome che faceva più o meno così.

Io non l'ho visto, non l'ho cagato, me ne ero proprio dimenticato.



Ho visto Last Resort, però; che a tratti sembrava più un LOL resort, ma che comunque mi ha lasciato la curiosità in bocca per le prossime puntate.

Tornando al titolo, cosa devono sapere gli altri, riguardo a questo, che poi,  gli altri, sareste, Voi?





Dovete sapere che questo:







è un palese plagio di questo:







E che il secondo video, spacca il culo ad un botto di musica degli ultimi anni.



Comunque non indignatevi per Celentano (che poi, il regista del video aveva ammesso qual'era la sua fonte di ispirazione), concentratevi sul pezzo di Woodkid.

venerdì 28 settembre 2012

Oh no, l'autunno!

Oh no, l'autunno! Non so voi, ma io sono tra quelli a cui piace l'estate. C'è un sacco di sole tutto il giorno e sono felice così. Comunque; autunno, freddo, neve, Lucca Comics and Games, natale, INTERNET!!! Riparto pure con un minimo di vita diggitale,e parto di slancio, con tanto di post su Barabba, dedicato a quel che vale la pena di ricordarsi della Wii. E voi cosa vi ricorderete? Panariello? Spero di no, spero che abbiate ricordi migliori! :D



Il post lo trovate qui!






giovedì 2 agosto 2012

Missing In Action: Tony Sly.


Ognuno ha i propri miti, i propri idoli, le proprie fonti di ispirazione. 


Tony Sly, per me, è stato un po' tutte e tre le cose.




Frontman dei No Use For a Name, 41 anni, è venuto a mancare giusto ieri. Così, di colpo. Non si sa nemmeno perché.






Chi sono i No Use For a Name? Sono un gruppo punkrock californiano, di quelli tutti surf, skate, gibson e velocità. Uno di quei gruppi che ad ascoltarli ti sale l'allegria,  la voglia d'estate e di andare in spiaggia.












Come dimenticare le prove passate a fare le cover dei No Use? Quel live improbabile dove cercammo cantanti dal pubblico per poter cantare la loro versione di Redemption Song? O gli ammattimanenti per riuscire a fare Coming Too Close? La fotta per il primo disco acquistato (Making Friends, per la precisione) e l'entusiasmo per il loro Live in A Dive? Le canzoni cantate con gli amici, e poi la fotta di andarli a vedere dal vivo e saltare da sotto al palco a tempo delle loro canzoni? Come dimenticarle? 





Per carità, sono ricordi di tanti anni fa, non li rievocavo da un bel po', ma questo non significa che non abbiano valore.





E' una menata, e lo è non solo perché la morte è una brutta cosa per tutti, ma lo è perché Tony, assieme al resto della band, mi ha letteralmente prolungato le estati. 










L'estate, adesso, sarà un po' più fredda.






martedì 3 luglio 2012

[EDIT] Educazione al Male




Ehilà, amici miei, chi di voi in questi giorni sta bruciando dal caldo? Chi? Io per esempio. Ma questa non é la storia di cui voglio parlare oggi. Oggi voglio parlarvi di iniziative antiviolenza sulle donne. A proposito, che non c'entra nulla, ho di nuovo avuto a che fare con il Soldato Miller, chi di voi se lo ricorda, può capire la gioia che ho provato a rivederlo. E mi è sembrato pure in buona forma.






Ma andiamo oltre. Parliamo di questo link. Iniziativa molto nobile, quella di proporre sotto forma di corti i temi della violenza sulle donne (ma anche di pedofilia) per poter sensibilizzare ad aiutare chi è in necessita a potersi difendere. 





Sono iniziative lodevoli, dicevo. Ma, imho, mancano di qualcosa: intervengono solo sulla vittima.





Certo, su chi volevi intervenire, scimunito, su chi non ha subito danni? Sì, intendo proprio quello. Manca qualcosa legato a chi non subisce violenza, ma potrebbe subirla.





Ora mi spiego: nella psicologia si parla di interventi di primo, secondo e terzo livello. Probabilmente questa gerarchia esiste anche in altri campi, ma non ne sono sicuro. Il primo livello di intervento è un intervento su di una popolazione SANA, ovvero dove il problema, la violenza sulle donne, non è presente. E' un tipico intervento di informazione sull'argomento, e poco più. Non essendoci casi, più di tanto non si può fare. Il secondo livello, invece, agisce su di una popolazione (popolazione = gruppo di persone) nella quale si sono verificati episodi di violenza. Il terzo livello di intervento, invece, è proprio sul caso specifico.





Ora, l'idea dei corti, potrebbe essere un'idea di un intervento di secondo livello - le violenze sono ben presenti - e sono necessarie forme di comunicazione e di supporto per le vittime (e io, aggiungerei, per i carnefici) ma quello che manca, in questo genere di progetti, è l'informazione non sui danni e le sofferenze dell'uomo maltrattante, ma su come poter riconoscere un uomo del genere.




Mi spiego meglio.



Gli esseri umani, nella loro molteplicità più disparata, possono essere tremendamente prevedibili. Soprattutto se bloccati in rigidi schemi mentali come quelli che possono essere quelli violenti. Detto questo, l'uomo maltrattante e violento, tende a mettere in atto sempre i soliti comportamenti. Essi sono traducibili in alcune fasi:




Una prima fase di amore appassionato e totalizzante, dove l'uomo violento sembra essere un uomo perfetto, sempre attento a chi ha davanti e portatore di felicità.




Una seconda fase dove passo dopo passo questo tipo d'uomo spinge la compagna a fare terra bruciata dei propri contatti e a diventare sempre più dipendente da lui (conto in banca, automobile, uso del denaro).





Ed una terza fase dove la violenza viene usata per far quietare le spinte di autonomia che la compagna può avere.





