"Si fa un gran parlare, da sempre, di quanto sia sbagliato generalizzare.
Per colpa di alcuni, un'intera categoria viene danneggiata. Un esempio? I preti pedofili: le persone, venendo a conoscenza di questi eventi, generalizzano che l'istituzione della Chiesa Cattolica sia un covo di pedofili pervertiti.
Allo stesso tempo ci saranno alcuni che vi diranno: "No, la chiesa non è solo tarallucci e pedofilia, un sacco di sacerdoti si sbattono un casino per aiutare il prossimo: generalizzare è sbagliato".
Questa retorica, del "generalizzare è sbagliato", è moooolto frequente. La possiamo applicare
agli immigrati, dove "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti",
agli zingari, dove: "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti",
ai politici dove:
"è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti",
ai destrimani, dove: "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"
ai mancini, dove: "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"
ai collettivi, dove: "è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"
A chi vogliamo, dove:
"è sbagliato generalizzare i crimini di alcuni rispetto al valore di molti"
Sono mica ripetitivo? No, perché, sapete... è sempre la stessa storia.
Questo atteggiamento, che ritiene sbagliato che le persone generalizzino quello di cui hanno esperienza, è molto comune. L'idea di fondo è questa: Non si può generalizzare, perché la realtà è un'altra.
Ora, a parte la domanda che sorge spontanea, "se la realtà è un'altra, di chi cazzo è quella realtà?", quello su cui voglio soffermarmi oggi è che è impossibile non-generalizzare. Perché generalizzare è alla base del comportamento umano. Dirò di più, generalizzare è tra le prime tre cose che un sistema nervoso fa dopo aver avuto un esperienza sensoriale*.
Di conseguenza, chiunque vi dica che "Non si può generalizzare, perché la realtà è un'altra", sta gentilmente dicendo una cazzata. Ed è una cazzata perché noi non decidiamo se generalizzare o meno. Noi generalizziamo e basta. Al massimo possiamo decidere cosa generalizzare.
Da questo non si scappa. Non mi credete? Pazienza.
Ora, non voglio fare una dissertazione sul processo di generalizzazione del sistema nervoso, mi fa fatica, voglio soffermarmi sulla sua posizione all'interno dei processi di apprendimento: ne è all'origine ed è sempre presente.
Questo significa che qualsiasi cosa si udisca, si veda, si assaggi, si odori o si tocchi, essa, in un modo o nell'altra, viene generalizzata.
E sapete cos'altro? Anche le notizie dei giornali. Anche i casi di preti pedofili, di politici menzogneri, di strade imbrattate e di violenza da parte di gruppi ideologizzati. Non importa se quel prete sarà veramente pedofilo, se quel politico veramente corrotto, se quella persona di forte ideologia avrà avuto un colpo di testa personale. Non importa.
E sapete perché?
Perché i casi precedenti, di vera pedofilia, di vera menzogna, di vera violenza ideologica, saranno già belli che generalizzati.
E non è che è sbagliato, è che il cervello funziona proprio così. Fatevene una ragione.
Se credete davvero che certi comportamenti non vadano generalizzati, perché la realtà è un'altra, prendete chi fa quei comportamenti e dategli un calcio in culo.
*é tra i primi tre perché ce ne sono altri due: il processo di cancellazione (parte o tutta l'esperienza viene cancellata) e di distorsione (parte o tutta l'esperienza viene distorta). Non sono sequenziali, sono tendenzialmente simultanei.
Io, come una nostra lettura comune, generalizzo sugli indiani. Mi accusano di essere razzista... Ma cosa ci posso fare se vedo certe cose e mi premunisco? Per confutare le accuse di razzismo, ho dei pregiudizi anche verso i miei concittadini.
RispondiEliminae fai bene a premunirti. E' compito di chi è indiano o filo tale, eliminare i motivi di generalizzazione. Lo fai in due modi: eliminando i motivi di generalizzazione, permettendo di poter generalizzare dei contro esempi.
RispondiEliminaSui concittadini non ne parliamo! :)
RispondiEliminaIl pregiudizio che mi anima in questo caso è il seguente. Se il soggetto ha due alternative, sceglierà quella che mi danneggia maggiormente piuttosto che quella che massimizza la sua utilità. Penso che Carlo Cipolla abbia scritto qualcosa in merito e lo ha fatto dopo aver soggiornato dalle mie parti, non v'è dubbio.
RispondiEliminaCerto, perché la percezione di Sé viene influita dal fallimento altrui. A loro bisogna sempre dire che le cose vanno male. Gli brilleranno gli occhi.
RispondiEliminaI motivi di generalizzazione non possono essere eliminati prima, ma spesso solo dopo. E anche l'uso dei controesempi può essere arduo Mentre è facile smentire la frase "Tutti i corvi sono neri" mostrando un corvo bianco occorre molto più lavoro per smentire la frase: "la maggior parte dei corvi sono neri".
RispondiElimina"I motivi di generalizzazione non possono essere eliminati prima, ma spesso solo dopo."
RispondiEliminaVero. E' comunque utile però: eviti, così, eventuali generalizzazioni future. Se diventi virtuoso le eviti dall'inizio, non ammettendo certe persone.
" Mentre è facile smentire la frase "Tutti i corvi sono neri" mostrando un corvo bianco occorre molto più lavoro per smentire la frase: "la maggior parte dei corvi sono neri"."
Sacrosanto. Infatti la prima frase va sostituita con la seconda. E poi fornire esempi dove la maggior parte dei corvi sono neri.
Comunque il succo del post è che: se qualcuno vuole evitare generalizzazioni riguardo il proprio gruppo di appartenenza, deve proprio evitare che possano accadere eventi generalizzabili".
io generalizzo sulle parole che non suonano,quando un verbo è declinato in modo ignobile,mi sembra come uno stridio dissonante dalla vibrazione stordente che mi parte dal cervello e mi scende per la spina dorsale arrivando fino al culo...qualunque cosa tu oda in queste parole,è un impressione.
RispondiEliminaAvendo fatto le scuole dai preti ho conosciuto il prete alcolista,quindi tutti i preti sono alcolisti,il prete puttaniere,quindi,tutti puttanieri,il prete sadico,quindi,tutti sadici,,pure quello santo,quindi....per mia fortuna niente prete pedofilo,se tanto mi da tanto non esistono preti pedofili;è corretto?
In linea di massima, sì: per la tua esperienza diretta non dovrebbero esistere preti pedofili, poi, venendo a conoscenza dei fatti di cronaca puoi - immagino - generalizzare pure quello.
RispondiEliminaTu che idea ti sei fatto dei preti, uscito dalla loro scuola? Quella sarà la tua generalizzazione.
Io ho avuto a che fare con dei buoni sacerdoti e con dei pessimi catechisti. Infatti ho molti pregiudizi su quest'ultimi.
concordo sui catechisti,a parte uno,gay,non pedofilo che è stato un buon prete mancato,
RispondiEliminasui preti dico che sono uomini,ne più ne meno,ma a loro viene decisamente perdonato meno.