giovedì 12 gennaio 2012

Omosessualità (che cosa ci vuoi fare?)


Buondì compagnoni della tana, oggi volevo
fare un post sulla mia vita, dove parlavo del mio passato, del mio futuro, del
presente e di tutto quello che ne è annesso, ma invece parlerò d'altro. Siete
stati fortunati.





Due considerazioni personali su questo articolo. Sì, è di Repubblica.it,
no, non è contro Repubblica.it, ma su alcune affermazioni ivi presenti.
Leggetelo, come sempre vi consiglio, e poi tornate qui che prendiamo per vero
quello che viene detto su repubblica.it.




Allora Bruno è omofobo ed è convinto che
gli omosessuali siano contro natura, etc etc, la solita manfrina omofoba.





Sia chiara una cosa, anzi due. La prima è
che io ho una posizione opposta a quella di Bruno e la seconda è che le
opinioni sono sacrosante. Ognuno ha le sue e non si devono vietare. Il
problema è quando dalle opinioni uno vuole passare ai fatti, perché,
solitamente i fatti includono la vita di altre persone... 

Comunque, già che ci
sono vi dico la mia sull'argomento.





Andiamo avanti con le sue affermazioni,
così riportate da repubblica.it:





L'organizzazione mondiale della Sanità ha deciso che non si debba
parlare di malattia, a proposito dell'omosessualità, e sappiamo con quali
criteri ha scelto





Voi lo sapete
con quali criteri ha scelto? Wikipedia non lo dice di preciso, ma vi dico come
mai l'APA (American Psychiatric Association, quella che scrive il DSM) crede
che non sia un disturbo: non ci sono prove scientifiche che portano a
considerare l'omosessualità una patologia. Fatevi un salto qui
 su wikipedia per farvi un'idea
(wikipedia ha i suoi limiti, ma qui spiega bene la situazione). 





Continuiamo:





 L'omosessuale
nato lo è per un disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata
assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe
complicatissimo spiegare. Tuttavia, è nella stessa situazione, dal punto di
vista concettuale, di chi è handicappato, sordo o cieco. Per queste categorie,
con una certa ipocrisia si dice diversamente abili, non vedenti e simili. Il
gay è diversamente orientato per la sessualità e quel diversamente la dice
lunga sulla normalità". 





Sapete una
cosa? La personalità di una persona si sviluppa durante l'adolescenza. Parlare
di Omosessualità nativa (che ci stà, dato che molti omosessuali dicono che lo
sono sempre stati dalla nascita) ed associarla ad un disturbo di personalità è
impossibile, in quanto, la personalità, alla nascita, non esiste. Andiamo
oltre: bruno parla di handicap e cecità, dicendo che sono simili all'omosessualittà. Peccato che handicap e cecità sono due cose estremamente diverse: l'handicap è una condizione dove la persona, a causa della sua disabilità, non riesce a
vivere bene nel suo contesto sociale. La cecità e la sordità, invece, sono deficit sensoriali
che minano la percezione del mondo. Quindi, non solo l'omosessualità non è paragonabile ad un handicap ed ad un deficit sensoriale, perché è gusto personale, ma sono proprio diversi l'uno con l'altro. 
Tutto il resto è fuffa*.





Poi si parla di
genitori traumatizzati:





Chi dice
che padre e madre sono contenti o accettano la diversità del figlio, mentono
sapendo di mentire. Per due genitori, sapere che il proprio figlio ha questa
orientazione, è un trauma anche grande. Magari lo superano o riescono ad
elaborarlo, ma il colpo è molto forte.





Sicuramente,
per un genitore, scoprire l'omosessualità di un proprio figlio può essere un
duro colpo. Ma per un semplice motivo, quello delle aspettative legate al
figlio/a che vengono stravolte. E' pur sempre una questione di rielaborare le
proprie conoscenze. Ce ne sono di genitori traumatizzati, per carità, ma 
da qui, a parlare sempre di trauma, ce ne
corre. Io non ho dubbi però che Bruno abbia incontrato genitori
traumatizzati: per forza gli ha incontrati, è uno psichiatra, gli psichiatri,
come tutti quelli che lavorano con la psiche della gente, hanno a
che fare con persone che, in un modo o nell'altro, hanno traumi
.