Poi la coppia fa pace, lui chiede perdono, lei glielo da e si vive fino alla litigata successiva.





In pratica, cosa succede? L'uomo violento tende a vedere la propria compagna come un oggetto di sua proprietà, che riempie di lodi per poterla possedere, che fa di tutto per tenersela solo per sé, e che lo porta ad infuriarsi se questo "oggetto" si rifiuta di indossare il ruolo di proprietà.





Se andate a ripescare i vari fatti di cronaca nera scoprirete che questo schema era lo schema di gran parte di quelle coppie che sono finite in tragedia. Per morte di lei, o di entrambi.





Vi sono piaciute queste poche righe? Le avete trovate interessanti? Lo ritenete uno schema sensato?





Ora, perché non fare un progetto di sensibilizzazione rispetto ai comportamenti che gli uomini violenti solitamente hanno? E se questo rischia di essere troppo perentorio (diamo il beneficio del dubbio che voler far fare terra bruciata alla propria compagna sia un segno di coppia sana), non avrebbe molto più senso fare una cazzo di educazione alla vita di coppia già negli adolescenti/superiori oltre a queste (sacrosante) opere di supporto a dadi già tratti?












venerdì 15 giugno 2012

Ancora sull'Omosessualità (il silenzio rende intelligenti).

Ovvia, oggi è venerdì, e ho giusto un quarto d'ora per scrivere un paio di cose su questa storia dei gay che - signora mia - non se ne può più sentire. E' una vergogna, è una vergogna proprio (cit.)



Colonna sonora del post, gli Anathema, con il loro nuovo album: Weather System. Godetevela.









Non mi interessa quello che dice Cassano. A Cassano gli è stata chiesta un opinione, e lui ha dato la sua opinione. Lettori miei, ricordatevi una cosa: le norme possono regolamentare i comportamenti, ma non possono (e non devono) regolamentare le opinioni. Cassano - mi dispiace dirvelo - ha il sacrosanto diritto di pensarla come gli pare.





Per esempio in questa bagarre trovo molto più offensivo, stupido ed infantile, Cecchi Paone. Lui, che deve per forza di cose dire chi è e chi non è omosessuale. Lui, che deve affermare di essere andato a letto con tizio o con caio. Lui, Che nella nazionale ci sono i Gay, i Bisex ed i Metrosessuali*. Lui che si  fa, in soldoni,  i cazzi degli altri.





Lo trovo infantile, stupido ed offensivo, proprio perché lui vuole mettere bocca nella sessualità altrui, quando l'orientamento sessuale di un essere umano è cosa sua e soltanto sua. Lo ridico? Cosa mi piace trombare son fatti MIEI che non devono interessare nessun altro.





L'orientamento sessuale è una caratteristica personale della persona. Può essere più o meno fluido, più o meno difficile da vivere, ma è una caratteristica propria. Un po' come il colore degli occhi, dei capelli, o l'altezza.





Quindi se in questa bagarre c'è stato qualcun'uno che ha pisciato fuori dal vaso, quello è stato Cecchi Paone che, con i suoi modi da pettegola, si è sentito in dovere di informarci dell'orientamento sessuale della Nazionale Italiana.





Ora andiamo oltre. Andiamo a questo video di Repubblica.





Il video, ahimè, non l'ho visto. Problemi di connessione, a quanto pare. Ma quello che mi interessa mostrarvi non è il video in sé quanto il titolo del video: 





GAY E' DIVERTENTE**: 


I MIGLIORI SPOT PER 


BATTERE L'OMOFOBIA*** 




Notate il titolo? "Gay è divertente". Cosa si intende? Che è bello essere gay. Ora, sia chiaro, ovviamente non voglio dire che c'è una lobby omo-massonica (lesbo) vegana che vuole spingere milioni di ragazzini e ragazzine all'amore OMO, in modo tale da portare la razza umana all'estinzione, ma voglio dire che a Repubblica, il messaggio che hanno in testa è che l'omosessualità è un modo per divertirsi anziché una caratteristica peculiare dell'omosessuale. E' come dire, "castano è divertente", alto è bello. O anche "moro è una merda" "sei nano? Non trombi" e così via. 





In pratica, un claim di merda. Perché Se è divertente essere gay, non lo è essere etero. Perché viene leggitimato un orientamento sessuale rispetto ad un altro, quando, in quanto caratteristica peculiare delle persone, i diversi orientamenti sessuali non possono essere paragonati tra loro.





Sono caratteristiche personali. Soggettive, personali e, soprattutto, private.









* Buffa, sta cosa. Chi viene considerato Metrosessuale, ha un orientamento eterosessuale, nonostante abbia tutta una serie di caratteristiche ed interessi tipici del mondo femminili. Ma rimangono comunque eterosessuali. Ma Paone li ha messi comunque nella lista assieme ai  gay ed ai bisex. 




**QUEL CHE DIVERTE, NON E' ESSERE GAY. E' POTER ESSERE LIBERI DI ESSERE E FARE CIO' CHE E' ATTINENTE ALLA NOSTRA PERSONA. ma questo ragionamento, per il suddetto giornale è troppo difficile da capire.




***Sapete quando non ci saranno più problemi di discriminazione? Quando smetteremo di interessarcene. Quando tratteremo un omosessuale esattamente come un eterosessuale, ovvero quando non ci interesserà (e non dovremo essere obbligati ad ascoltare) i gusti sessuali di ognuno.







Ed ora, i saluti in rima:




Omosessualità/


Dignità/


I fatti miei/


Non te li far!






martedì 12 giugno 2012

I miei anni '90 in musica.


