mercoledì 20 febbraio 2013

L'arroganza di chi crede di avere ragione


Buffe queste elezioni. Sto vivendo un grossissimo senso di dejavù con le elezioni del 2001.


Nel 2001 mi ricordo un Berlusconi in forma smagliante ed un elettorato esaltato dalle sue parole. Dopo che vinse, non si poteva discutere, con loro. Avevano ragione. Perché la sinistra, perché i comunisti, perché Silvio non lo fanno lavorare.






Che immenso cumulo di stronzate. Berlusconi in pratica vinse e condusse gran parte di quel governo unendo tutto l'elettorato di destra contro il nemico comunista.





Non potevo fare una battuta sui leghisti che venivo accusato di avere il cervello lavato dalla propaganda comunista. Fede andava ritenuto attendibile, il comunismo era il male e tutte le altre varie stronzate del tempo.




Se penso a Borghezio, vomito. Se penso a Calderoli vomito. Se penso a quel ciapume sub umano dei leader leghisti, i conati sono gli unici susslti che provo.




La cosa che mi disgustava di più era questa arroganza, l'arroganza di chi crede di avere ragione. La quale arroganza gli permetteva di poter esprimere giudizi senza la minima capacità reale per poterlo fare. Mi ricordo gli adulti, i compagni di facoltà dannatamente convinto di ciò. Mi ricordo l'elogio all'italiano per bene che però non riesce ad arrivare a fine mese. 





Forse è per questo che adoro la canzone dei Punkreas La Spesa. Perché in un paio di rime smerdavano quel fantastico mondo ammore e ccore.



Mi ricordo il Sistema e l'Antisistema.





La storia ha reso giustizia a questo genere di persone: Fede dimenticato, l'elettorato deluso, Berlusconi ormai fuori dal mondo che, con le sua proposta sull'IMU ha in pratica creato in circolino di umorismo creativo.





Ma l'arroganza di chi crede di avere ragione, continua a serpeggiare tra di noi. E' tipica dell'imbecille medio, il quale crede, in virtù dei torti dell'avversario, di aver ragione.





In virtù dei fallimenti del PDL, il PD è l'unico che può governare


In virtù delle incapacità di berlusconi, Fini è l'unico che ne può prendere il posto


In virtù degli abusi della classe politica, essa deve andare a casa


In virtù degli sfaceli della classe politica, ogni singolo cittadino è innocente e devono riprendersi il controllo del parlamento





In soldoni, chiunque condivide queste frasi è convinto di una cosa: che l'incapacità altrui, dia a lui le capacità di governare. E' il pensiero del ragazzino sfigato, eternamente innamorato della sua sua amica già fidanzata, il quale attende che lei venga lasciata da lui per potercisi mettere insieme. Lui non sa che non succederà mai, e che l'amica se ne troverà un altro ben più eccitante.





Chi sta usando questa tecnica negli ultimi anni, come arma di distruzione, è Grillo (Peppe per gli amici) il quale dal suo blog non fa altro che scagliarsi pesantemente contro i crimini, il malaffare e gli sprechi della casta dirigente. Lo fanno tutti i partiti politici, sia chiaro. Ma Grillo lo fa sistematicamente da quando ha aperto il proprio blog (e già prima nei suoi spettacoli). E soprattutto, lo fa il suo elettorato.





Il suo elettorato, infatti è quello che più mi da questo senso di dejavù: la convinzione di avere ragione, di essere santi, di potersi incazzare solo e perché gli altri sono dei ladri, mi provoca veramente molto fastidio.





Non per niente dell'elettorato di Grillo che vuole vietare cartoni animati, siti osè, eliminare le multe, perdere per sempre la patente se finisci i punti, vietare le scie chimiche, credere alle biowash ball, essere convinti che gli impianti a biomasse siano inquinanti ed allo stesso tempo credere che non lo siano, ne hanno già parlato in molti. 





Il fatto è che il movimento è unito solo e semplicemente dall'odio verso la politica odierna. Anche le loro proposte sono in tal senso:





riduzione dello stipendio dei parlamentari, perché quello attuale è troppo alto


divieto al superare i due mandati, perché poi si creano situazioni di potere


abolizione della carta stampata, perché magia il denaro pubblico


banda larga a tutti, che internet è l'unica via


[...]





Il problema è che tutti i problemi dell'Italia vengono considerati risolvibili cannibalizzando solo e semplicemente gli sprechi delle caste dominanti, senza mettere un briciolo di numeri nelle conseguenze delle loro proposte.





Altre persone prima di me hanno trattato questi temi, ma cosa fa un candidato dopo due mandati se, nel frattempo, non ha più esercitato la propria professione? E cosa ci ha guadagnato, se ha avuto solo 2500 euro al mese? Perché impedire a persone che sono state capaci di governare bene per due mandati?


Le conseguenze di un sistema tale saranno il riciclo immediato di tali soggetti in altri partiti politici, con conseguente sputtanamento del movimento. 





La verità è che questi sono solo esempi e sono rappresentativi solo di una parte dell'elettorato di Grillo.


Essendosi tutti riuniti a causa di un nemico comune - i politici, lo stato - ma tutti per i loro obbiettivi personali (tutti diversi), tutti inizieranno ad attacarsi l'uno con l'altro al primo segno di divergenze. Voglio vedere gli sciachimisti o i fanatici del metodo Hamer contro i sostenitori del metodo scientifico.





E poi a questo dobbiamo aggiungere gli accordi con i centri di potere già esistenti. Con il fascino della corruzione, con la stampa nemica e l'incapacità di gestire una nazione (Pizzarotti anyone?)





In pratica stanno già correndo verso lo sfacelo senza nemmeno rendersene conto. Ma l'elettorato di Grillo, quello più feroce, più arrogante, che crede di essere nel giusto perché il parlamento è pieno di ladri non se ne rende conto. 





Se mai il M5S raggiungerà il parlamento potrà avere la funzione di far capire ai vecchi partiti di essere mortali, caduci. E che è l'ora che cambino atteggiamento. Allo stesso tempo mostrerà come un movimento fatto da gente "nuova", "comune", ma con la convinzione di avere ragione solo perché gli altri sono dei criminali, si possa sciogliere come neve ai primi raggi di primavera.





E nel frattempo, la mia pancia si strozza a sentire la loro arroganza.

Nessun commento:

Posta un commento