Ricerca di
Pontifex a parte (sarebbe interessante indagare campione e metodi di indagine),
Bruno parla di omosessualità come cosa anormale e di omosessualità come
patologia.





Qui vanno fatti
un paio di distinguo:





Cosa vuol dire
normalità? Possiamo definire come normale il comportamento della maggioranza
delle persone? Possiamo. L'omosessualità è un comportamento presente nella
maggioranza delle persone? No, si parla del 5%. E' un comportamento quindi
anormale? E' un comportamento che non è la norma dei comportamenti, un po' come
gli occhi blu. E' un comportamento che c'è sempre stato? Sì, nei secoli, nelle
tribù più disparate, c'è sempre stato. E' patologico? NO. Perché? Perché nel
seguire il proprio orientamento sessuale, non facciamo nessun danno a noi
stessi. Non c'è sofferenza né dolore. 








L'omosessualità è un orientamento, capite?
E' l'essere attratti dallo stesso sesso. Può portare grossi vissuti di
sofferenza, ma non per l'orientamento in sé, ma per tutto il corrimi dietro che
c'è nell'essere (e nello scoprirsi) omosessuali nella nostra società. 





Detto questo, lascio a tutti quelli che
ritengono l'omosessualità (ed il sesso in generale) tutto cacca pipì, 
questa bellissima canzone:



















*Essere cattolici, in certi momenti è un problema: bisogna inventarsi scuse per giustificare le sacre scritture, alla faccia della realtà dei fatti. In questo caso mi riferisco alla frase di bruno "[...] ...essendo il sesso volto naturalmente alla procreazione", idea tipicamente religiosa (e forse darwinista, non so) il sesso non è volto semplicemente alla procreazione. Ma anche al benessere della persone e della coppia. Se non godi bene insieme al partner, col cazzo che vivi in una relazione felice. Che succede negli animali non m'importa, QUESTO succede negli esseri umani.







10 commenti:

  1. Bello, mi piace.

    NON sono malato, godo come voi, ONO DONNA, SONO UOMO,SONO QUELLO CHE SONO! Cosa ci vuooiii fareeeee Cosaa ciii vuoii fareeee!! 

    A parte le cazzate, pienamente d'accordo con te, con in aggiunta il fatto che in ottica darwinista non c'è nessun giudizio morale legato all'omosessualità, quel tipo, che come lavoro fa l'ospitato, mica lo psichiatra, è un coglione ritardato.

    E la cosa terribile è che invitino un ritardato a parlare di cose che non capisce e non conosce.

    Gg

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  2. Quella canzone è bellissima. L'intero album lo è, ad essere sinceri. Sulla cassettina originale ci registrai addirittura servi della gleba, presa direttamente dalla televisione!

    Grazie per i complimenti! Sì, Bruno e quelli come lui sono un pochino presi dai loro valori .

    Liberissimi, sia chiaro, finché non pretendono che lo loro castronerie diventino verità.

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  3. Ahahhaah

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  4. Amo come voi
    Soffro come voi
    Lo prendo in culo come voi

    Non il loro miglior album, ma grande pezzo

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  5. Prego, Lario3! E' stato meritatissimo!

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  6. Il pezzo di Elio è la ciliegina sulla torta.