Allora, sbaglio o è tipo un mese che non scrivo da queste parti? Scusate, se vi ho abbandonato, ma ho avuto un mese pieno di cose da fare* che andavano a limitare le mie possibilità creative. Ritornato su questi schermi, ho voglia di parlarvi delle 10 canzoni anni '90 più belle in assoluto secondo i miei gusti, che non sono i vostri gusti (peccato, sennò avrei avuto un discreto potere su di voi) tramite la quale, parlerò di me. Se siete curiosi, cliccate su "clicca per continuare".




Perché lo faccio? Perché ho letto di altre persone che hanno stilato la loro classifica e così la stilo anch'io. Che magari ci scappa pure un pezzo che vi piace, chissà!





Prima di iniziare, un DISCLAIMER: siccome non sono capace di fare una classifica coerente di canzoni, farò una classifica di fasi musicali  della mia vita, attinenti agli anni '90, tutto, rigorosamente (ma anche no), in ordine cronologico.





Bene, gli anni '90. A pensarci bene, se penso agli anni '90, mi accorgo che ho ricordi scarsi e confusi. Questo è dato, soprattutto, dal fatto che io negli anni '90 ho ascoltato pochissima musica. Ne ho ascoltato pochissima perché quella che sentivo alla radio mi faceva alquanto schifo. Comunque ho recuperato dopo, potrei aggiungere. Ma sarebbe un'altra storia. Mica parlo degli anni 2000!




Pronti per la Top Ten?






Vuoi vedere la mia collezione di Basf da 90 minuti?

Ne ho pure una da 120, sai?





10° Posto, gli 883, con Hanno Ucciso l'Uomo Ragno (1992).


La canzone la conoscete tutti, vero? Quindi non la sto a ripetere, ve la state facendo echeggiare nella vostra testa, bravi. Gli 883, quella canzone, io che avevo più dita sulle mani che anni. La cantavo sempre, e soprattutto la inventavo, sostituendo vittima, carnefici, cause e conseguenze. Purtroppo per motivi di privacy non posso dirvi altro, ma sappiate che era parecchio divertente farlo. L'album intero l'avrei ascoltato molto dopo, tipo quando uscì Nord Sud Ovest Est, e non mi avrebbe detto tantissimo. Comunque, vuoi per la precoce età, vuoi per la consonanza dei miei gusti con i loro pezzi, il mio legame con Max Pezzali and Friends durò con crescente fotta per i loro prodotti fino al '95, con l'uscita del LP "La Donna, il Sogno ed il Grande Incubo".  





L'album con la copertina che faceva il verso a Dylan Dog, aggiungerei. Poi uscì quella compilation, "Gli Anni". E io mica sapevo che era una compilation. Mi ricordo ancora dove vidi quell'album la prima volta: ero ad un mercato ambulante, quando notai che i pezzi li conoscevo già tutti, conclusi che era una roba pirata da bancarella. Da quel momento in poi, ogni singolo inedito uscito dalla fucina dell'883 rimasto, mi sembrava una cagata immensa. (scende lacrimuccia) Ma adesso basta, salutiamoli come meritano dopo l'annuncio di una reunion (featuring Dj Ax) e il tributo di Rock.it**.









9°, 8° e 7° Posto, la musica dei videogiuochi.


Ad un certo punto, nella mia vita di adolescente, mi regalarono un Supernintendo. Sogno erotico da qualche anno a quella parte, fu il primo approccio alla musica. In soldoni mi innamorai di alcune soundtrack videoludiche, tra cui questa:










e questa:







E le feci mie. Uditivamente parlando, ovviamente.





Della prima non feci seghe: attaccai la tv allo stereo e passai le musiche su cassettina. Della seconda pure, ma fu più facile, visto che con il gioco ti regalavano il cd. 





Altro videogioco con un'OST della Madonna fu BIOMETAL, shoot'em up fico, dannatamente difficile, sempre per Snes. Tutte le riviste, quando ne parlavano, tiravano fuori la grafica da cardiopalma del gioco, nonostante i rallentamenti, ma nessuno nominava mai lamusicadellamadonna che aveva. In pratica avevano preso un gruppo techno tedesco - i 2 Unlimited - composto precisamente da un rapper di colore, una cantante olandese con una discreta voce ed un gozillione di tastiere. Il bello del gioco è che motivavano la loro presenza perché studi scientifici avevano dimostrato che l'ascolto di musica aumentava del 99% le prestazioni dei piloti di astronave. Insomma, la follia. Due mesi dopo l'acquisto del gioco, trovai un loro greatest hits, rigorosamente in cassettina e lo presi.










6° e 5° Posto, The Offspring, Ixnay On The Hombre  (1997) e

The Offspring, AMERICANA (1998)


Poi arrivarono le superiori, e con loro, il compagno ribelle che aveva comprato una roba che "la devi sentì, che è ganza". E che me la prestò. Quello che stavo ascoltando non sapevo che cosa fosse, ma mi piacque dannatamente tanto. Un concetrato di rabbia giuovane, chitarre cattive, cinismo e malinconia fecero diventare gli Offspring il mio gruppo preferito. Probabilmente va quotato l'intero album, visto la caratura dei pezzi. The Meaning of Life lo potete ascoltare qui, che su blogger è vietato. Anni dopo, rincontrai quel ragazzo. Lo ringraziai per quella cassetta.






Gli Offspring furono un discreto caso mediatico all'interno della scena punk, Con Ixnay, gli Offspring firmarono un contratto con una Major (Warner Bros?). Questo nella scena punk si traduceva in alto tradimento, perché significava votare la propria causa al dio denaro e non più agli alti valori dei ragazzotti che andavano in spiaggia tutti i giorni. Significava diventare "commerciali". TRIVIA: Poco dopo, i Bad Religion, dove suonava il boss dell'epitaph, etichetta del mondo punk californiano, firmarono per la Sony. Lui non la prese bene.



