martedì 30 aprile 2013

Di chi è la colpa?


Ieri un povero Cristo ha sparato ad altri due poveri Cristi.


Una discreta guerra tra poveri, aggiungerei. La cosa umiliante sono le reazioni davanti al gesto di questa persona: "è uno squilibrato" "in America lo avrebbero ucciso" "è colpa del M5S", etc. etc.





Dico che sono umilianti perché, anziché comprendere la realtà dei fatti, - che a breve vi svelerò, ma che sono sicuro avrete già individuato a vostra volta - passano il tempo a colpevolizzare la tal cosa del gesto. 





Da un lato lo squilibrio mentale della persona, dall'altro chi istiga all'odio, nonostante si ponga pacifico, dall'altro ancora chi si fa duro con i deboli*, tutti hanno bene in mente chi incolpare. Deve essere una specie di gioco, una spese di nomi cose e città: "Hai 30 secondi per lavarti la coscienza. Pronti? VIA!"





Ora, perché dico che sono tutti modi per lavarsi la coscienza e non riflessioni a freddo di un fatto drammatico?





Per due motivi. Innanzitutto perché si parla di COLPE. E le colpe NON ESISTONO. Sono costruzioni sociali atte al controllo. Sono percezioni, tipicamente di matrice cattoliche, per farti penare rispetto alle tue azioni. Quelle che la società italiana chiama inutilmente** colpe, in realtà sono CAUSE, ovvero azioni che producono conseguenze.





Quindi il primo passaggio per poter fare una riflessione sacrosanta è domandarsi "Quali sono le azioni che hanno portato ai fatti di domenica scorsa?"





Con questa domanda ci avviciniamo al secondo motivo per cui quello che gira sui giornali è paragonabile ad un cacone spaziale puntato sulla superficie del Pianeta Terra, ovvero al concetto di "sistema".





Cosa intendo per sistema? Per sistema intendo un insieme di fattori che è DI PIU' della somma delle parti, le quali parti si influenzano l'un l'altra.





Prendiamo l'esempio di un puzzle: ci sono i pezzi che, da soli, rappresentano ben poco. Poi li unite insieme ed avete una graziosa immagine. Avete, quindi, qualcosa che è più della somma delle sue parti.





Il bello dei sistemi è che ogni singola parte influenza le altre parti e quindi il sistema stesso: se togliete o modificate un pezzo di puzzle, magari l'immagine rimane comprensibile, però non è più la stessa di prima. Sicuramente è compromessa.





Ora vi dirò una cosa: la nostra società civile è un sistema, ovvero la nostra organizzazione è più della somma di ogni singola parte. Pensate al vostro lavoro, ai vostri colleghi: la qualità del vostro lavoro cambia in base ai comportamenti dei vostri colleghi? Ed ora pensate al tempo, sole e pioggia vi influenzano allo stesso modo? Tornate a pensare ai vostri colleghi, le loro mogli hanno capacità di influenzarli, rendendoli più o meno nervosi, e quindi di influenzare voi stessi? 





Questo è il concetto di "sistema". In soldoni, le nostre azioni si propagano oltre il semplice momento in cui le effettuiamo. Per maggiori dettagli vi consiglio di leggervi Bronffenbrenner. Wikipedia ne da una descrizione sommaria.





Come si propagano le nostre azioni? Si propagano in base alle caratteristiche di chi le esperisce. Se l'azione è un torto e chi la subisce è una persona particolarmente fragile, quella persona ne soffrirà molto.





Se il torto fosse stato esperito da una persona tendenzialmente irosa, questa persona si sarebbe incazzata anche di più.





Se anziché essere un torto, è un continuo bombardamento mediatico di cazzate, operato dai media con i cari politici ai microfoni, i quali dicono sempre e solo le solite cazzate, si attaccano l'un l'altro, si scaricano le colpe e nessuno fa succedere cose, ed a subire questo bombardamento ci sono 60 milioni di italiani, è ovvio che uno su 60 milioni prenda una pistola e, anziché ammazzarsi**, decida di ammazzare un politico





Sia chiaro, non sto giustificando il gesto, sto dicendo che è normale che accada, visto che alcune parti del sistema (mass media, partiti politici, la ggente) passa il proprio tempo a gettare merda sull'avversario, accoltellare alle spalle e a parassitare sulle spalle della nazione. Che sarà pure una nazione di merda, ma ciò non giustifica il loro operato da celebrolesi.





