Buonasera amici miei, bentornati nella Tana!
Un bel bentornato a voi e un bel bentornato a me, visto che sono giorni che scrivo molto poco.
Oggi voglio parlarMi di V for Vendetta. Sì, V for vendetta, il
L'avete letto? L'avete amato? L'avete letto in inglese su di un monitor 15 pollici catodico zoommando su ogni singola pagina per poi comprarlo in edizione borghese prima che si vociferasse riguardo l'uscita del film? No? Sì? Fa lo stesso. Ecco, io quel fumetto l'ho amato. L'ho letto su di un monitor 15" in inglese e poi l'ho comprato alla prima occasione disponibile.
Ma ora, un attimo di serietà: in questo post voglio parlare del fumetto di V e di quel cesso di trasposizione cinematografica. Se non avete letto il fumetto, e siete amanti del medium, ve lo consiglio e vi avviso che troverete un botto di spoiler. Se lo avete letto e avete visto il film, potete continuare a leggere, liberissimi di commentare e sparare discorsi sui principi base della cinematografia.
Comunque.
Dicevamo? Ah sì, V for Vendetta. V for Vendetta è un fumetto clamoroso. Il film è una merda colossale. Poi magari il film vi è anche piaciuto, ma merda rimane. Perché dico questo? Perché nel film sono stati smontati uno per uno tutti gli elementi fondamentali della narrazione originale, per poi essere sostituiti con... Merda.
Prendiamone alcuni:
- non c'è la voce del fato, ma un cretino che parla davanti alla tv per tutto il tempo.
Peccato, perché la voce del fato, e tutta la struttura della dittatura, erano decisamente raffinate: il dito, l'orecchio, la bocca, il naso... Un corpo unico che dirigeva la vita dei londinesi.
Con cosa è stata sostituita?
Con un cretino alla televisione. Per carità, dittatoriale quanto volete, ma volete mettere il confronto?
- Evey non è una povera crista qualsiasi ma una che lavora alla tv (ma in fondo è dannatamente attuale essere fighi e fare le rivoluzioni) e quindi non viene salvata da V mentre è stata colta in fragranza di reato.
E come si incontrano?
E' lei che lo segue quando lui irrompe nella sede televisiva dove Evey lavora.
- Evey abbandona V perché uccide le persone e lei non vuole, si innamora di un tizio, ci va a convivere, l'ammazzano, quando lei tenta di vendicarsi viene di nuovo arrestata e, poi, torturata.
Questo è identico!
Ma anche no, visto che lei se ne va da V, ma viene ospitata dal suo ex capo alla sede televisiva. Lui, analogo del suo compagno nel fumetto, è però omosessuale, e nasconde foto osè e Corani con miniature del 1000 e rotti D.C. Anziché venire ucciso, viene arrestato dalla polizia per i suoi gusti.
Lei si vendica e la arrestano?
No, lei viene semplicemente catturata. Senza Nesso Logico con la storia.
Andiamo avanti? Andiamo avanti. Andiamo avanti con le aggiunte che non hanno paralleli nel fumetto, come V che viene sfottuto in tv con sottofondo la musica di Benny Hill, lui con le mani bruciate a preparare la colazione e, soprattutto, la sparata di Finch a fine film: tutti che ipotizzano un attacco aereo da parte di V, Finch che dice che forse ci sarà un attacco tramite la metropolitana, e, quando gli chiedono il perché, fa spallucce. Spalluce, Cristo (Amen): ma V lo prendono per il culo o cosa?
LA VERITA' E' CHE FINCH NEL FUMETTO SI CALA DELLE PASTICCHE E SE NE VA ALLE MACERIE DELLA PRIGIONE DOVE SIA V CHE VALE ERANO TENUTI PRIGIONIERI, E DOPO UN DISCRETO TRIP SALITO MALE, RICOSTRUISCE LA FUGA DI V E INDIVIDUA IL SALONE DELL'OMBRA.
Ed è lì che Finch individua il treno.
Ma la cosa peggiore di tutto il film, è un'altra (son stato bravo, l'ho tenuta per ultima): Quando Evey viene liberata, scopre che a torturarla era stato V stesso. E lui - spiega - l'ha torturata duramente per fargli capire bene una cosa: Il vero carceriere è dentro di noi. Peggio, l'unico vero carceriere, siamo noi. Noi siamo la nostra prigione. Non i governi di merda che ci trattano come pecore. Noi. Noi che ci comportiamo da pecore.
Questa cosa compare anche all'interno del film, ma lungi da sottolinearne l'importanza, i Uacciosky fanno sì che il film termini con tutti che indossano la solita Maschera di V in un tripudio di azzeramento delle proprie identità in favore di un bel gregge di massa. Addio individualità della persona, quindi. Addio alla sua importanza. Addio all'obbligo, per divenire persone adulte, di guardarci dentro, per scoprirci prigionieri di noi stessi.
Una maschera e via, che uniti nel gregge, il freddo non si sente.
E' da quando ho visto il film che ho in testa quello che ho scritto in questo post. Ringrazio la Signorina Mouse per avermi dato ascolto e arricchito la riflessione con i suoi pensieri a riguardo.