Il disco successivo, Americana, fu, un altro capolavoro della band. Pretty Fly a parte (che cmq è un gran pezzo pop) il disco mantiene la velocità ed il cinismo di un tempo, regalandoci perle come "Staring at the Sun", "The Kids Aren't Alright", "Americana" e "Pay the Man". La prima volta che lo sentii, nel mio ottimo stereo philips vinto all'esselunga un paio di anni prima, mi face letteralmente godere. Mi ricordo che ero così galvanizzato che applauidii allo stereo, e che la bustina che conteneva l'acquisto vibrava, da quanto tenevo alto il volume.



Americana, tratto da Americana lo potete ascoltare qui, per lo stesso motivo di prima.










4°, 3° e 2° posto, Megadeth, Helloween ed Iron Maiden.






Ahhh, il metallo. Chitarroni, voci acute ed assoli da 15 minuti. Per non dimenticare i capelli lunghi e la birra. Criptic Writings, Better Than Raw e the X - Factor*** mi accompagnano tutt'ora nella musica di tutti i giorni. Soprattutto il Primo. Che capolavoro. Pezzi come TRUST, Use the Man e The Disintegrators ti segnano. O comunque hanno segnato le mie preferenze.

















Man on the Edge, degli Iron Maiden, lo potete trovare qui. Perché? Ehhh...



1° Posto, Kids of K - Hole, NOFX.


Abbattute le mura dell'ignoranza, entrato nel fantastico mondo del punkrock e di una musica un tantinello più ricercata, finii per conoscere sempre più gruppi della costa ovest, tutti, rigorosamente, sotto l'etichetta Epitaph. Non proprio tutti, ma molti sì. 





Questo accadde in tempi brevissimi, anche, grazie, alla compilation dell'Epitaph stessa, tramite la quale pubblicizzava i suoi artisti migliori: Punk - O - Rama. Nel giugno '99 - oramai 13 anni fa - acquistai Punk - O - Rama IV:



copertina meravigliosa, non trovate?




La compila era qualcosa di meraviglioso: in un unico cd potevate ascoltare la crem della crem dell'epoca. L'inedito dei Pennywise, Fight It , ad esempio, era una bomba Ma anche i '98 mute erano fighissimi. Solo quella canzone, però, che il resto della loro produzione non fu questa gran cosa. 





Comunque, a chiusura del disco, c'erano loro, i NOFX. Con un pezzo dedicato a chi usava la ketamina per drogarsi, il gruppo che di lì a poco sarebbe diventato il mio (nuovo) preferito, del quale bassista avrei studiato  il 90% dei pezzi, e che ritengo tra i migliori bassisti al mondo, folgorò me ed un paio di miei amici. Amici con cui avrei formato una band, con cui avrei condiviso gioie e dolori per gran parte degli anni 2000, e con cui, ridendo e scherzando, sono cresciuto insieme.



Se Kids of K - Hole è al primo posto, è per tutto quello che quella canzone (e quel disco e quel gruppo) rappresenta per me.





Kids of K - Hole è per voi, Bastardi (Dentro) che non siete altro. Che oramai ci si vede poco e nulla, ma quando accade, è sempre un piacere.












* Lo so, lo dico sempre che ho un sacco di cose da fare. Ma è vero. Oddio, è vero che anche cazzeggiare fa parte delle cose che ho da fare, ma è anche vero che maggio è stato un mesetto discretamente pieno.





** Ci siamo lamentati del trash degli 883, e della compilation fatta da Rock.It come evento per unire passato e presente, ma ci siamo dimenticati del pericolo più grande che questo può comportare: un tributo a Fiorello con un rifacimento del suo album di un'estate: Spiagge e Lune.





*** Oh, non so come mai, ma a me, degli Iron Maiden, piace the X Factor. In pratica l'unico disco senza Dickinson è quello che più apprezzo della loro carriera. Assieme al Best of the Beast.




sabato 12 maggio 2012

Le Emozioni Sono Una Merda


Uffa, è un'ora che provo a scrivere un post su quanto le emozioni siano una merda,  senza riuscirci. E' il solito problema. Scrivo, scrivo, scrivo e poi mi ritrovo con tanti paroloni saccenti. Quindi niente, aria. Si va subito al sodo.




Le emozioni sono una merda, perché? Perché non le sappiamo usare. Quindi sono le persone che non sanno usare le proprie emozioni ad essere una merda, non le emozioni in sé, potreste rispondermi. E' vero, controbatterei io, dopo averci pensato un po'. Sono le persone ad essere una merda.








Certo che dire che le persone sono una merda è alquanto una banalità. Adesso provo a dirlo in maniera originale.







Breve Brevario sulle Emozioni









Le emozioni sono uno dei principali mezzi di lettura della nostra esperienza. E' uno strumento sottovalutato, visto che ascoltare le proprie emozioni è una roba che pensi subito a bambine che giocano a prendere il thé delle 5. E' un peccato, perché capire che emozioni Tizio o Caia ti suscitano, sforzandosi di capire cosa si prova a provare quelle emozioni, aiuterebbe un sacco le persone a stare meglio con se stesse. Comunque.









Dicevamo? Dicevamo. Dicevamo che a) le emozioni sono una merda, b) che in realtà sono le persone ad essere una merda e c) dicevamo che le emozioni sarebbero anche fighe, ma che alla fine nessuno le ascolta e non si sa neanche perché*.









Le emozioni fanno anche  di più. Non solo leggerle in faccia a chi ce le ha ci permette di capire come rapportarci a chi abbiamo davanti, ma tutte quelle reazioni fisiologiche che proviamo servono proprio a prepararci ad affrontare lo stimolo che abbiamo appena incontrato.









