sabato 24 marzo 2012

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DISCLAIMER: Questo è il mio pensiero personale, non la verità comprovata sull'universo (peccato che non sia così!) Detto questo, chiunque pensa di poter arricchire la mia dissertazione, è invitato a scrivere nei commenti.





Negli ultimi giorni, in vari luoghi del globo, virtuali e non, ho letto e ragionato di quanto la gente non capisca un cazzo di un discorso complesso, nonostante soggetto, predicato e complementi vari siano tutti al loro posto.






Perché succede questo? Potremmo dire che molti hanno già i loro discorsi in testa e, trovato un testo che riguarda la stessa area tematica o qualcosa che in un modo o nell'altro è ad essa ricollegabile, partono con le loro sciorinate. 





Potremmo dire che hanno dei grossi bisogni di comunicazione, o grossi bisogni in generale, o, più semplicemente, che non capiscano un cazzo di quello che hanno davanti.





Con un professore, recentemente, ho parlato di come la comunicazione ideale sia la pubblicità. Essa è quella ideale perché, se fatta bene, comunica sia a livello cognitivo che a livello emotivo e, soprattutto, trasmette il desiderio di rivivere quelle emozioni positive che solitamente accompagnano gli spot. Non solo, fa tutto questo in 30 secondi.





Avete dubbi? Donne, guardate questa pubblicità:










Ora non morite dal desiderio di benessere? E chi ve lo ha comunicato?





Ora, dicevamo, la comunicazione efficacie. 30 secondi, il tempo di uno spot. Non di più non di meno. Post più lunghi obbligano l'individuo a maggiore attenzione, il rischio di distrarsi aumenta e le capacità intellettive dei singoli soggetti possono essere messe a dura prova.





Siamo diventati tutti più stupidi o cosa? In verità ho riflettuto di come una comunicazione simile a questa,  probabilmente ancora più efficiente, sia sempre stato presente nella nostra cultura. Mi riferisco ad una certa comunicazione breve, incisiva, efficiente e alla portata di tutti. Mi riferisco ai proverbi.





I proverbi, cazzo. Sì, proprio loro. Con i proverbi gli omini della strada ed i cozzari della campagna potevano avere la risposta giusta al momento giusto. Non ci credete? prendiamo degli esempi!




I tuoi soci in affari sono dei coglioni? Lo sapevi, no? Chi fa da se, fa per TRE!


Massima rendita e minimo sforzo? Ti pensi il primo? Campar senza fatica è una voglia molto antica.


Parli parli parli? Mmm... non sarà mica che... Chi mostra vende?





(i proverbi sono stati gentilmente offerti da tiscali.net )





La vedete la portata di questi proverbi? "Chi fa da se fa per tre" da un lato ti dice che da soli si lavora meglio che in gruppo, ma dall'altro lato ci dice un'altra cosa: "se vuoi lavorare in gruppo, bisogna esser bravi, che sennò si fa prima a lavorare da soli".






La stessa cosa vale per il secondo proverbio. Vuoi non faticare? Va bene, fallo pure, ma ricordati che in tanti hanno fatto così prima di te.





Il terzo poi è immenso. Ora capite perché tante donne si tirano in maniera esagerata già dalla mattina?





Ora, non voglio dire che i proverbi dicano sempre la cosa giusta. Ma comunicano sempre, nel giro di poche parole, le cause e le conseguenze di certe azioni, sia per chi agisce il comportamento, sia per chi lo subisce (o lo assiste), senza che nessuno faccia il minimo sforzo cognitivo.





Questo cosa ha comportato? Generazioni di persone convinte di sapere le cose, magari capace di superare anche le scuole superiori, ma che in realtà ha sempre meno di quanto avesse dovuto ragionare.






Ora torniamo alla domanda precedente: "siamo diventati tutti più stupidi o cosa?" La risposta che mi sto dando è che no, non siamo diventati più stupidi. Siamo (a livello nazionale) rimasti stupidi (e intelligenti) tanto quanto un tempo. Le capacità mentali della maggioranza della popolazione sono rimaste le stesse. E' solo che ora esse vengono esaltate dal medium internet.





Non dico nulla di nuovo, nell'affermare che internet permette a tutti di dire la sua. Non solo, i social network permettono  di dire la propria opinione, e di farla arrivare, in tempo brevissimi, a tutti i propri contatti. Quindi permette anche l'inverso: di conoscere l'opinione degli altri. Il problema, spesso, è che l'opinione degli altri è molto più complessa delle capacità mentali del lettore. Quindi non viene capita. Chi non la capisce, poi, ha varie scelte di comportamento: commentare indiscriminatamente in base alla sua rappresentazione del mondo, insultare l'autore dell'articolo, domandarsi su quanto si sa di non sapere, o ancor peggio, credere ad ogni singola parola detta.