Quindi alla domanda iniziale, "dove sono e quali sono le cause?" La risposta è questa:





Le cause  sono nella vecchia politica, che non vuole risolvere i problemi attuali, ma solo tutelare i loro gretti interessi.





Le cause sono nella nuova politica, che passa il tempo a rompere il cazzo alla vecchia politica senza avere la benché minima idea strategica in testa.





Le cause sono della ggente che non capisce un cazzo, crede alle prime stronzate che gli vengono dette e 
passa il tempo a strillare UNDICI ad ogni dove.





Le cause sono riscontrabili in chi ha premuto il grilletto perché sfinito dalla situazione attuale.





La prossima volta ad essere sfiniti potranno essere in due. E magari potranno avere una mira migliore***.





E non lo dico io, lo dicono le vostre azioni.








* Si, Vespa, è facile fare i forti in queste situazioni, vero? Vorrei proprio vedere come reagiresti in un futuro di file al centro per l'impiego.




** il numero di suicidi è aumentato del 30% dal 2008 ad oggi, se non sbaglio. Quindi sì, la crisi miete vittime.



*** spero non accada mai, voglio che facciate realmente qualcosa per questo cazzo di paese.

giovedì 25 aprile 2013

Oltre l'antifascismo


Come scritto ieri, io al 25 aprile io ci tengo. Magari non lo do a vedere, non lo urlo ai quattro venti, ma ci tengo.





Ci tengo, e proprio perché ci tengo credo che bisogni andare oltre l'antifascismo.





(prima di tacciarmi di fascista - sareste banalissimi e figli di Pavlov, continuate pure a leggere il post, grazie)




Per prima cosa, un po' di analisi semantica. Che vuol dire "Antifascismo"? Vuol dire - semplicemente - essere contro il Fascismo. Per fascismo, Cosa si intende? Si intende, suppongo, l'ideologia fascista, quella violenta, quella che ha guidato l'Italia nelle miserevoli condizioni del secondo dopoguerra.





Non credo si intenda il periodo storico, essere contro il corso della storia è un po' come essere contro la legge di gravità. C'è, può non piacerti, può aver ucciso i tuoi genitori, ma di certo non scompare per assecondare i tuoi capricci.





Non credo nemmeno si intenda l'intento pacificatore del fascismo stesso, intento copiato ed esportato in tutta europa.





No, credo proprio si intenda l'ideologia violenta, assassina, guerrafondaia, rigida, reazionaria, cattolica, razzista, nazista che ha caratterizzato il fascismo nei suoi 20 anni di vita.





A chi mi commenterà che il fascismo non è stato realmente violento, che Mussolini è stato costretto a firmare le leggi razziali e che in realtà non voleva, che il fascismo era in realtà progressista e tutto il corrimi dietro sulle reali intenzioni del fascismo, risponderò che: va bene le intenzioni, ma l'Italia nel '43 stava facendo un tantinello la fame,era allo stremo e non ne poteva più. Grazie.





Bon, detto ciò possiamo intuire che l'antifascismo è un movimento che combatte tutto ciò che ho detto sopra. Interessante. Interessante, ma c'è un problema. Essere contro qualcosa è un atto improduttivo.





Non capite? Rispondete a questa domanda: "Se siete contro il fascismo, verso cosa siete a favore?"





Libertà? Uguaglianza? Parità dei diritti? Soldi per tutti? Dialogo? Sesso in tavola? Tavole rotonde? Verso cosa siete a favore? Sapete verso cosa siete a favore, o vi riempite la bocca di slogan fini a se stessi?





Facciamo un esempio pratico: andate al ristorante, il cameriere vi domanda cosa desiderate. Quale tra le due risposte produrrà un risultato tra  "Una scaloppina al limone, grazie" oppure "Io non voglio la pasta!"?





Questo è il succo, oggi, dell'essere antifascista. Un valore più o meno condiviso, che però non dà minimamente indicazioni sul come è giusto comportarsi. Un valore che non produce risultati, estremamente inefficace davanti a tutti gli attacchi fascisti che l'Italia ha subito in tutti questi anni, un valore che ha permesso ad ideologie ugualmente meschine di poter esistere e riprodursi sulla nostra nazione (Si,Kompagno Comunista, parlo proprio della tua ideologia)





Un valore che, definito in base a cosa è contro, permette a chi gli pare di infilarci i propri porci comodi, fottendosene delle reali sofferenze patite in quegli anni.