Un esempio? Il flusso del vostro sangue nel vostro corpo. Se quando vi spaventate il cuore inizia a pompare sangue a mille, non è che lo fa perché è un bontempone e vi vuole far cadere vittima dello spavento di turno, ma vi vuole proprio preparare ad affrontare lo stimolo, nei tre modi possibili ipotizzati dalla natura: la fuga, la paralisi (opossum mode) od il combattimento.









Infine le emozioni agiscono sull'essere umano in un ultimo modo: influenzandone le decisioni. Si dice che l'essere umano sia "cognitivamente caldo", ovvero, che a parità di richiesta, l'eseguimento della stessa cambierà in base alle emozioni vissute in quel momento dal soggetto in questione.









Questa, francamente, è una banalità. Tutti noi sappiamo che rispondere ad una domanda mentre siamo impauriti è diverso rispetto dal dare una risposta mentre siamo gioiosi, ma spesso, a quanto pare, ce lo dimentichiamo.









Ce lo dimentichiamo così tanto che siamo clamorosamente manipolabili (qualcuno ha detto Fukushima?), splendidamente seducibili (qualcuno dice Barack Obama?) e sorprendentemente stupidi quando siamo davanti ad eventuali domande (fermi tutti, state mica parlando di spending review?).









Su Fukushima, la riflessione è semplice: migliaia di persone hanno iniziato a strillare NOALNUCLEARE per paura di un'altra Chernobyl*, a causa di un incidente all'impianto di raffreddamento di una centrale nucleare giapponese, senza però chiarire come sostituire quella risorsa energetica (no, i pannelli solari di Beppe Grillo non valgono). Giappone e Germania (e l'italia?) hanno ascoltato questi cori. Chissà come hanno risolto.









Su Obama la riflessione è altrettanto semplice. Obama è un politico, e come tanti di lui, con le parole, ci seduce le persone. Non so se lo sapete, ma il politico, soprattutto in campagna elettorale ha sempre fatto questo: sedurre gli elettori. Un po' come i marinai con le loro promesse. E a chi le facevano? Ah sì, a chi volevano fare sesso anale sedurre.









Sulla Spending Review ora mi spiego: il tecnico incaricato dai tecnici per tagliare gli sprechi è avuto il lampo di genio di chiedere ai cittadini di segnalarglieli. A parte il fatto che il tizio viene chiamato per fare un lavoro e questo lavoro ce lo gira a noi, in migliaia hanno segnalato come enorme spreco gli ormai tristemente noti "rimborsi ai partiti".





Embè? Direste voi, non hanno fatto bene? Non sono uno spreco di denaro pubblico? Forse lo sono. Ma è un suggerimento intelligente, o semplicemente dettato dalle emozioni?





Voglio dire: chi dice che bisogna tagliare i rimborsi ai partiti, lo dice dopo aver fatto un accurata analisi dello stato delle spese in Italia, dopo aver valutato i pro ed i contro di questo taglio o solo perché è incazzato con la classe politica attuale? Lo so io e lo sapete voi, lo dice perché è incazzato con la classe politica attuale.





Ma abbiamo ragione - potreste commentare - La classe politica ha fatto dello spreco la sua regola di vita, e noi siamo incazzati, la devono smettere! Facciamo bene ad essere incazzati, e facciamo bene a protestare contro questi sprechi! Minkia Mouse, fai mica parte del gomblotto caciotta massonico per cui la classe politica deve rimanere una casta politica?





Certo che no, amici miei, al massimo di quello poetico massonico, ma non di quello caciotta massonico, soprattutto perché la caciotta nun me piace. Comunque, se rifletteste un attimo, concludereste che tagliare i costi della politica è l'ultimo dei nostri problemi. Lo sapete perché?





- Perché politici o non politici, l'inefficienza della nazione Italia a livello di Pubbliche Amministrazioni rimarrebbe - per esempio - invariata. Il portiere nullafacente continuerebbe a non far nulla, come le impiegate al front office che hanno pause di caffè di mezz'ora.





- Perché l'imprenditore continuerebbe a chiedere fidi per le spese correnti e i liberi professionisti che abitualmente evadono le tasse continuerebbero a farlo, che tanto si tagliano i costi della politica e l'imprenditore rimane intoccato.





- Perché i tagli ai rimborsi dei partiti politici lasciano il partito in mano a chi lo finanzia. Chiunque esso sia. E non è che i partiti politici si sciolgono e chiudono, se non hanno i soldi, no. Cercano finanziatori. In pratica permettereste la compravendita di soldi per favori: una cosa da nulla, che possiamo prendere benissimo alla leggera.







- Perché gli studenti di facoltà umanistiche continuerebbero a domandarsi dove cazzo è la meritocrazia a non trovare un lavoro con una laurea da 110 e lode, senza domandarsi quanto la loro laurea sia inutile (o per lo meno insufficiente) a trovar lavoro nel mondo reale.





Questi sono solo esempi, ma capite cosa accadrebbe? Accecati dalla rabbia contro una determinata situazione, si perde (o peggio, si confonde) la reale portata delle cose. Siccome la realtà dei fatti è ben più complessa di quello che i vostri occhi vedono e siccome le vostre emozioni vi fanno inalberare sempre e solo sulle ultime cose che vi hanno fatto girare i coglioni, e non sulla totalità delle cause che provocano le suddette "ultime cose", le vostre soluzioni sono sempre e solo legate alle vostre ultime esperienze. 





Peccato che i cancri italiani vanno oltre alla sfera spaziotemporale della vostra sensibilità.





Prendiamo il caso degli imprenditori suicidi. Poveri Cristi, si ammazzano perché "strozzati dai debiti". Ormai essere strozzati dai debiti è tipo un mantra, come "la lavatrice dura di più con caaalfooort", e tutti hanno pietà di tutte queste persone che decidono di farla finita. Bene. Ora, come avete reagito? 