Quindi è ovvio che se si ha davanti uno che non capisce di non capire, qualsiasi cosa gli si dica, lui non ci arriverà mai. E continuerà a dire la propria, indiscriminatamente. I complottisti, poi, sono un caso eclatante a riguardo: ad ogni contro argomentazione spuntano sempre più agenti del complotto, in una paranoia senza fine. E siccome è impossibile argomentargli con intelligenza e chiarezza, perché l'intelligenza e chiarezza non è nella loro testa, l'ultima comunicazione che probabilmente nella loro forma mentis è possibile, sono i proverbi. Frasi da 20 secondi, inattaccabili, che, grazie al potere delle parole, rimangono piacevolmente in testa. 





Quindi, è l'ora di dire basta ai confronti scientifici con gente che non ha le capacità di capire, Diamo inizio alla grande arte del rispondere per le rime! Ma letteralmente proprio! Ecco alcuni esempi pratici:





A chi ti dice che le scie chimiche sono il mezzo perfetto per la manipolazione mentale, gli si deve rispondere così: 





"se alle scie chimiche crederai, un coglione tu sarai!"





Prendiamo un altro esempio, l'art.18:





"Contro il 18 tu ti scagli, ma non vedi che tu ragli? Un asino tu sembri, per pochi tu ti spendi!"





Ora una contro-argomentazione spendibile ovunque:





Yo Yo, SAY YO! I tuoi argomenti non mi tor-na-nò!





O ancor meglio, questo direttamente dalla nostra infanzia:





Are, ere, ire, quel che dici fa dormire!





E così via, all'infinito. Le combinazioni sono infinite, tanto quanto le cazzate che si sentono in giro. Basta giusto un pizzico di fantasia. 





Provate a casa, provate, e ne sarete soddisfatti.





NOTA: Proprio per questo, da ora in poi, mi sforzerò di scrivere a termine del mio post, un suo sunto in rima, di poche parole, in modo da poter essere sicuri di quello che avete capito. E' un servizio offerto da La Tana del Topo. 








Quindi, la rima del giorno é:





Se uno sbroccato vuoi chetar, 


una rima utilizzar,


Svelta, simpa, e un po' cantata,


è perfetta se incrociata.





Vi voglio bene.



6 commenti:

  1. Alquanto d'accordo, e anche l'idea della risposta per le rime mi garba. Appunti sparsi:
    - Concordo sul non-collasso delle capacità cognitive generali, ma nel frattempo c'è stata l'istruzione di massa e l'economia tende a chiedere determinate capacità intellettive a settori della popolazione sempre più grandi. Un problema comunque esiste - ok, non lo neghi, ma lo sottolineo ^^
    - Trovo che comunque esista un grosso, e importante, fattore narcisismo: in molti vedo mancare lo sforzo, magari pure in presenza di capacità potenziale, ma manca lo sforzo, di entrare in un altro punto di vista.
    - Mi considero personalmente salvato, a dispetto di una disastrosa carriera scolastica, dall'odio per i proverbi e la forma dell'aforisma: sempre stato di gusto barocco, ho sempre preferito il trattato al pamphlet, l'argomentazione alla sparata. Ma questo è, appunto, un fatto di gusto e una grazia che mi è toccata. Non saprei come trovare una soluzione generale, né se ne esiste una. Sempre che si voglia risolvere.
    Poi ok, per anni sui forum scrivevo aforismi, ma quella era fobia sociale =PCosì, roba sparsa, tanto per dire.

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  2. Lamb - O, bentornato nella tana! Ti rispondo solo ora che nel week-end ero lontano dal blog!

    Che strano, la notifica al commento che ho ricevuto mostrava un commento diverso... che Disqus faccia di testa propria? O l'hai modificato? Ci mancherebbe, hai tutto il diritto di farlo! :) ma cosa significa "glip"? Comunque sappi che la tua sottolineatura mi era garbata, ed anche il resto del commento! :)

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  3. >  ma cosa significa "glip"?

    È l'onomatopea di me che ingollo il commento. 
    Sono residui nevrotici, ogni tanto lo faccio ancora ^^' scusa.

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  4. Ci mancherebbe, liberissimo! Il commento è pur sempre tuo, quindi ci fai quello che preferisci! :)
    E' che, ti giuro, non capivo che significasse "glip". E google non era d'aiuto: tra "Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali" e "Great Lakes Institute of Photografy" non riuscivo proprio ad orientarmi! :D 

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  5. Del post che ho letto ho apprezzato il concetto!
    Perchè perder tempo a argomentare, quando una rima si può usare?

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  6. hai capito e assimilato, 
    un BRAVO è meritato!

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