Per questo bisogna andare oltre l'antifascismo, ricordandone la storia, le vite, le sofferenze, ma smettendo di urlare quello che aborriamo e  realizzando quello che vogliamo nella nostra vita





E nella mia vita io voglio:





Giustizia


Equità


Merito


Soldi


Felicità


Una Famiglia MIA


Condanne





Questo è quello che io voglio. Come potete notare, il fascismo nella mia vita è completamente scomparso.





Fatelo anche voi, ed il fascismo scomparirà anche dalle vostre vite. Rimarrà solo in quelli che lo combattono e che lo inseguono, ma voi, presi dai vostri obbiettivi, per una vostra vita migliore, non li vedrete nemmeno.

mercoledì 24 aprile 2013

"Antifascismo è Anticapitalismo" (anche no)


Adoro il 25 aprile: siamo usciti da una pagina molto buia della nostra storia, ci siamo portati il buono che c'era e, purtroppo, il brutto. E' una data importante, di identità nazionale. Purtroppo abbiamo poche date di identità nazionale. Ci credo che poi viviamo come viviamo.




Quindi sono contento che il 25 aprile venga festeggiato, perché l'Italia esce da un sistema dittatoriale che la ha portata alla totale disfatta, per entrare timidamente, nel mondo della democrazia. In quanto disfatti e dilaniati siamo stati facili prede di influenze straniere, perdendo, di fatto, parte della nostra sovranità nazionale.





Poi leggo questo manifesto e leggo: "Antifascismo è Anticapitalismo" e mi dico: "mmm".








Ora, io non sono uno storico, ma se ricordo bene, e tu lettore correggimi se sbaglio, L'economia fascista era tutto tranne che capitalista: lo stato prendeva le aziende che fallivano e le rimetteva in piedi, c'era l'autarchia; insomma, la competizione, tipica dei sistemi capitalisti, era assente.





Quindi dire 
"Antifascismo è Anticapitalismo" è una sonora cazzata, figlia della propaganda comunista più bieca, contraddizione, in quanto il fascismo non è mai stato un sistema capitalista.





Cos'è successo allora, nelle menti di questi giovani graphic designers? Le cose possibili sono tre [stimola la tua fantasia, dì la tua ipotesi nei commenti!]:





- a scuola non sono ancora arrivati al capitolo che parla della Seconda Guerra Mondiale


- hanno GROSSE difficoltà con la logica.


- vogliono trasmettere un secondo valore che è ben diverso da quello dell'antifascimo





Io propongo per tutte e tre, ma soprattutto per la terza opzione.





Esplichiamo innanzitutto la seconda (che la prima si esplica da sola):


L'errore logico è questo:





chi è stato il grande nemico del fascismo, se non il fascismo stesso, comunismo? E qual'è il grande nemico del comunismo, se non il capitalismo?





Da qui a fare l'equivalenza illogica è un tiro di schioppo: 





fascismo = capitalismo 





Perciò:





Antifascismo = Anticapitalismo








Dimenticandosi, però, che la storia dice tutta un'altra cosa.





La terza ipotesi parte dall'idea che questa distorsione sia voluta a fini propagandistici. Che, siccome l'antifascismo è un valore di unità nazionale*, allora può essere un ottimo piede nella porta** per trasmettere la propria ideologia anticapitalista.



Ahimè, visti i fini leader della sinistra antagonista, che divora ogni cosa a favore della propria causa (da sempre è così), considero la terza opzione come la più probabile, con l'aiuto di persone che, come scimmie in uno zoo sono convinti che l'equazione 
Antifascismo = Anticapitalismo sia logica.





In soldoni il 25 aprile viene utilizzato per trasmettere valori ben diversi da quelli che dovrebbe rappresentare.



Mi duole dirlo, ma l'antifascismo, con tutto il buono che rappresenta per la nostra nazione, è stato trasformato in un brand. O meglio, in un testimonial. Esattamente come Antonio Banderas che fa i biscotti della mulino bianco, il 25 aprile, dopo il sangue, il dolore, la sofferenza vissuta in quel periodo, viene utilizzato per promuovere il Sano Valore dell'Anticapitalismo.



Che culo, vero? Che poi, che cazzo sarà questo anticapitalismo, mica si sa.