Avete reagito definendoli omicidi di stato. Non avete minimamente pensato che quelle persone, o almeno alcune di quelle, fossero veramente responsabili del loro dolore. Non avete indagato il passato imprenditoriale dei suicidi, no. Non vi è interessato capire dove cazzo fossero finiti i loro soldi, se in Pajero, vacanze, portati via con la violenza o in investimenti sbagliati. Se li avessero persi al gioco, o sputtanati in progetti cazzoni. A Voi è bastato condannare lo Stato, che tanto a condannare lo stato si fa sempre bella figura.





Ora, se rileggete per bene il post, noterete che all'inizio dico che se le persone ascoltassero di più le loro emozioni vivrebbero meglio, e adesso dico che è proprio perché la gente è presa dalle proprie emozioni che si perde la portata delle cose. Qual'è la verità?





La verità è che chi si fa prendere dalla rabbia (ma va bene anche l'odio, la nostalgia, la gioia: va bene l'emozione che vi pare) verso i fatti che conosce non sta ascoltando** le proprie emozioni, bensì ne è ostaggio, incapace di fare un ragionamento di senso compiuto sulle possibili cause di quell'evento.




Vi incazzate per Equitalia, eppure lo sapete che in Italia per lustri si è evaso all'inverosimile.





VI incazzate per gli imprenditori suicidi, ma non vi domandate come mai sono finiti pieni di debiti.





Volete annullare i rimborsi ai partiti, pensando così di trovare nuove risorse per l'Italia





Volete usare la vostra Rabbia per migliorare il mondo.





Peccato che l'unico vantaggio che avrete consisterà nella vostra rabbia che viene saziata. Culo, vero? L'Italia continuerà ad andare a puttane, ma almeno voi avrete  lo stomaco pieno.




In soldoni, ne siete schiavi.




Forse è per questo vanno tanto di moda i populismi.






E la morale?




Ubbidir all'emozioni,

cosa giusta sembra assai

ma se non conti i contro e pro,

gran casini tu farai!







* si sa, si sa: perché è faticoso. Sinceramente faticoso.


** ascoltare le proprie emozioni significa: saperle riconoscere in sé e nell'altro, saper riconoscere la loro provenienza e saperle gestire. Esserne padroni, non vittime.


venerdì 27 aprile 2012

Videogaming Time: il mercato dell'usato deve morire?


Oggi mi sono preso un paio d'ore per scrivere qualcosa di intelligente (è roba intelligente davvero) sulle solite polemiche riguardanti i mancati profitti delle software house a causa del mercato dei giochi usati.





Gli sviluppatori se ne lamentano, i giocatori si indignano, e chi ci guadagna?


Chi lo sa, ma lo saprete, leggendo il nuovo esuberante post su Barabba+VG!




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mercoledì 25 aprile 2012

Credere ai Propri Occhi

Bon, oggi è il 25 aprile. Dovrei lavorare, o comunque fare cose correlate al mio sostentamento nella vita reale, ma sperando di essere veloce, preferisco parlare di quello di cui non ho parlato nei giorni scorsi.




Mi riferisco alle tante leggende pseudoscientifiche riguardanti le cause di alcuni disturbi che colpiscono noi esseri umani. Mi riferisco, ad esempio, a cose come la Sindrome di Down, lo Spettro Autistico, il disturbo di Disattenzione/Iperattività. Tutti questi disturbi sono stati oggetto di discorsi pseudoscientifici, le quali conclusioni erano tutte un sacco di bullshit.





Oggi vi parlerò di quel disturbo generalizzato che rientra sotto il nome di Autismo.






Allora. Cos'è l'autismo? L'autismo fa parte di una categoria ben più ampia chiamata "disturbi generalizzati dello sviluppo*", ovvero tutta una serie di disturbi che colpiscono l'essere umano dalla nascita e ne minano il regolare sviluppo. 





Descrivere a fondo i disturbi pervasivi dello sviluppo (mi) richiederebbe molto tempo. Sappiate che, per chi non lo sapesse,  chi è colpito da un disturbo generalizzato dello sviluppo ha forti deficit  nelle capacità cognitive (difficoltà di ragionamento, mancano di immaginazione, pensiero rigido e stereotipato), nelle capacità linguistiche (grosse difficoltà a comunicare verbalmente e non verbalmente) e nelle capacità sociali (difficoltà a relazionarsi con l'altro, a capirne le intenzioni, disinteresse nell'interazione con l'altro).





Sono tutti uguali gli autistici? No, assolutamente. possono essere più o meno gravi. Prima ho usato il termine "Spettro Autistico" proprio per questo. La gravità del disturbo di ogni soggetto si può collocare lungo un continuum. Alcuni, nonostante presentino questi elementi sono dei falsi positivi. Non per niente ci sono neuropsichiatri infantili che fanno diagnosi di autismo solo dopo settimane che lo hanno sott'occhio. Siccome il rischio di falsi positivi è presente, è una pratica intelligente. Nel DSM IV i sintomi devono essere presenti prima dei 3 anni.





E come si interviene? Si interviene in base alla gravità del soggetto. Si parla di diagnosi funzionale, ovvero si parte da quello che il soggetto sa fare e si parte con l'intervento. L'obbiettivo è quello di fornire alla persona gli strumenti per essere il più autonomo possibile. Ci sono varie scuole di intervento, come ad esempio, l'ABA, il Floortime, più o meno adatte al caso**.





E le origini? Da cosa è causato l'autismo? Allo stato attuale della ricerca scientifica si parla di un mix di predisposizioni genetiche e fattori ambientali. La componente genetica è molto forte: nei gemelli omozigoti (stesso dna) la presenza di tratti autistici in entrambi i gemelli va dal 80% al 90% mentre, in gemelli eterozigoti (dna diverso) la presenza in entrambi i nascituri non supera il 10%.





