martedì 26 aprile 2011

Vecchiaia?


Ho qualche pensiero che mi gira per la testa.


Visto che fanno riferimento ai giorni appena passati, forse non dovrei aspettare troppo per buttarli giù.





Quando possiamo definirci vecchi? Su che basi? Ci sarebbe l'età, alcuni direbbero, ma ormai l'età non conta più nulla, visto i giovani 50enni che popolano la nostra terra. (E devo dire un po' anche a ragione, la vita si è allungata, ed il periodo di giovinezza con essa). 






Possiamo pensar di esser vecchi quando vediamo una persona sistemata, che ormai esce poco, che lavora, che magari ha addirittura una famiglia. Più o meno come quando si addita una persona come "vecchio dentro." 





Ma magari è vecchia per noi, e lui dentro di sè si sente arzillissimo, e basterebbe conoscerlo semplicemente un po' per poterglielo riconoscere. 





Insomma, quando posso dire VECHIACCIO DI MERDA (o più carinamente vecchiarello) ad una persona? Voi quando lo fate? Quando sul viso compaiono chiari segni di rughe?





Io alla fine mi son dato una risposta.





Per me si è vecchi quando leggiamo il mondo che ci circonda con categorie mentali non più attuali, tipicamente provenienti dalla propria giovinezza (o ancor peggio dalla giovinezza di persone ancora più vecchie).





Mi spiego:


in psicologia si parla di "Categorie Mentali"; esse sono vere e proprie strategie cognitive  atte a farci interpretare la  realtà. Esse sono generalmente semplificazioni della stessa, ma non per questo meno valide (*). Capite bene l'importanza di queste strategie. E' da esse che dipende la nostra capacità di vivere nel mondo. Se io credo che lavandomi con della comune acqua rischio di arrugginire le mie ossa (succedeva nel medioevo) vivrò l'acqua in maniera diversa da chi sa bene che con un po' di bagnoschiuma non solo le ossa non si arruggineranno, ma ci potremo pulire e profumare per bene. Ed essere piacevoli al prossimo.





Capite bene che se io vedrò l'acqua (e le mie ossa) come uno del medioevo rischierò di apparire un tantino vecchio nel nostro mondo. Vi torna?





Vi torna quindi che si è vecchi quando non si riesce più a leggere la realtà tramite gli eventi presenti ma solo tramite il nostro passato? Può sembrarvi una buona definizione che esula dal decadimento delle facoltà mentali tipiche dell'anzianità (che se poi le due cose sono sicuramente interconnesse, questo è un altro paio di maniche)?





Ora facciamo un altro esempio. Parliamo di politica. Parliamo di ieri. Parliamo di fascismo e di comunismo. Parliamone e datiamoli. Uno è finito più di 60 anni fa. L'altro è ufficialmente caduto a fine anni 80 (In Russia). Certo, ci sono stati dei reprise, ma (già allora) erano altro. Eppure, eppure, eppure molti continuano a vivere in quel mondo lì, con quei valori lì, quei nemici lì, quelle bandiere lì. Sapete perché lo fanno? Perché direttamente o meno, sono cresciuti in quel mondo lì. E se le loro strategie cognitive provengono da quel mondo lì, anche la loro lettura del mondo viene da quel mondo lì. Peccato sia una lettura vecchia. Datata. Antica. Proprio come loro.





Brutta bestia la vecchiaia.

2 commenti:

  1. Bella visione.

    Non c'entra molto, ma mi ha fatto pensare ad un episodio che mi colpì pochi anni fa.

    Ero in versilia per lavoro, d'inverno. La sera giovanotti e giovanotte attempate, passate di cottura ma imbellettate a bestia, invadevano i locali in cui ci facevamo una birra fra giovani colleghi.

    Osservandoli come osserverebbe Piero Angela, ho percepito la vecchiaia di costoro. Spero per loro che se ne rendano conto. Oppure sono vecchio io. Io sono fuori dal tunnel del divertimento (cit.). 

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  2. Ottima cit!
    La versilia è piena di locali per 30enni/Quarantenni che giocano ancoa a fare i giovincelli, e sicuramente, alcuni rischiano di essere ridicoli; fatto sta che "il giovane attempato" è un fenomeno veramente recente, molto più recente dell'adolescenza vera e propria e credo proprio che meriterebbe di essere approfondito....

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