Stronzi.








* i risultati elettorali appena passati dicono esattamente questo, nessuno per ora vuole un partito di dichiarata ispirazione fascista





** il piede nella porta è il nome di una tecnica di manipolazione ben precisa: avete presente quando vi dicono: "avete un oggetto in regalo" e poi vi dicono "se solo comprate 500 litri di vino alla modica cifra di 12.000 euro" oppure: "Una firma qui", per poi aggiungere "adesso ci faccia un'offerta"? Ecco, questi sono piedi nella porta.

lunedì 8 aprile 2013

Lo stato delle cose, pt. III


Ogni giorno è come se fosse il primo. Non l'ultimo, proprio il primo. Ogni giorno nuovi obbiettivi si aggiungono ai precedenti, si sommano, si accumulano e tu li porti avanti. Alcuni li termini, altri hanno i loro tempi per svernare. Come hai detto tu stesso qualche giorno fa, "sono cose che cucinano lentamente".




Conoscere professionisti per aumentare la tua rete di contatti. Per farti conoscere, per far vedere quello che sai fare. Per tastare il polso della realtà attuale, la realtà di un paese in declino, spezzato tra una metà che farebbe di tutto pur di sopravvivere ed una metà che tenta disperatamente di tirar fuori la testa dal guano. La conoscenza è potere, questo lo sapevi bene all'università, quando tutti ti chiedevano se avevi qualche riassunto per gli esami.





Leggere Studiare libri che fanno la Differenza tra te ed un tuo collega, magari che frequenta pure una specializzazione, di quelli che all'università manco sanno che ci sono, che di quelli mica avresti cercato i riassunti, no: quelli li avresti proprio divorati. Grazie, Edizioni Astrolabio - Ubaldini, grazie per averci importato i saperi di Bandler & Grinder, Watzlawich ed i suoi Strategici Amici, Lowen (che oggi ho deciso di iniziare, che le tecniche corporee fanno sempre bene), Minuchin che è in lista e l'immenso Milton Erickson, autentico faro per chi vuole aiutare chi soffre. Grazie. Se posso aiutare le persone è anche grazie a Voi.





Avere un sito, sforzarti di aggiornarlo con i contenuti, contare le visite per capire quanto è visitato, organizzare seminari gratuiti per farti conoscere a cui vengono, però, soltanto i tuoi amici. Che va benissimo, perché sono tutte serate belle ed importanti, che confermano le tue doti, ma ti fanno capire che la tua comunicazione non è arrivata a dovere. E quindi ti rimetti in gioco, conscio che la rendita non esiste (mai pensato, ora però lo sa anche la tua pelle), e che devi fare altro per ottenere altro.





Ed è per questo che ogni giorno è come il primo: perché ogni giorno scopri che puoi fare di più rispetto al giorno prima, e lo vuoi fare, senza lasciare nulla al caso.





Ti sei messo in testa di scrivere un libro, lo stai scrivendo, l'hai quasi finito. Vuoi parlare di Seduzione, promuoverla, aiutare gli sfigati, come eri tu un tempo, perché l'amore è una cosa bellissima e tutti hanno il sacrosanto diritto di goderne.





E poi? E poi cosa farai? Qualsiasi cosa, ti rispondi, pur di portare avanti il tuo percorso di affermazione. Vuoi diventare un cazzo di numero uno, come nelle migliori fantasie infantili, e ti stai sbattendo per quello. Vuoi diventarlo per Te stesso, per chi Ami e per il vostro futuro felice insieme. Felici e contenti, come nelle migliori favole per bambini. Che la felicità mica esiste nella realtà, o meglio, esiste, ma è difficilissima da ottenere. Richiede fatica, impegno: la gioia viene solo dopo il sangue, gli ostacoli superati, i muri abbattuti.





E cos'altro posso dire, a Te che sei Me, quella parte di me che vive nel mondo reale, e che in questo momento sta battendo le dita sui tasti della tastiera? 'zzo te devo dì?





Che la tua vita è in evoluzione, da lontano sembra una spirale. Ormai l'inizio è perso nelle pieghe del tempo, ed il futuro... il futuro non finisce mai. Però il tempo scorre. Ed è inesorabile.





Questo è lo Stato delle Cose.





Il Tuo Stato delle Cose. 





Fanne tesoro.








M.M.