Ci sono anche altre teorie a riguardo? Certo, ci sono. Ci sono e ci sono state. Sono da prendersi in considerazione? NO. 





Per molto tempo negli ambienti psicoanalitici l'autismo del bambino veniva attribuito alla propria madre, ipotizzata come troppo fredda ed incapace di manifestare calore verso il proprio figlio. Non per niente si parlava di Madri Frigorifero. Questa teoria è stata per molto tempo ritenuta vera, con discreti danni sia per l'autistico, che non veniva trattato come avrebbero dovuto  sia per la madre, che si sentiva accusata di cose verso cui non aveva alcuna responsabilità, per la gioia dei sensi di colpa. In realtà chi ha formulato questa teoria (tale Bettelheim, se non erro) (e infatti erro, visto che l'ideatore è Kanner, ringrazio La Miche per la correzione) aveva a che fare solo con famiglie ricche e con madri in carriera, le uniche famiglie che potevano permettersi i suoi servigi, e lui, limitandosi a credere a ciò che vedevano i suoi occhi, senza ipotizzare alcuna contro prova, ipotizzò la teoria delle Madri Frigorifero.





Se Dio vuole, questa teoria è ritenuta falsa da tutti.





Un'altra teoria, di cui adesso mi sfugge il nome, dice che l'autismo è causato dalla dieta alimentare. Quindi  il trattamento prevede tutta una serie di privazioni alimentari. Riguardo questa teoria non ci sono prove scientifiche a favore.



C'è da dire una cosa, che solitamente i soggetti autistici hanno un intestino particolarmente irritabile. Quindi una dieta leggera può essere comunque d'aiuto per la loro salute. Ma da qui a parlare di causa dell'autismo ce ne corre. Il rischio che qui si confonda la causa con l'effetto è altissimo.





Purtroppo l'ignoranza non ha limiti e si insinua soprattutto là dove le informazioni mancano. Proprio per questo, un'altra ipotesi eziologica, tutt'altro che debellata, ma che anzi, prende sempre più piede là dove si crede solo ed esclusivamente ai propri occhi, è quella che associa l'autismo ai vaccini. 





Se parlate con chi promuove questa teoria ascolterete storie tremende di genitori che vedono il proprio figlio cambiare repentinamente dopo il vaccino. E che voi non potete capire cosa prova un genitore in situazioni del genere. Assolutamente vero, non lo possiamo capire. Ma questo non da il potere al genitore di bersi qualsiasi cazzata serva ad acquietare la loro (sacrosanta) disperazione.





In realtà, se andate a vedere la storia clinica di quel bambino scoprirete che ha sempre giocato poco con gli altri bimbi, che ha sempre risposto poco alla voce del proprio genitore e che non è che avesse questo linguaggio nella media dell'età. Quindi si scopre che quel bambino era autistico già da prima del diabolico vaccino.



Sempre gli stessi sostenitori vi diranno che gli Amish, che non vaccinano i propri figli, non presentano casi di autismo. A parte che gli Amish, se ricordo bene, presentano casi di bambini nati con 6 dita perché si accoppiano sempre tra di loro, quindi bene bene non stanno, se nell'autismo sono presenti concause genetiche è ipotizzabile che esse siano rare nel dna della popolazione Amish. Questa  è un'ipotesi, eh! Andrebbe confermata o, anche, sconfermata. Qui*** maggiori informazioni. Sono informazioni della minchia, le linko giusto per farvi capire di cosa parlano.





Comunque, oltre a questo, può interessarvi scoprire chi ha ipotizzato il nesso tra vaccini ed autismo. Un po' di notizie le potete trovare qui. E' inutile che scriva cose che già potete trovare su altri siti, soprattutto se scritte meglio di come potrei scriverle io. Ma è interessante che persone diverse hanno inventato cause diverse per dire che i vaccini sono colpevoli dell'autismo. In realtà, sono solo truffe per prendere soldi dalle class action contro le aziende farmaceutiche.





La teoria che i vaccini sono causa della sindrome autistica è largamente diffusa in quei siti di disinformazione e di gomblottismo globale la quale parola d'ordine è di non credere alla scienza ufficiale. Loro negano qualsiasi cosa venga detta ufficialmente perché loro - parole loro - credono ai loro occhi, e non a quello che gli altri gli dicono. Usano la loro testa, in pratica.



Vi sembra intelligente? No, non lo è. Non lo è per un semplice motivo: credere ai propri occhi significa saper, se va bene, cogliere alcune correlazioni che possono esserci tra determinate variabili. Ricordatevi che la vista è uno dei sensi maggiormente ingannabili che possediamo. Le illusioni ottiche sono lì a ricordarcelo ogni volta che ne rimaniamo affascinati.





Le conseguenze di credere ai propri occhi sono tremende, non solo perché "credendo" eseguiamo un atto di fede nei confronti della nostra esperienza, che ricordiamo essere facilmente falsabile, ma rischiamo di rimanere incantati dalle più astruse correlazioni.





Sapete cos'è una correlazione? Lo sapete sicuramente, ma ve lo ridico (anzi, ve lo ridice wikipedia): In statistica per correlazione si intende una relazione tra due variabili casuali tale che a ciascun valore della prima variabile corrisponda con una certa regolarità un valore della seconda. Correlare due eventi significa ipotizzare che al modificare di A si modifichi B. Un banale esempio è la velocità con cui una macchina si scontra con un muro e la quantità di danni che subisce dallo schianto stesso: maggiore è la velocità, maggiori saranno i danni.



