mercoledì 24 aprile 2013

"Antifascismo è Anticapitalismo" (anche no)


Adoro il 25 aprile: siamo usciti da una pagina molto buia della nostra storia, ci siamo portati il buono che c'era e, purtroppo, il brutto. E' una data importante, di identità nazionale. Purtroppo abbiamo poche date di identità nazionale. Ci credo che poi viviamo come viviamo.




Quindi sono contento che il 25 aprile venga festeggiato, perché l'Italia esce da un sistema dittatoriale che la ha portata alla totale disfatta, per entrare timidamente, nel mondo della democrazia. In quanto disfatti e dilaniati siamo stati facili prede di influenze straniere, perdendo, di fatto, parte della nostra sovranità nazionale.





Poi leggo questo manifesto e leggo: "Antifascismo è Anticapitalismo" e mi dico: "mmm".








Ora, io non sono uno storico, ma se ricordo bene, e tu lettore correggimi se sbaglio, L'economia fascista era tutto tranne che capitalista: lo stato prendeva le aziende che fallivano e le rimetteva in piedi, c'era l'autarchia; insomma, la competizione, tipica dei sistemi capitalisti, era assente.





Quindi dire 
"Antifascismo è Anticapitalismo" è una sonora cazzata, figlia della propaganda comunista più bieca, contraddizione, in quanto il fascismo non è mai stato un sistema capitalista.





Cos'è successo allora, nelle menti di questi giovani graphic designers? Le cose possibili sono tre [stimola la tua fantasia, dì la tua ipotesi nei commenti!]:





- a scuola non sono ancora arrivati al capitolo che parla della Seconda Guerra Mondiale


- hanno GROSSE difficoltà con la logica.


- vogliono trasmettere un secondo valore che è ben diverso da quello dell'antifascimo





Io propongo per tutte e tre, ma soprattutto per la terza opzione.





Esplichiamo innanzitutto la seconda (che la prima si esplica da sola):


L'errore logico è questo:





chi è stato il grande nemico del fascismo, se non il fascismo stesso, comunismo? E qual'è il grande nemico del comunismo, se non il capitalismo?





Da qui a fare l'equivalenza illogica è un tiro di schioppo: 





fascismo = capitalismo 





Perciò:





Antifascismo = Anticapitalismo








Dimenticandosi, però, che la storia dice tutta un'altra cosa.





La terza ipotesi parte dall'idea che questa distorsione sia voluta a fini propagandistici. Che, siccome l'antifascismo è un valore di unità nazionale*, allora può essere un ottimo piede nella porta** per trasmettere la propria ideologia anticapitalista.



Ahimè, visti i fini leader della sinistra antagonista, che divora ogni cosa a favore della propria causa (da sempre è così), considero la terza opzione come la più probabile, con l'aiuto di persone che, come scimmie in uno zoo sono convinti che l'equazione 
Antifascismo = Anticapitalismo sia logica.





In soldoni il 25 aprile viene utilizzato per trasmettere valori ben diversi da quelli che dovrebbe rappresentare.



Mi duole dirlo, ma l'antifascismo, con tutto il buono che rappresenta per la nostra nazione, è stato trasformato in un brand. O meglio, in un testimonial. Esattamente come Antonio Banderas che fa i biscotti della mulino bianco, il 25 aprile, dopo il sangue, il dolore, la sofferenza vissuta in quel periodo, viene utilizzato per promuovere il Sano Valore dell'Anticapitalismo.



Che culo, vero? Che poi, che cazzo sarà questo anticapitalismo, mica si sa.





Stronzi.








* i risultati elettorali appena passati dicono esattamente questo, nessuno per ora vuole un partito di dichiarata ispirazione fascista





** il piede nella porta è il nome di una tecnica di manipolazione ben precisa: avete presente quando vi dicono: "avete un oggetto in regalo" e poi vi dicono "se solo comprate 500 litri di vino alla modica cifra di 12.000 euro" oppure: "Una firma qui", per poi aggiungere "adesso ci faccia un'offerta"? Ecco, questi sono piedi nella porta.

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