Ok, partiamo dai fatti. Anche a questo giro di manifestazioni, le forze dell'ordine hanno caricato violentemente. I manifestanti erano violenti, pacifici, passavano di là per caso? Non lo sappiamo, sappiamo che ogni volta è la stessa, brutta storia. Qualcuno si fa male, tanto male.
Quello che vedo in questi comportamenti è quel classico comportamento umano dove se una certa azione non porta i risultati sperati, si prova a fare la stessa azione ma con maggiore intensità.
A volte è importante farlo, eh! Quando avete freddo, solitamente vi coprite con più vestiti! Se volete andare più veloce, e siete in macchina, potete sempre schiacciare il pedale sull'acceleratore.
Questo modo di fare - voglio di più, faccio di più, è utilissimo in tutta una serie di scopi umani. Ma non in tutti. Ad esempio, è inutile in tutte quelle situazioni dove è presente un equilibrio omeostatico tra le parti. Cosa intendo con equilibrio omeostatico tra le parti? Intendo tutti quei casi dove il "sistema", a prescindere dall'intensità dell'azione, tornerà sempre alla situazione di partenza.
Un esempio? Un genitore che sgrida il figlio. A volte serve, eh! Ma ci sono quei casi dove il genitore sgrida il figlio ed il figlio se ne frega. Allora il genitore lo sgrida ancora di più, ed il figlio se ne frega ancora di più.
Quante volte vi è capitato? Con quelli con cui giocate a calcetto, i vecchi del bar, il vostro capo, il prete ed il rompicoglioni di turno?
Quello che succede in questi casi, appunto, è che qualsiasi azione viene messa in atto all'interno del sistema, il risultato che si avrà sarà una reazione che non cambierà il sistema, ma lo riporterà allo stesso stato iniziale.
Tornando all'inizio del post, questo è quello che succede quando vengono fatte tutte queste cazzo di manifestazioni contro il potere: c'è una parte più o meno rabbiosa che protesta, c'è una parte che deve tutelare l'ordine, e alla fine si arriva sempre a far manate. Che non è mica bello. Non è mica bello finire manganellati a 13 anni, come non è mica bello trovarsi a manganellare uno che ha 13 anni.
Ora, in questo contesto, io me ne frego se sto cazzo di modo di manifestare funziona o meno, e me ne frego di cercare una vittima o un carnefice. Me ne frego, perché lo ritengo inutile ai fini del cambiamento sociale che tanto viene auspicato dai manifestanti e lo ritengo inutile ai fini della quiete pubblica. Quiete che comunque viene devastata, e del quale conto prima o poi verrà pagato lo scotto. Me ne frego perché gli unici punti che si ottengono sono quelli di sutura sulle ferite di chi vi partecipa (per non parlare dei danni ambientali, direi).
Finché le parti agiranno così, questi saranno i risultati. Orda manifestante violenta > carica della polizia. Carica della polizia > orda manifestanti violenta.
Paul Watzlawick ed i suoi amici della scuola di Palo Alto hanno studiato a fondo queste dinamiche, tipiche dei contesti familiari. Sono quelli che hanno inventato la Pragmatica della Comunicazione Umana, quelli a cui dobbiamo un buon 90% sugli studi della comunicazione e che si sono presi, se non erro, un premio per la teoria del doppio legame riguardante la schizofrenia.
Cosa dicono*? Dicono che fino a che il problema verrà trattato negli stessi termini, i risultati saranno sempre gli stessi. Occorre, quindi, un cambiamento tra le parti.
Per la precisione, intendono un cambiamento di tipo 2, contrapposto ad un cambiamento di tipo 1. Un cambiamento di tipo 1 è una qualsiasi possibilità all'interno del sistema (protestare in vicolo corto od in parco della vittoria), così come è. Un cambiamento di tipo 2, invece, è un cambio di paradigma.
Il problema dei cambi di paradigma è che, solitamente, ti obbligano a cambiare totalmente comportamento. Cosa un po' difficile, per chi è abituato a comportarsi sempre nello stesso modo.
Un esempio di cambio di paradigma per le manifestazioni? Beh, ipotizziamo che l'obbiettivo è comunque scendere in piazza, ma che si vogliono evitare le cariche. Sapete cosa si può fare?
Si può ballare, allegri e spensierati. La città sarebbe stata paralizzata lo stesso e le forze dell'ordine non avrebbero mai caricato gente che ballava in piazza.
Certo, così facendo avremmo perso il sapore rivoluzionario così caro a molti Kompagni, ma vuoi mettere? 30.000 e manco una carica. La città paralizzata e manco una carica.
E se volete proprio protestare, o almeno ricordare al ministro di turno che deva fare il suo dovere, un altro modo semplice semplice per protestare comodamente da casa, è intasarne l'indirizzo di posta elettronica: 30.000 mail non sarebbero state male. Oppure andare in un centinaio in un ufficio postale per fare una donazione e allo stesso tempo paralizzarlo. Magari con una bella fila che arriva fino a fuori dall'ufficio.
E queste sono solo le mie idee, figuriamoci le vostre.
* Quello che dicono, lo dicono prendendo a prestito, ed integrando, la Teoria dei Gruppi di Galois e la teoria dei Tipi Logici di Russell. Matematica, applicata alla comunicazione umana.