Premesso questo, noi semplici umani possiamo divertirci a  ipotizzare tutte le correlazioni possibili, anche quelle inutili, come numero di zollette di zucchero mangiate nell'infanzia e brufoli spuntati nei primi 14 d'anni di età.



Quindi chi rileva una correlazione si domanda se due variabili variano insieme. Ipotizzata questa correlazione, ci resta però ignoto 1) chi influenza cosa 2) l'esistenza di variabili terze che mediano le due precedenti, ma, soprattutto 3) la reale presenza di una variazione causale tra le due variabili o solo semplici coincidenze.




Nella mente di chi crede ai propri occhi, "chi influenza cosa" è una qualsiasi abitudine considerata normale dalla maggior parte della popolazione nonché dalla comunità scientifica e "l'esistenza di variabili terze" sono solitamente meccanismi particolareggiatissimi (o sconosciuti) che in realtà nascondono fuffa. Alla domanda "ma siamo sicuri che queste due variabili correlino insieme" si risponde, appunto, ma non lo vedi con i tuoi occhi?"



Oltre a questo, solitamente, chi crede ai propri occhi individua sempre una volontà esterna che, intervenendo sulla presunta causa, intende distruggere/eliminare/far soffrire l'umanità intera. E, se l'umanità in toto non può essere eliminata, si concentra sui bambini. Dopodiché, per poter argomentare le proprie teorie vanno a cercare altre prove che la confermano ( e non che la negano, come dice Popper****), prove che, però, soffrono sempre del loro modo di pensare: nessun legame di causa effetto dimostrato, ma soltanto presunte correlazioni (che però soffrono dei vizi appena riportati) a cui non si può non credere che con i propri occhi. 




Esempio di questo modo di pensare (ipotesi di due variabili scientificamente ritenute indipendenti + complotto che mira alla mia/nostra sofferenza) è proprio quello relativo all'ipotesi di autismo presente in questi ambienti. Se andate a leggere l'articolo di disinformazione che vi ho linkato poc'anzi, accade questo:




  • Si iniziano ad osservare comportamenti particolari nel bambino, si scopre che è autismo.

  • Si indaga e si scopre che poc'anzi era stato vaccinato. 

  • Si conclude (o ci dicono) che l'autismo ed il vaccino sono correlati

  • L'autismo è quindi causato da Big Pharma che vuole fare i soldi sulla nostra pelle.

  • Vengono cercate prove che confermino questa teoria: ehi, ci sono gli Amish, loro non vaccinano i loro figli e hanno pochissimi bimbi autistici al loro interno!

  • Conclusione: siccome non ci sono bimbi autistici all'interno della popolazione Amish, l'assenza di vaccini è la prova che i vaccini siano la causa dell'autismo******. 


Il concetto di variabili controllate sfugge a queste persone.






Ma avete capito cos'è successo, vero? L'assenza della variabile "VACCINI" sembrerebbe correlare con l'assenza della variabile AUTISMO (sempre che sia una vera assenza). E loro ve la spacciano per un legame di causa - effetto.





E se glielo fate notare, loro sapete che vi rispondono? Che siete ciechi, e che non sapete guardare con i vostri occhi.





Peccato che a credere ai propri occhi si possono pensare le cose più assurde, come, ad esempio, che nelle televisioni ci vivano delle persone*****.





Ed infine, una rima riassuntiva:




Il vaccino, caro mio


non c'entra nulla, ascolta zio!


Se un autistico vuoi aiutar


dal neuro psichiatra infantile devi andar!







* in questa categoria rientrano vari disturbi tra cui l'Autismo, la sindrome di Asperger, la sindrome di Rett (di cui si conosce la causa) ed il Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza.




** ce ne sono un visibilio, e trattarle adesso è impossibile. Se vorrete, spenderò più che volentieri qualche parolina in futuro




*** Ah, disinformazione.it. devo farvi una confessione. Per un po' mi son perso dietro al mondo delle teorie complottiste e disinformazione.it era uno dei miei siti preferiti. Poi vabbé, poi ho capito che erano tutte fesserie e ho mollato tutto.



**** Popper è un filosofo del '900. Fu un dritto, perché disse: "è inutile cercare migliaia di prove che verifichino le nostre teorie, se ne basta una per sconfermarle! Con lui nacque la falsificazione sperimentale.



***** Questa è una perculata!



******Il tutto senza capire che tipo di ricerca è stata fatta, chi l'ha fatta (ve lo dico io: un giornalista. Sono famosi i giornalisti per saper diagnosticare l'autismo, sapete?), senza minimamente pensare alle differenze tra popolazione Amish e resto del mondo e, soprattutto, senza pensare a tutte quelle migliaia di persone che nonostante siano state vaccinate, godano di ottima salute.

martedì 24 aprile 2012

Comunicazione di servizio


Amici miei, volevo fare un post di cultura sulle cazzate che girano attorno alle patologie che toccano i bambini ma, cazzocazzocazzo, non ho il tempo materiale per concentrarmi e scrivere. In compenso vi lascio con una comunicazione di servizio.






La comunicazione di servizio è... finalmente su facebook è stato impaginato pure BarabbaVG! Barabba Vg, l'hub videoludico per chi di videogiochi ne sa (e non ha bisogno di informarsi ogni 3 x 2 su qualsiasi minchiata, visto che già sa) è finalmente pronto per essere piaciuto da voi.





Sempre che voi abbiate voglia di piacervelo, è ovvio*.





Comunque, pagina di barabba qui


e sempre su facebook c'è il gruppo di barabba, che potete trovare qui.





BarabbaVG, invece, con due paroline due su darksiders 2 lo trovate qui





*Ma si che vi va, è ovvio. :D


** vale il motivo di cui sopra, scrivere di un videogioco (e giocarlo, btw) mi richiede molta meno concentrazione rispetto a scrivere di disturbi nei bambini.