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  7. Beh direi che su una cosa ha pienamente ragione: che ha diritto di dire la sua. Sento dire costantemente una marea di cazzate (ovvero cose spacciate per vere ma facilmente confutabili) e perché lui dovrebbe essere messo a tacere? Confutatelo...non censuratelo. Detto questo penso che prima di intraprendere un qualsiasi ragionamento a risposta di quelli proposti dal Bruno bisognerebbe capire cos'è non tanto la normalità (che tanto abbiamo capito come i confini della normalità siano decisamente labili) quanto più l'anormalità e quindi la malattia. Per malattia si intende uno squilibrio che mina il benessere bio-psico-sociale dell'individuo. Meglio ancora: uno stato di squilibrio che tra 0 (sanità totale) e 10 (mancanza di sanità totale) si avvicini a 10 rispetto a 0. Si perché le cose non sono tutto o nulla ma si va per gradi e per sfumature. Il problema di quando si dice che un omosessuale sia un malato è che di fatto non c'è traccia di squilibrio bio-psico-sociale in questa affermazione, in quanto a livello biologico/fisiologico non v'è traccia di alterazione e a livello psicologico neppure (come hai fatto notare tu Minkia) tant'è che la repressione di un orientamento sessuale nemmeno lontanamente può essere considerato una guarigione. A livello sociale può esserci un problema è  vero, ma la cultura è modificabile e di per sé in costante mutamento quindi...
    Detto questo però non possiamo mettere a tacere nemmeno una cazzata del genere, come quello che ha detto il Bruno, perché questo come tanti altri atti che avvengono minerebbe il concetto stesso di democrazia. In teoria in democrazia c'è il diritto alla parola, nel caso in cui tale parola si tratti di palese minchiata può essere cristallinamente confutata. In democrazia è vietata la sola propaganda antidemocratica. 
    Detto questo: Viva Elio!

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  8. Elio viva sempre.
    dici bene, malattia è quel qualcosa che ti mina lo squilibrio (e che te lo minerà nel futuro) e su cui sarebbe buono intervenire. Poi vabbé, c'è anche la questione della consapevolezza della malattia che almeno in ambito psicologico, se la persona dice di stare bene, col piffero che riesci ad intervenirci (ma questo ha più senso quando si parla di intervento, e non di eziologia).

    Sono d'accordo che Bruno o chi per lui abbia il diritto di tenersi le sue opinioni, e che non vada perseguitato per questo, senza che ci si aspetti  un cambio di opinione, un po' meno nel suo diritto di sbandierarle ai 4 venti, a prescindere dall'essere in democrazia e poi confutarle. 

    Per un semplice motivo: dice il falso sapendo di dire il falso. Prova solo a giustificare la sua interpretazione delle Sacre Scritture.

    Siccome c'è sempre più gente che dice minkiate che gente che dice cose serie e che ha le forze per  controbatterle, a certe persone non andrebbero  fatte certe domande (c'è una teoria a riguardo: la Teoria della Montagna di Merda(c) ).

    Si può fare a tempo perso, ma come regola di vita diventa un casino.

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  9. Si ma in realtà lui può anche sbandierarle ai quattro venti queste stronzate. Bruno è anche un uomo di scienza che cerca di porre un tono scientifico alla questione, e questo in teoria renderebbe il tutto ben più facile da confutare. Non dobbiamo (in democrazia) spaventarci della diffusione delle idee, ma piuttosto dell'incapacità di discernimento della gente. Le persone vanno educate ad ascoltare e recepire (cosa dalla quale la nostra società si guarda bene dal fare perché altrimenti saremmo una società fortissima e molto critica), ma mai censurare, perché nel modo appropriato la censura potrebbe diventare una sorta di "martirismo" e quindi far patteggiare emotivamente le persone. La soluzione invece e far benissimo sbandierare a questi individui le loro idee ma contrapponendogli degli elementi validi: sostiene scientificamente i concetti di malattia e anormalità, benissimo contrapponetegli scienziati e rappresentanti dell'OMS che confutino pubblicamente e indiscutibilmente le teorie del minchione. 
    Comunque mi sorprende sempre vedere quanta poca onestà intellettuale possano avere anche le persone di scienza, le quali sfruttano il loro ruolo per prendersi il favore della gente e per allontanare le proprie paure...che poi sempre di quello si tratta.

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